I transfughi, dalla sinistra alla destra, in Italia sono numerosi. Ricordiamone solo qualcuno: Giuliano Ferrara, Sandro Bondi, Fabrizio Cicchitto, Ferdinando Adornato, Renzo Foa, Paolo Guzzanti, Forattini... C'è una spiegazione psicologica a questa loro scelta? Vediamo l'illustre psicoterapeuta, Prof. Luigi Cancrini, cosa ci dice.
GLI EX, NARCISISTI E IMMATURI
di Daniela Preziosi, dal settimanale "Avvenimenti" del 9 maggio 2003
Il forte numero di ex comunisti passati a destra può indicare una patologia specifica, chiamiamola "del salto del fosso"? E magari una sindrome, un complesso di sintomi che svelino non vogliamo dire una malattia, ma qualche disturbo psicologico? Abbiamo rivolto la domanda a Luigi Cancrini, uno dei più autorevoli psichiatri e psicoterapeuti italiani. E' stato anche assessore alla Sanità del Lazio, ha conosciuto molti politici e percorso gli ambienti della politica.
D.: Professor Cancrini, si può parlare di una psicologia del transfuga politico?
R.: Possiamo dire che molti di questi personaggi che sono passati da una parte all'altra vivono l'esperienza politica come uno spazio di espansione del sè. In genere queste persone sono state molto a sinistra, e dimostravano una certa insofferenza per la disciplina, per esempio quella di partito, verso la quale erano molto critici. Penso ad esempio all'Adornato responsabile delle pagine culturali dell'Unità, che ora viene definito insopportabile e pieno di sè. Ora, queste persone, di fronte a una delusione, al non riconoscimento del loro valore, di fronte a quello che si definisce "uno scacco narcisistico", cercano altri luoghi dove far riconoscere la loro importanza. Altra vicenda esemplare, quella di Renzo Foa.
D.: Siamo di fronte a personalità narcisistiche, dunque, non a un travaglio ideologico?
R.: Non escludo che in queste vicende ci siano anche delle crisi di idee. Ma non credo che sia l'aspetto determinante del fenomeno. Si tratta spesso di personalità narcisistiche rispetto alle quali un'idea vale l'altra. Siamo di fronte a una personalità narcisistica immatura, che fa fatica ad accettare che il proprio parere vale quanto quello dell'altro, che crede di dover essere sempre e ovunque riconosciuta e resta amareggiata di fronte a un limite del sè, non lo tollera. Limite che può essere costituito dalla disciplina di partito, ad esempio, e dal fatto del tutto naturale di trovarsi, talvolta, in minoranza.
D.: E allora si buttano a destra?
R.: E allora debbono sostituire i propri nemici, debbono trovare nemici nuovi. Ne conosco molti: dalla propria vicenda personale traggono rabbia e livore. Penso ad esempio all'esperienza sconcertante di Forattini. E' chiaro che queste persone trovano a destra un tipo di accoglienza particolare, dalla quale traggono un vantaggio narcisistico.
D.: E anche economico, a volte. Come è successo a molti ex socialisti, non crede?
R.: Credo che in questi casi non c'è da scomodare alcun meccanismo psicologico: gli ex socialisti passati a Forza Italia possono essere ascritti nella categoria dell'opportunismo, alla quale peraltro erano spesso già riconducibili prima. A parte loro, la maggior parte di quelli che passano da sinistra a destra sono ex estremisti. E non è un caso: non hanno tollerato la frustrazione. E infatti se non sono passati a destra, si sono ritirati del tutto, con un movimento depressivo, oppure si sono dimenticati dell'esperienza e sono diventati manager.




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c'è sempre qualcuno più di sinistra che di da dell'apostata e del traditore, e se sei ebreo..... l'antisemitismo mai sopito di certa sinistra stalinista.....
