Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    lobosinistro
    Ospite

    Predefinito Pensieri di un anarchico conservatore

    Si è sempre parlato poco e mai abbastanza bene di Giuseppe Prezzolini (1882-1982), ma non importa, ci ha rimesso di più chi non lo ha mai ascoltato.

    Pensavo che qualche suo appunto potesse riuscire d'interesse a qualcuno di voi. Dal suo Ideario, però, ho scelto le osservazioni meno attinenti alle tensioni verso le quali in questi giorni si sta dirigendo il mondo, per restare al di qua (o al di là, come volete) dei fatti che tutti i giorni riempiono i giornali.


    Azione
    Tutto quel che facciamo è una collaborazione con il mondo intero, e quindi soggetto all'incognita di una somma con l'infinito.[1965]

    Battaglie
    Nella mente di sant'Agostino e di Kant son state combattute battaglie più importanti e più grandiose di quelle di Napoleone e di Alessandro. [1903]

    Politica
    La politica è una statua di fango; può anche essere bellissima, ma chi la fa deve sporcarsi le mani.[1966]

    Borghesia
    La società borghese mi fa spesso schifo; quella comunista spesso orrore; la società proletaria mi fa sempre compassione, per aver accettato di servire o la società borghese o quella comunista.[1966]

    Ideale
    C'è un ideale assai diffuso in Italia: guadagnar molto faticando poco. Quando questo è irrealizzabile, subentra un sottoideale: guadagnar poco faticando meno.[1917]

    Illusioni
    Il comunismo è un'illusione, come la democrazia, per tutti i popoli: la realtà è lo Stato del Nord America e lo Stato della Russia, che si servono della illusione democratica o comunista per i loro fini.[1958]

    Imbecille
    Toglie la gioia della solitudine e quella della compagnia.[1967]

    Concilio Vaticano II
    I padri del Concilio Ecumenico, certamente in buona fede, vogliono gettare un ponte sulla riva per fare un'alleanza col nemico: io ritengo invece che incoraggino un'invasione.[1964]

    Conservazione
    L'istinto di conservazione è più forte nell'uomo del desiderio di cambiamento.[1962]

    Pubblicità
    Presto si capirà anche da noi che le case che organizzano la pubblicità sono organismi assai più forti nel mondo di molti ministeri e di molte prefetture e che in un direttore di giornale c'è spesso una potenza maggiore che in un deputato.[1907]

    Tradizione
    La tradizione si succhia col linguaggio stesso; e credo che un popolo che davvero volesse cambiare e rompere la tradizione sua, dovrebbe mutar lingua; ossia, soltanto il mutamento di lingua significa un mutamento di tradizione. I popoli latini si fecero francesi, italiani, spagnoli, portoghesi, ecc. nel momento in cui non parlarono più latino. Ed è impossibile che il popolo nostro cambi carattere e tradizione, finchè parlerà italiano e continuerà a leggere libri di letteratura italiana.[1938]

    Fratellanza
    Gli uomini per stare d'accordo hanno bisogno di un nemico comune... Odio e paura, più spesso che interesse od amore, affratellano i popoli.[1967]


    Fu un individuo molto complesso nella sua chiarezza.

    Spero di non aver annoiato.

    Un saluto


    PS: Mi rendo conto che i temi non siano in perfetta sintonia col forum, ma sono sicuro che qui la purezza intellettuale sarà ben accolta.

  2. #2
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    Predefinito

    CARO LOBOSINISTRO,

    GRAZIE PER LE CITAZIONI DI PREZZOLINI CHE HO LETTO CON INTERESSE.
    SO BENE CHE ERA, COME SI DICE OGGI, UN "LAICO" CON QUALCHE PUNTA DI MISANTROPIA MA QUELLO CHE DICE è CERTAMENTE INTERESSANTE.
    L'AFORISMA SULL'"INVASIONE" DELLA CHIESA è CERTAMENTE ACUTO.
    GRAZIE PER IL GARBATISSIMO POST.

    GUELFO NERO

  3. #3
    lobosinistro
    Ospite

    Predefinito

    Sul Concilio Vaticano II

    Ricordo che Prezzolini fu non credente.


