dal quotidiano "del padrone":
" il Giornale del 12/05/2003
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Il dibattito politico
Fini all'opposizione: "Rassegnatevi"
Il vicepremier assicura: governeremo fino alla fine della legislatura. Si al lodo Maccanico
Laura Cesaretti
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"A chi dice resistere, resistere, resistere, rispondo: rassegnatevi, rassegnatevi, rassegnatevi". Gianfranco Fini parla in piazza a Brescia, durante una manifestazione elettorale a sostegno della candidata sindaco della Casa delle libertà, Viviana Beccalossi, e approfitta dell'occasione per replicare con una citazione ironica della "resistenza" di Francesco Saverio Borrelli alle bordate polemiche dell'opposizione.
Assicura, il vicepremier, che "la maggioranza di centrodestra governerà fino alla fine della legislatura". Ai giornalisti che lo incalzano sulla sua presa di distanza dalla proposta di reintrodurre l'immunità parlamentare, spiega che "nel governo si discute ma, alla fine, è sempre la ragione ad avere la meglio". Ribadisce la sua posizione: "Ho una perplessità - afferma - una contrarietà circa l'ipotesi di ripristinare il testo della Costituzione, cioè l'articolo 68, così come era prima di quella riforma che abolì l'immunità parlamentare". Ma esiste in Italia uno squilibrio che va sanato nel rapporto tra i diversi poteri, ed è giusto affrontare il problema nelle sedi "proprie", cioè nelle aule parlamentari: "Ho detto, e confermo, che occorre discutere del rapporto che in una democrazia parlamentare e ai sensi della Costituzione deve intercorrere tra i poteri, tra quello legislativo, il Parlamento, e quello giudiziario. E ritengo - aggiunge Gianfranco Fini - che l'idea avanzata dal presidente Berlusconi di discuterne nella sede propria, cioè nel Parlamento, sia un'idea meritevole di essere valutata con attenzione".
Il vicepresidente del Consiglio conferma anche il pieno sostegno di Alleanza nazionale alla proposta di sospendere i processi per le alte cariche dello Stato, e ricorda all'opposizione che l'idea è stata avanzata proprio da rappresentanti dell'Ulivo: "Condividiamo il lodo Maccanico e il fatto, tra l'altro, che sia stato proposto da un autorevole esponente del centrosinistra credo che dovrebbe fare giustizia di troppe polemiche pretestuose. Non si tratta certo - aggiunge Fini rivolto a chi da sinistra accusa il premier di cercare solo 'l'impunità' - di una norma fatta per ragioni diverse rispetto a quelle dichiarate".
Non c'è alcuna intenzione di limitare l'indipendenza dei giudici, i magistrati però, sostiene il leader di Alleanza nazionale, non devono solo esser "autonomi", ma anche "imparziali". Su questo, accusa, "la sinistra non vuole mai accettare un confronto, sul fatto che c'è una piccola parte della magistratura che ha scarsa imparzialità. Non si parla mai infatti di toghe tricolori o azzurre, di toghe padane o altro, si parla invece di toghe rosse. Questo è un nervo scoperto della sinistra. Chi governa è scelto dal corpo elettorale e il risultato delle urne non può essere ribaltato".
Al centrosinistra, che chiude le porte al dialogo e bersaglia di accuse il premier, Fini replica che c'è da parte dell'opposizione "una evidente volontà di strumentalizzare in ogni circostanza qualsiasi proposta e questo crea i presupposti per una polemica che non alimentiamo certo noi". Torna anche sulle esternazioni del presidente della Commissione europea, all'indomani dell'intervista di Excalibur a Silvio Berlusconi: "Sinceramente non capisco l'indignazione di Prodi, perche' quando a parti invertite governava il centrosinistra e il centrodestra era all'opposizione più volte abbiamo denunciato noi l'uso strumentale da parte dell'Ulivo della tv pubblica. Non vedo motivo per la sua indignazione oggi che la polemica è più o meno la stessa ma a parti rovesciate".
Ma ai giornalisti che gli chiedono se sia preoccupato, alla vigilia del semestre di presidenza italiana dell'Unione europea, per lo scontro aperto in atto tra il presidente del Consiglio Berlusconi e il più alto rappresentante dell'esecutivo europeo, assicura di essere "ottimista": "Ci sono le condizioni per onorare l'impegno ma soprattutto per aiutare l'Europa a risolvere qualche problema". E di esserlo a ragion veduta, "per l'osservatorio in parte privilegiato di cui dispongo, cioè il ruolo di rappresentante del governo italiano nella Convenzione europea". Gianfranco Fini si dice convinto che "il semestre di presidenza italiana dell'Unione europea raggiungerà dei risultati importanti e, in particolar modo, raggiungerà il risultato di aprire la Conferenza intergovemativa che dovrà ratificare il testo della Costituzione europea su cui sta lavorando la Convenzione". Nonostante i molti "nodi non ancora sciolti", il vicepremier è certo che "si possa arrivare a un accordo tra i venticinque Paesi che oramai fanno parte dell'Unione".
"Sono anche convinto - aggiunge Fini - che il semestre italiano consentirà all'Unione europea di ricucire alcune delle divisioni e delle fratture che ci sono state tra i Paesi del Vecchio continente in occasione della guerra in Irak". "
Saluti liberali




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