Postato il Friday, 09 May @ 18:15:46 CEST di articolo21

'Se fino ad ieri pensavo di essere fatto oggetto di una discriminazione, oggi comincio a pensare che è in atto una vera e propria persecuzione'

di Michele Santoro

Nel settembre scorso, quando era già cominciata la mia quarantena, ho partecipato, insieme all’attuale presidente della Rai Lucia Annunziata, ad una manifestazione di Rifondazione comunista analoga a quella che oggi mi frutta la contestazione di pesanti, quanto infondati addebiti disciplinari. Allora come adesso avevo chiesto ed ottenuto dall’azienda tutte le autorizzazioni che essa ritiene necessarie e che pure potrebbero apparire superfluo.

Allora come adesso ho esercitato correttamente il mio diritto di manifestazione del pensiero. Otto mesi fa Saccà non mi mosse alcun rilievo. Cattaneo invece mi mette sotto processo. Sono del tutto estraneo ad eventuali accordi tra Rifondazione comunista ed emittenti televisive private. Questi accordi comunque rientrano nel diritto di cronaca ed erano a conoscenza della Rai che non si era opposta. L’unica differenza rispetto ad otto mesi fa è che nel frattempo ben quattro giudici hanno ordinato all’azienda di reintegrarmi nelle mansioni.

La Rai non ha altro da fare se non applicare l’ordine dei giudici, anziché cercare diversivi nel tentativo di procurarsi un’impossibile immunità.
Se fino ad ieri pensavo di essere fatto oggetto di una discriminazione, oggi comincio a pensare che è in atto una vera e propria persecuzione. Ancora più grave e’ che l’azienda se la prenda con i miei colleghi, che non hanno fatto assolutamente nulla. Ci e’ stato tolto il lavoro, ci si vuole togliere il diritto di parlare, di pensare, di protestare. E’ un attacco contro la nostra dignità di persone. Non abbiamo violato le leggi, abbiamo rispettato i nostri contratti e amiamo la nostra azienda che appartiene a tutti. Soprattutto amiamo la libertà di espressione che e’ uno dei pilastri della nostra Costituzione.

Michele Santoro