Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Thumbs up Scajola: "Su Santoro inchiesta dovuta Non ha la licenza di insultare"

    Scajola: "Su Santoro inchiesta dovuta Non ha la licenza di insultare"



    Claudio Scajola, ministro allo Sviluppo economico. Il governo ha aperto un’istruttoria su Annozero. Cosa può succedere di concreto?


    «Esamineremo insieme ai vertici Rai la coerenza della programmazione con gli obblighi del contratto di servizio vigente. È mia intenzione che il prossimo contratto possa consentire una televisione migliore per tutti, pluralista, rispettosa dei diritti dei cittadini e consapevole della grande influenza che la tv esercita sul pubblico».

    Molti, a partire dallo stesso Michele Santoro, sostengono che lei non ha nemmeno gli strumenti legali per convocare i vertici Rai. Le regole sono state rispettate?

    «In queste ultime ore ho letto un sacco di sciocchezze e non mi riferisco solo a Santoro. Il ministero dello Sviluppo economico ha inglobato l’ex ministero delle Comunicazioni, che stipula con la Rai, a fronte del canone, un contratto di servizio. Il ministero ha l’obbligo di curare la corretta attuazione del contratto, che consente al ministero di chiedere in qualsiasi momento alla Rai informazioni, dati e documenti, ma anche di disporre verifiche e ispezioni. Il contratto di servizio impone alla Rai il rispetto dei principi di completezza e obiettività dell'informazione radiotelevisiva pubblica».

    Il fatto che la trasmissione ha fatto buoni ascolti non fa pendere la bilancia a favore di Annozero?

    «È mai possibile, lo chiedo a tutti coloro che difendono a spada tratta Annozero e il suo stile di televisione, che la rincorsa all’audience si debba fare solleticando gli istinti, il voyerismo, il confronto urlato, quasi con la bava alla bocca non affrontando con serietà i temi di interesse generale per far crescere la coscienza civile del Paese?»

    Il candidato alla segreteria del Pd Pier Luigi Bersani la invita a occuparsi delle crisi e non della Rai.

    «Tutti i giorni al Ministero esaminiamo difficoltà aziendali. Abbiamo affrontato più di duecento crisi e a molte abbiamo già trovato soluzione. La mia porta è sempre aperta. Certo, il mio stile di lavoro è concreto e silenzioso, lontano dalle lenzuolate mediatiche e inconcludenti di altri tempi. Mi stupisco che Bersani non sappia che il Ministero ha una competenza diretta sulla Rai».

    Non c’era un problema di opportunità? Il quotidiano Repubblica l’ha accusata di abuso di potere.

    «Sento il diritto-dovere di esercitare fino in fondo le mie competenze istituzionali a salvaguardia di un bene pubblico quale la corretta informazione, che è l’altra faccia della libertà di stampa. Se nel passato i miei predecessore non hanno esercitato fino in fondo la vigilanza sul rispetto del contratto di servizio è un problema suo, non mio».

    C'è stato un episodio preciso che l'ha spinta ad agire?

    «Il Contratto di servizio scade a fine anno e sono in corso le procedure per il suo rinnovo. Avevo già in animo di avviare un confronto con i vertici Rai. Diciamo che Annozero ha accelerato questa esigenza, perché la trasmissione dell'altra sera ha messo in evidenza una serie di problemi che riguardano anche altri aspetti della programmazione Rai».

    Quali?

    «Un eccesso di scandalismo allusivo; la volontà di imbastire processi mediatici basati sul gossip, lasciando intendere notizie di reato che invece non ci sono; un’amplificazione e pubblicizzazione di temi e argomenti che attengono alla vita privata. Per questo abbiamo deciso di incontrare i vertici Rai per ragionare sul prossimo Contratto di servizio, incontro che avverrà al mio ritorno dal viaggio negli Stati Uniti della prossima settimana».

    Non pensa di avere in qualche modo portato acqua al mulino di Santoro?

