L'opinione delle libertà,
giovedì 24 aprile 2003
LA MASSONERIA ISLAMICA CONDIZIONA LA VITA POLITICA FRANCESE
di Dimitri Buffa
C'è una specie di P2 islamica e anche antisemita che sta tentando di
condizionare la vita politica, sociale ed economica dello stato
francese. E
che è già molto presente nelle università e nelle istituzioni. E che come
nella migliore tradizione delle società segrete veicola il proprio
messaggio per pochi intimi addirittura attraverso i cd pirata dell'ultimo
album della ex fotomodella Carla Bruni.
Lo dice il numero in edicola de "L'Express", magazine francese non
nuovo ai
sensazionalismi.
I loro scopi: fare penetrare una visione rigorista dell'Islam nelle
istituzioni francesi appoggiandosi ora alla destra ora alla sinistra ma
senza mai contribuire troppo nettamente a vittorie elettorali dei singoli
candidati in modo da poterli tenere in pugno secondo il principio
dell'ago
della bilancia.
Se questa penetrazione lobbistica fosse profonda come ipotizza il
newsmagazine d'oltre alpe ecco un'ulteriore spiegazione al profilo basso
tenuto da Chirac dopo l'11 settembre e alla vigliaccheria del governo
francese durante la gestazione della guerra all'Iraq.
E concretamente quali sarebbero state le manifestazioni di questa P2
islamica?
Ecco come viene descritto il loro successo più grande di quest'anno:
"Essere riusciti a far votare dall'Università Parigi VI una mozione che
incoraggia il boicottaggio all'economia israeliana e la rottura di ogni
cooperazione tra atenei francesi e di Gerusalemme".
E come vengono fronteggiate le accuse di antisemitismo?
Cogliendo la palla al balzo, almeno a leggere il manuale che "L'Express"
sostiene di avere decrittato dopo averlo scoperto all'interno dei testi
delle canzoni di Carla Bruni contenute però solo nei cd pirata venduti
dai
"vu cumprà".
"A ogni accusa di antisemitismo - si legge nel documento dei
cospiratori -
noi rafforziamo il nostro elettorato non musulmano. L'utilizzazione
abusiva
dell'accusa di antisemitismo la banalizza e la depenalizza tra i non
islamici".
E chi è il referente del "gruppo di Carla Bruni", come sono stati
ribattezzati questa sorta di piduisti islamici? Sembra che il loro
referente sia un tale Tariq Ramadan, 40 anni, figura di punta del neo
fondamentalismo islamico in Francia. Sette dei suoi libri vengono
raccomandati nel libello semi clandestino che gira nel cdrom taroccato.
Oltre a essi le letture consigliate sono "L'Arte della guerra" di Sun
Tzu,
il "Principe" di Niccolò Machiavelli e "L'arte della guerra" di Von
Clausewitz. Originalità sottozero, dunque.
Di Ramadan si sa anche che è un professore di islamistica e filosofia
nelle
università di Friburgo e di Ginevra. le sue teorie sono un misto di
fondamentalismo dei costumi e strategia di attendismo mimetico. suggerita
agli islamici all'interno dei paesi europei in cui si trovano a vivere.
Ecco una sua frase famosa: "Nulla dentro l'Islam impedisce di vivere
in una
società laica". E a proposito del velo delle donne la sua teoria è che si
tratti di "un dovere morale non di un obbligo giuridico".
C'è anche chi lo conosce bene a questo signore e ne ha parlato con
"L'Expres" diffusamente. Ad esempio Antoine Sfeir, direttore dei
"Quaderni
dell'Oriente", che lo etichetta come "un fondamentalista pieno di fascino
specialista nel linguaggio doppio".
La nota biografica inoltre fornisce un illustre quanto sinistra
ascendenza:
suo nonno sarebbe stato, niente di meno, che il noto Hassan Al Banna, il
fondatore in Egitto della setta dei Fratelli mussulmani (per la
cronaca in
Italia i Fratelli mussulmani sono rappresentati dall'Ucoii del convertito
sardo Hamza Piccardo, cioè dagli islamici che più premono, nonostante il
loro credo fondamentalista, per avere il riconoscimento dallo stato e la
quota parte dell'8 per mille), quelli cui fu imputato tra l'altro
l'assassinio di Anwar El Sadat nel 1981, cioè dell'ex capo di stato
egiziano, punito per l'accordo di pace tra Egitto e Israele del 1977.


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