    [...]Ecco perchè mi domando come mai i RR.PP. (o almeno molta parte di essi) si sian mostrati impazienti come una ciurma che sente il bastimento in pericolo e si affretta a buttar la zavorra in mare, che è poi quella che ha tenuto il bastimento in equilibrio, come se non ci fosse altro di meglio da fare. Molti di loro, anzi una maggioranza, han votato la Messa nelle lingue nazionali senza pensare ai valori che gettavano a mare. Gliel'ha dovuto spiegare un glottologo come Giacomo Devoto: "La lingua delle formule, nella sua immodalità formale, anche pronunciata in modo non unitario e comunque diverso da quello normale dell'antichità, rifiuta l'attributo di 'morta'; non già perchè debba essere o sia comprensibile, ma perchè, anche se incomprensibile, emana calore, evoca immagini, agisce sugli uomini, diciamo, come una serie di nomi propri, come una didascalia di immagini che si succedono in quel libro simbolico che è il Rito". Il curioso è che i RR.PP. hanno in un Concilio Ecumenico (ossia universale)rinunziato proprio ad una delle virtù del cattolicismo che ne fa una religione più universale delle altre sètte cristiane: ossia l'avere un rituale unico ed immutabile per tutto il mondo, sicchè quando uno entrava in una chiesa d'America o d'Asia o d'Oceania trovava gli stessi gesti e sentiva le stesse parole. Non è stato questo (insieme con il dogma dell'infallibilità del Papa) che ha fatto del cattolicismo la più forte delle religioni cristiane, perchè non soggetta a variazioni nazionali? Non fu invece questo l'inizio della separazione in mille sètte provocata dal protestantesimo che per prima riforma volle l'introduzione delle lingue nazionali nel culto? I RR.PP. non sapevan bene quello che facevano; ed obbedivano così allo sciocco pregiudizio degli intellettuali che ciò che si capisce sia più riverito di ciò che non si capisce... Essi hanno aperto la strada alla ragione; e la ragione ha una sua logica ed un suo appetito divoratore; vuol andare avanti e sempre più avanti; e ora che il popolo crederà di capire le formule della Messa chiederà che esse esprimano dei concetti chiari come quelli della scienza che legge nei giornali, ed allora vorrei veder come faranno, i RR.PP., a render razionale il fondamento della Chiesa che è nei suoi 'misteri' (Mt. 13,11). [...]

    [...]Ma è la Messa una funzione religiosa, oppure una lezione scolastica? Ha bisogno di venerazione, oppure di discussione? Essa per i cattolici è un fatto soprannaturale o un esperimento di fisica? Anche se il popolo non la capiva, ci credeva, si radunava per un mistero. Se ammettete che ciò che importa nella Messa è il comprenderla, comprenderla vuol dire anche metterla in discussione e allora si finirà come hanno finito certi cattolici d'Olanda a dir che la Messa è il ricordo di un pasto in comune, insomma nulla più di un convito che ricorda la morte di un amico e si può celebrare da per tutto, ed in qualunque maniera. [...]


    Da Cristo e/o Machiavelli (di Prezzolini, 1971). Per voi, che come argomenti trattati giocate in casa, saranno banalità, ma per me sono state parole molto stimolanti e problematiche nuove.

    Quel libro mi ha aiutato un po' a riflettere sull'effetto che esercitano le cose irrazionali sugli uomini, le quali proprio perchè irrazionali sono ritenute sacre. Il loro potere sta in un' Autorità mai relativa come al contrario è costretta a reggersi la razionalità.

    Ringrazio il caro GUELFO.

    Un saluto

  4. #4
    lobosinistro
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by lobosinistro

    Quel libro mi ha aiutato un po' a riflettere sull'effetto che esercitano le cose irrazionali sugli uomini, le quali proprio perchè irrazionali sono ritenute sacre. Il loro potere sta in un' Autorità mai relativa come al contrario è costretta a reggersi la razionalità.