    «Non sono influenzato dai riflessi politici di questa o quella trasmissione. Mi interessa che il sistema informativo e culturale della Rai sia coerente con i valori dei cittadini che pagano il canone».

    Ha sentito Berlusconi in questi giorni? Come sta vivendo questa situazione?

    «Gli ho parlato al suo rientro dagli Stati Uniti. Mi ha parlato della grande considerazione nei confronti dell’Italia e della sua attività al G20 e della consegna nei prossimi giorni di altri 500 alloggi per i terremotati dell'Aquila. Queste trasmissioni imperniate su accuse calunniose non interrompono la sua voglia di fare per il bene del Paese».

    Caso Santoro a parte, è possibile che la televisione di Stato faccia un’informazione sopra le parti?

    «Sì. Alla Rai, ai suoi dirigenti, ai suoi giornalisti, spetta il compito di realizzare trasmissioni che si sforzino di essere e di apparire obiettive e imparziali e di realizzare programmi di qualità. La libertà di stampa non è licenza di insulto».


    Scajola: "Su Santoro inchiesta dovuta Non ha la licenza di insultare" - Interni - ilGiornale.it del 27-09-2009
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  2. #2
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    Predefinito Rif: Scajola: "Su Santoro inchiesta dovuta Non ha la licenza di insultare"

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    Scajola: "Su Santoro inchiesta dovuta Non ha la licenza di insultare"



    Claudio Scajola, ministro allo Sviluppo economico. Il governo ha aperto un’istruttoria su Annozero. Cosa può succedere di concreto?


    «Esamineremo insieme ai vertici Rai la coerenza della programmazione con gli obblighi del contratto di servizio vigente. È mia intenzione che il prossimo contratto possa consentire una televisione migliore per tutti, pluralista, rispettosa dei diritti dei cittadini e consapevole della grande influenza che la tv esercita sul pubblico».

    Molti, a partire dallo stesso Michele Santoro, sostengono che lei non ha nemmeno gli strumenti legali per convocare i vertici Rai. Le regole sono state rispettate?

    «In queste ultime ore ho letto un sacco di sciocchezze e non mi riferisco solo a Santoro. Il ministero dello Sviluppo economico ha inglobato l’ex ministero delle Comunicazioni, che stipula con la Rai, a fronte del canone, un contratto di servizio. Il ministero ha l’obbligo di curare la corretta attuazione del contratto, che consente al ministero di chiedere in qualsiasi momento alla Rai informazioni, dati e documenti, ma anche di disporre verifiche e ispezioni. Il contratto di servizio impone alla Rai il rispetto dei principi di completezza e obiettività dell'informazione radiotelevisiva pubblica».

    Il fatto che la trasmissione ha fatto buoni ascolti non fa pendere la bilancia a favore di Annozero?

    «È mai possibile, lo chiedo a tutti coloro che difendono a spada tratta Annozero e il suo stile di televisione, che la rincorsa all’audience si debba fare solleticando gli istinti, il voyerismo, il confronto urlato, quasi con la bava alla bocca non affrontando con serietà i temi di interesse generale per far crescere la coscienza civile del Paese?»

    Il candidato alla segreteria del Pd Pier Luigi Bersani la invita a occuparsi delle crisi e non della Rai.

    «Tutti i giorni al Ministero esaminiamo difficoltà aziendali. Abbiamo affrontato più di duecento crisi e a molte abbiamo già trovato soluzione. La mia porta è sempre aperta. Certo, il mio stile di lavoro è concreto e silenzioso, lontano dalle lenzuolate mediatiche e inconcludenti di altri tempi. Mi stupisco che Bersani non sappia che il Ministero ha una competenza diretta sulla Rai».

    Non c’era un problema di opportunità? Il quotidiano Repubblica l’ha accusata di abuso di potere.

