L’annuncio di una finanziaria blindata, nella legislaura che ha visto approvare solo due provvedimenti di iniziativa parlamentare, ha fatto salire la frustrazione dei peones Pdl oltre il livello di guardia. Spiega uno dei più anziani tra i deputati ex Fi che hanno firmato la lettera a Berlusconi sul biotestamento: «O si rinvia, o in Aula può succedere di tutto». Essendo infatti quella l’unica legge sulla quale è quasi tollerato il dissenso, nel voto segreto diventerà il parafulmine su cui sfogare un malcontento aggravato dalla imminente fiducia sullo scudo fiscale/amnistia. Per questo i vertici del Pdl fanno sapere che chi sarà leale e indicherà al capogruppo i dissidenti avrà una promozione. E a chi fa notare che ormai tutti i posti sono già occupati, rispondono che a marzo ci sarà un nuovo giro di poltrone, «giusto il tempo di approvare la leggina che sta al Senato». Il riferimento è al ddl che, oltre al ministero della salute per Fazio, introduce 3 nuovi sottosegretari. Posti, come al solito, promessi ad un numero di parlamentari di gran lunga superiore a quelli disponibili, tra Camera e Senato almeno dieci volte di più. Il rimpastino coinciderebbe anche con la tradizionale verifica di metà legislatura sulle presidenze di commissione. I più ottimisti sognano già l’auto blu. Ma i finiani non paiono intenzionati a cedere nella battaglia per un diverso Pdl e per questo vengono controllati a vista dai più stretti collaboratori del Cavaliere, quelli che da Palazzo Grazioli sempre più spesso si spostano a Montecitorio, soprattutto nei giorni di calma, quando non c’è seduta, per vedere se Fini riceve qualcuno. L’incontro avuto martedì con Montezemolo ha allertato ulteriormente il premier. Dall’altra parte si assicura che, tramite Letta, Berlusconi ne era stato informato. Ma non basta. Per il Cavaliere l’alleato migliore rimane sempre Bossi, per questo lo premia. Per esempio nell’ultimo Cda Rai c’era da decidere su Pierluigi Paragone, uomo del Carroccio: spostarlo alla vicedirezione di Rai2, dove va in onda la sua «MalpensaItalia», o farlo rimanere vice di Rai1, trasferendo sul primo canale il suo programma. Alla fine ha ceduto il direttore della seconda rete prendendoselo come vice e facendo tirare a tutti un sospiro di sollievo: Bruno Vespa non avrebbe accettato l’affronto di un’altra tramissione serale sul primo canale. Uno che forse conta anche più di Bossi.
Pdl, indica il dissidente e avrai una promozione - l'Unità.it




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