    Direi di essermi espresso piuttosto male, perchè non intendevo dire che il campo della razionalità sia retto da verità relative, ma ricordare il fatto che qualsiasi verità scientifica, espressa nella forma di una legge fisica o chimica ecc..., è vera fino a quando non viene superata, cioè finchè non venga sperimentato qualcosa di nuovo che la modifichi o riesca addirittura a sostituirla.
    Ecco che svanisce l'Autorità eterna della scienza e subentra quella comunque "universale" che però può mutare con il tempo (con nuove scoperte).


    Mi scuso. Saluti

  5. #5
    scemo del villaggio
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    Predefinito Prezzolini e il Vaticano II

    Grazie, caro lobosinistro, per il tuo bellissimo post. Esso mi ha spinto a tirar fuori "La sfida della fede" di Messori, dove a p. 196 cpmincia un paragrafo dedicato a Prezzolini. In esso si ricorda che lo scrittore toscano scriveva nel 1968: "Quante volte penso alla persona di Paolo VI non posso trattenermi dall'avere per quest'uomo una grande compassione e ammirazione. I suoi fedeli hanno rotto gli argini millenari dopo una falla aperta da un ben intenzionato ma poco avveduto Guidatore al quale la fortuna concesse con una rapida morte di non vedere il tumulto di immaginazioni eccitate, di ardimenti, di ribollimenti, di stravaganze, di speranze fantastiche e di utopie suscitate da un suo moto del cuore non assistito da una mente preveggente". E, con una delle sue battute amare - continua Messori - replicò così a un 'inchiesta dell''Osservatore Romano' che gli chiedeva che cosa il Vaticano II avesse significato per uno come lui, non credente, ma trepido delle sorti di una Chiesa, in cui vedeva uno degli ultimi baluardi contro la barbarie: "Il Concilio ha risposto in pieno alle mie attese: ma perché ero e sono pessimista..."

    La mia unica riserva è su quel "ben intenzionato" riferito a Roncalli. Anche se le intenzioni le conosce solo Dio.

  6. #6
    scemo del villaggio
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    Predefinito Prezzolini e l'"Humane Vitae"

    Sempre da Messori, "La sfida della fede", pp. 198-199:

    In questa stessa linea controversa è quella solitaria difesa , (...), della "Humanae Vitae", della "enciclica incompresa". In quegli Stati Uniti di cui era cittadino, Prezzolini raccontava di averne discusso con preti, frati, suore, studenti di università ecclesiali, giungendo alla conclusione che "molti cattolici d'oggi non sanno più che cosa sia la Tradizione cristiana e cattolica". Continua, infatti: "Che cosa si rimprovera al papa? Di avere proibito ai coniugi di evitare di far figli che non possono nutrire o educare in modo degno. Di avere così contribuito al crescere di una popolazione che starebbe sorpassando in parecchie parti del mondo i limiti dei beni a disposizione". Qui, secondo Prezzolini (che diceva di parlare come chi, estraneo alla Chiesa, può però giudicarne l'insegnamento "secondo logica e storia"), qui si nasconderebbe un fraintendimento totale: "Ma questo non ha detto il papa e non volle mai la Chiesa. Il fatto che non si sia capito che cosa vuole Paolo VI mostra che si è perso un po' dappertutto il senso di che cosa sia stato (e sia ancora per una certa parte di credenti) il cristianesimo. Ossia, una dottrina del soprannaturale che chiede agli uomini dei sacrifici ottenibili soltanto per la grazia di Dio. Coloro ai quali questi sacrifici sembrano impossibili, oppure non fondati sulla ragione, e che credono che la ragione sola debba dominare l'uomo, non hanno altro da fare che riconoscere che non sono o non sono più cristiani". Aggiungeva, per spiegare: "Dico, e non credo di trovare smentita, che una delle parole più nuove del Nuovo, in confronto con il Vecchio Testamento, è proprio il dominio che richiede agli uomini sopra i sensi e soprattutto sopra il senso del sesso. Aprite il Vecchio Testamento e non ci trovate l'elogio o la raccomandazione della verginità e della castità. E' pieno di storie di amori, di concupiscenze e di figliolanze. I Patriarchi sono tutti sposati a parecchie mogli e quando queste non bastano hanno delle concubine: tutto va bene, pur di esercitare il sesso. Questo mi fece scrivere una volta che nel Vecchio Testamento si sente puzzo di caprone". Ma questa spietata analisi prezzoliniana continua: "Il vangelo è invece l'opposto. Quando mai Gesù ha raccomandato di fare molti figli? Quando mai ha vantato l'amore sessuale e il suo sfogo libero? In san Paolo si trova il fondamento della dottrina cattolica sul matrimonio. Chi se ne ricorda? "Se non vuoi bruciare, sposati". Ossia, se proprio non ne puoi fare a meno e finiresti col peccare (non fosse altro col pensiero), prenditi una moglie. Il matrimonio è considerato, evidentemente, come uno stato secondario rispetto all'ideale cristiano, che è quello della verginità e della castità. Ossia, del dominio dei sensi. Perciò anche scrissi che nel vangelo si sentiva "l'odor di neve non tocca ancor dal sole", un elogio della purezza che mi feci dare in prestito da un certo Shakespeare". In conclusione, "il povero Paolo VI non ha fatto altro che ricordare l'astinenza dei sensi, con altri termini dai miei che non sono un papa, che non sono nemmeno un credente. Ma, qualche volta, mi sento uno storico ed un logico".