    «Sento il diritto-dovere di esercitare fino in fondo le mie competenze istituzionali a salvaguardia di un bene pubblico quale la corretta informazione, che è l’altra faccia della libertà di stampa. Se nel passato i miei predecessore non hanno esercitato fino in fondo la vigilanza sul rispetto del contratto di servizio è un problema suo, non mio».

    C'è stato un episodio preciso che l'ha spinta ad agire?

    «Il Contratto di servizio scade a fine anno e sono in corso le procedure per il suo rinnovo. Avevo già in animo di avviare un confronto con i vertici Rai. Diciamo che Annozero ha accelerato questa esigenza, perché la trasmissione dell'altra sera ha messo in evidenza una serie di problemi che riguardano anche altri aspetti della programmazione Rai».

    Quali?

    «Un eccesso di scandalismo allusivo; la volontà di imbastire processi mediatici basati sul gossip, lasciando intendere notizie di reato che invece non ci sono; un’amplificazione e pubblicizzazione di temi e argomenti che attengono alla vita privata. Per questo abbiamo deciso di incontrare i vertici Rai per ragionare sul prossimo Contratto di servizio, incontro che avverrà al mio ritorno dal viaggio negli Stati Uniti della prossima settimana».

    Non pensa di avere in qualche modo portato acqua al mulino di Santoro?

    «Non sono influenzato dai riflessi politici di questa o quella trasmissione. Mi interessa che il sistema informativo e culturale della Rai sia coerente con i valori dei cittadini che pagano il canone».

    Ha sentito Berlusconi in questi giorni? Come sta vivendo questa situazione?

    «Gli ho parlato al suo rientro dagli Stati Uniti. Mi ha parlato della grande considerazione nei confronti dell’Italia e della sua attività al G20 e della consegna nei prossimi giorni di altri 500 alloggi per i terremotati dell'Aquila. Queste trasmissioni imperniate su accuse calunniose non interrompono la sua voglia di fare per il bene del Paese».

    Caso Santoro a parte, è possibile che la televisione di Stato faccia un’informazione sopra le parti?

    «Sì. Alla Rai, ai suoi dirigenti, ai suoi giornalisti, spetta il compito di realizzare trasmissioni che si sforzino di essere e di apparire obiettive e imparziali e di realizzare programmi di qualità. La libertà di stampa non è licenza di insulto».


    Scajola: "Su Santoro inchiesta dovuta Non ha la licenza di insultare" - Interni - ilGiornale.it del 27-09-2009

    Solo per capire meglio i Tuoi post cosa vogliono dire i vari colori di alcuni periodi ?
    Quando i missionari vennero in Africa loro avevano la Bibbia e noi avevamo la terra. Dissero: "Preghiamo". Chiudemmo i nostri occhi. Quando li riaprimmo, noi avevamo la Bibbia e loro avevano la terra.
    Desmond Tutu

  3. #3
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    Predefinito Rif: Scajola: "Su Santoro inchiesta dovuta Non ha la licenza di insultare"

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    Scajola: "Su Santoro inchiesta dovuta Non ha la licenza di insultare"




    «Un eccesso di scandalismo allusivo; la volontà di imbastire processi mediatici basati sul gossip, lasciando intendere notizie di reato che invece non ci sono; un’amplificazione e pubblicizzazione di temi e argomenti che attengono alla vita privata. Per questo abbiamo deciso di incontrare i vertici Rai per ragionare sul prossimo Contratto di servizio, incontro che avverrà al mio ritorno dal viaggio negli Stati Uniti della prossima settimana».
    Ma non sta parlando di Vespa? Processi mediatici, vita privata delle persone, notizie di reato che invece non ci sono! Povero Scajola avvertitelo che ha sbagliato nome della trasmissione :sofico:

  4. #4
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    Predefinito Rif: Scajola: "Su Santoro inchiesta dovuta Non ha la licenza di insultare"

    Assicurarci che anche oggi non ha bigiato ma è andato all'asilo.
    "Odiare i mascalzoni è cosa nobile, onora gli onesti"

  5. #5
    email non funzionante
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    Predefinito Rif: Scajola: "Su Santoro inchiesta dovuta Non ha la licenza di insultare"

    --riguardo agli insulti ci sarà sempre un magistrato di qualche corte inferiore e superiore cho non condannerà i loro compari rossi perchè,diranno:
    " gli insulti sono diventati ormai un costume talchè hanno perso la loro efficacia offensiva ".
    Mi piacerebbe però vedere cosa ne seguirebbe se apostrofassi un Magistrato con un insulto "culturale" come coglionazzo!
    Che dite,me la farebbe passare liscia?

  6. #6
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    Predefinito Rif: Scajola: "Su Santoro inchiesta dovuta Non ha la licenza di insultare"

    Quali sono stati gli insulti?
    Frustra fit per plura quod fieri potest per pauciora.

  7. #7
    Sospeso/a
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    Predefinito Rif: Scajola: "Su Santoro inchiesta dovuta Non ha la licenza di insultare"

    Scaloja, 'insulto è di viaggiare a spese dello stato da Albenga a Roma con gli aerei dell'Alitalia e questo Annozero lo ha dimostrato

  8. #8
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    Thumbs up Rif: Scajola: "Su Santoro inchiesta dovuta Non ha la licenza di insultare"

    Annozero, Romani apre l'istruttoria: Violato contratto di servizio?

    Il viceministro dello Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni Paolo Romani, “d’intesa con il ministro Claudio Scajola” ha deciso di aprire una “fase istruttoria” per verificare “la corretta attuazione” del Contratto di Servizio.

    Il ministero, come aveva detto ieri lo stesso Scajola, decide di avvalersi delle possibilità previste dal Contratto di servizio con la Rai, in particolare dall’articolo 39. Un articolo “che consente al ministero di chiedere in qualsiasi momento alla Rai informazioni, dati e documenti utili” per verificare il rispetto degli oneri previsti dall’articolo2, comma tre.

    In particolare, di verificare i “principi di completezza e obiettività dell’informazione radiotelevisiva pubblica”.

    A tal fine “si terrà un incontro fra ministero e i vertici Rai. Al termine di tale procedura spiega la nota del ministero -, in virtù del potere d’impulso conferito dalla legge al ministero, si valuterà se richiedere l’intervento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per l’applicazione delle sanzioni previste, ai sensi dell’art 48 del Testo unico della radiotelevisione, in caso di violazione degli obblighi di servizio imposti alla Rai.

    Sanzioni che, è bene rilevare, possono arrivare fino ad un 3 per cento del fatturato dell’azienda.

    L’audizione con i vertici Rai potrà essere, inoltre, occasione per valutare se, nell’ambito della definizione del nuovo contratto di servizio, attualmente in corso di discussione, si ritenga opportuno introdurre elementi tali da rafforzare i principi di completezza, obiettività e rispetto del pluralismo nei programmi d’informazione del servizio pubblico.

    Di tale attività – conclude la nota - la Commissione di Vigilanza Rai sarà costantemente e compiutamente informata, come previsto dal l’art. 39 del Contratto di Servizio e nel pieno rispetto dell’autonomia del Parlamento”.

    La decisione arriva nel corso di una giornata contraddistinta da numerose polemiche, di cui sono stati protagonisti esponenti di tutto l’arco politico. All’attacco di Massimo D’Alema a Scajola - il suo intervento “è del tutto inopportuno e conferma un atteggiamento di intolleranza da parte del governo verso la libertà di informazione” - sono seguite numerose prese di posizione del centrodestra.

    Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, ricorda che “non si può pensare a un servizio pubblico faccia trasmissioni unicamente di parte”. Trasmissioni, ha precisato, “che contraddicono la natura di servizio pubblico” della Rai.

    Un richiamo alle finalità della televisione di Stato arriva anche dal presidente del Senato Renato Schifani:

    “La Rai - ha detto - è un servizio pubblico. È tenuta a dare ai cittadini una informazione, una critica politica che deve essere sempre attenta a buon gusto e a quello che effettivamente interessa il comune cittadino. Niente gossip e niente cattivo gusto”.