    L'articolo uscì sul "Resto del Carlino" nel settembre del 1968, se non sbaglio il giorno 19, quindi quasi esattamente 34 anni fa, con una breve premessa editoriale che ne prendeva prudentemente le distanze. Personalmente mi limito a osservare come la dottrina del "remedium concupiscentiae" sia oggi stata completamente abbandonata e come Wojtyla si sia spinto sulla strada avventurosa e non cattolica del "reciproco perfezionamento" dei coniugi come fine primario del matrimonio, sullo stesso piano o forse davanti alla procreazione ed educazione dei figli. Con ciò aprendo la via (lo segnalava don Ricossa in un magistrale articolo di "Sodalitium" n.40, che penso molti di voi conosceranno) da una parte alla contraccezione magari "cattolica", dall'altra al deprezzamento del celibato sacerdotale e dello stesso sacerdozio. Seguito, su questa strada rovinosa, da quasi tutti i cattolici, a cominciare dalle "quadrate legioni" dei "difensori della vita" di Alleanza Cattolica e di CL.

  7. #7
    lobosinistro
    Ospite

    Predefinito

    Sono contento, caro professore, che anche a lei il Prezzolini abbia detto qulacosa. Certo, come lui stesso ricorda, dall'articolo che lei ha riportato, fu pessimista anche se io direi piuttosto un serio realista.


    Un saluto

  8. #8
    Ludovico van
    Ospite

    Predefinito Ancora su Paolo VI

    "Paolo VI si mostra preoccupato del veder dilagare tra i cattolici di parecchi Paesi tendenze che metton in dubbio i dogmi fondamentali della Chiesa. Paolo VI si sforza di arginare la falla aperta con le migliori intenzioni del mondo, da Giovanni XXIII. La Chiesa cattolica in questo periodo ha guadagnato tanto in popolarità quanto ha perduto in solidità. Una volta che i padroni di casa stessi incominciano a distruggere alcune ali dell'edificio della Chiesa e mostrano di volersi disfare del mobilio antico, tutti si affrettano a proporre qualche altra piccola demolizione e una volta aperta la gara cresce l'audacia. Il soprannaturale è preso di mira. Il peccato originale e la grazia di Dio vengon posti in disparte. Queste furono le tendenze fondamentali del Concilio Vaticano II Fondamentale fu la credenza che si possa raggiungere la pace tra gli uomini col semplice ragionamento ed accordo fra gli uomini. Per la pace politica il Concilio Vaticano II ha dimenticato la pace nei cuori. Se gli uomini fossero capaci di far la pace da soli, non ci sarebbe bisogno della Chiesa. Basterebbe l'ONU con la sua sala di mediazione refrigerata d'estate e riscaldata col termosifone di inverno, vuota di ogni simbolo per l'impossibilità di farvi entrare tutti i simboli." [Prezzolini, 1966]

 

 

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