    La seconda carica dello Stato ha poi manifestato preoccupato dell’imbarbarimento della politica “già trasferito sulla carta stampata” e ora anche “sul mezzo televisivo”.

    Duro anche il commento del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini che rileva come sia diventato “attuale offendere il presidente del Consiglio.

    Ci sono trasmissioni come ‘Annozero’ intitolate ‘farabutti’ che insultano anche al prezzo di essere anti-italiani”.

    La titolare dell’Istruzione ha poi sottolineato che “insultare il presidente del Consiglio” significa “insultare tutti gli italiani”.

    Da Cagliari, è intervenuto anche l’ex segretario dei Ds Piero Fassino esprimendo dubbi sul fatto che il ministro delle Attività produttive possa “esercitare forme né’ di controllo né tantomeno di censura sulla Rai. Il nostro sistema istituzionale – ha aggiunto - conosce come luogo e sede la Commissione di vigilanza in Parlamento”. Sul tema ha preso la parola anche il candidato alla segreteria del Pd, Pier Luigi Bersani: “Conosco diverse decine di aziende in crisi che ambirebbero finalmente ad una convocazione da parte del ministro Scajola – ha detto -. Immagino la loro soddisfazione nell'apprendere della convocazione da parte del ministro dei vertici Rai. In momenti come quelli che stiamo vivendo è forse opportuno che il ministro riconsideri le priorità, lasci perdere le trasmissioni televisive e metta tutta l'attenzione sul suo vero mestiere”.

    Anche Ignazio Marino, altro candidato alla segreteria del Pd, si è inserito nella discussione definendo quello di Scajola “solo un altro pessimo segnale”. ma chiedendo ai suoi competitors per la guida dl partito di “indicare chiaramente la giusta rotta: nessuna nomina avvenga con criteri politici, ma solo sulla base dei curricula e delle capacità professionali. Sulla riforma del sistema televisivo - ha aggiunto Marino - mi piacerebbe che gli altri candidati alla segreteria del Pd sottoscrivano la proposta della nostra mozione: la Rai torni ad essere un’azienda regolata dal codice civile, con un amministratore delegato nominato da una fondazione, come avviene in Gran Bretagna per la Bbc. In quel caso non ci sarebbe Scajola che tenga”.

    Il leader di Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, dal canto suo, ha annunciato che lunedì depositerà sia "un'interrogazione sull'operato del ministro Scajola, sia una mozione che impegni il governo a rispettare il pluralismo dell'informazione". Sull’intervento di Scajola è intervenuto anche il deputato radicale del Pd Marco Beltrandi che ha però riconosciuto al ministro la legittimità di un intervento teso a “chiedere il rispetto del Contratto di Servizio Rai-ministero delle Comunicazioni 2007-2009”. Una premessa che Beltrandi usa per chiedere il rispetto integrale – nel rispetto delle competenze “esclusive del Parlamento” – di quello che definisce il “contratto più violato dalla Rai della storia dell’azienda concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo”.


    il VELINO Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale | Leggi l'articolo
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    Impossibilia nemo tenetur

  9. #9
    Si legge NUAR!!
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    Predefinito Rif: Scajola: "Su Santoro inchiesta dovuta Non ha la licenza di insultare"

    il banano gerli ha di nuovo finito il verde
    l'italiano ha un tale culto per la furbizia che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno.

    jesus died for somebody's sins but not mine

  10. #10
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    Predefinito Rif: Scajola: "Su Santoro inchiesta dovuta Non ha la licenza di insultare"

    Prendiamo atto che le trasmissioni che non piacciono al governo sono da censurare anche perche' tra l'altro non parlano dei grandissimi successi del governo stesso. Russia, Venezuela? No, Italia 2009. VERGOGNATEVI.

 

 

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