Vertice a Ca' Corner fra il presidente del Consiglio e i prefetti del Veneto sulla sicurezza: i «no global» da una barca lanciano invettive con il megafono
Berlusconi, summit e contestazione
Mercoledì prima pietra del Mose. Il premier: capolavoro di tutela ambientale
VENEZIA. Silvio Berlusconi continua a sparare bordate contro i giudici e, dopo aver trascorso una giornata «a caccia» di impegni istituzionali per far rinviare il processo Sme a Milano, giunto a Venezia afferma: «Ci mancherebbe altro che il presidente del Consiglio debba rendere conto dei propri impegni al presidente di un Tribunale». L'ha detto ieri, al termine dell'incontro con i prefetti veneti, una riunione convocata all'improvviso. Vertice sulla sicurezza, dunque, con il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu e il governatore veneto Giancarlo Galan, nel palazzo di Ca' Corner che si affaccia sul Canal Grande, mentre i «no global», da una barca, gridavano slogan e lanciavano invettive con il megafono: «Vergogna, viene a nascondersi qui». Replica di Berlusconi: «Ridicolo affermare che abbia convocato una riunione per sfuggire al processo». E pensa già a mercoledì, quando metterà la prima pietra del Mose, il prototipo di dighe per chiudere le bocche di porto: «Un capolavoro della tutela ambientale».
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VENEZIA. Silvio Berlusconi continua a sparare bordate contro i giudici e, dopo aver trascorso una giornata a «caccia» di impegni istituzionali per far rinviare il processo Sme a Milano, giunto a Venezia ha affermato: «Ci mancherebbe altro che il presidente del Consiglio debba rendere conto dei suoi impegni al presidente di un Tribunale». L'ha detto al termine dell'incontro con i prefetti veneti, una riunione convocata all'improvviso, che ha costretto Prefettura e Questura lagunari a richiamare uomini dal riposo e anche da altre città per garantire scorte e ordine pubblico. Solo nella tarda mattinata, infatti, è arrivata la notizia del suo arrivo in laguna, in contemporanea alla comunicazione data al Tribunale milanese dal suo avvocato.
La notizia del suo arrivo, comunque, si è sparsa velocemente tanto che i giovani dei Centri sociali sono riusciti ad organizzare una barca, che si è piazzata in Canal Grande, davanti alla Prefettura. C'era uno striscione che faceva riferimento ai fatti del G8 di Genova e alla morte del giovane Giuliani: «Carlo Vive» c'era scritto. Col megafono, poi, i sette giovani in barca hanno urlato a Berlusconi «mafioso tappetaio» ed altro. Poi sono stati allontanati da poliziotti e carabinieri.
Quando gli è stato detto che c'era chi riteneva che l'incontro di Venezia sembrava organizzato apposta per permettergli di avere l'ennesimo rinvio dai giudici di Milano ha risposto: «E' una cosa francamente ridicola, l'ho già detto al Tribunale che io faccio il presidente del Consiglio e non avevo indicato la riunione odierna perchè era inconferente, insomma non c'entrava con i tempi delle udienze, visto che nessun Tribunale fa mai udienza nel pomeriggio di sabato. Anche la colazione di oggi con Casini a Roma non l'avevo comunicata». Poi è stato informato che il Tribunale milanese aveva rinviato comunque, visto che era arrivata la telefonata anonima che annunciava una bomba: «L'avevo detto io che era un procedimento esplosivo» ha commentato.
Quindi, ha continuato a spiegare che a Venezia «ho deciso di venire non oggi perchè avevo un appuntamento fissato venti giorni fa». «Io non ho ancora capito - ha proseguito - come mai si faccia tanto scandalo quando un presidente del Consiglio domanda di interagire con una Corte di giustizia per un procedimento che non è un procedimento qualsiasi..io ho dato la mia disponibilità ad essere presente per due udienze al mese e non si vede come non ci possa essere la cortesia istituzionale di un rapporto di gentilezza e fissare delle udienze che siano compatibili con il calendario precostituito di chi ha il carico e la responsabilità di governare il Paese».
Berlusconi, infine, ha sostenuto che durante l'incontro con il presidente della Camera Casini «non ho voluto toccare il tema dell'immunità perchè mi esce dagli occhi». Il capo del Governo ha ribadito la propria intenzione di «riparare il potere esecutivo e quello legislativo da assalti di un altro potere». Credo, ha sottolineato, nell' indipendenza assoluta dell'ordine giudiziario, che viene giudicato autonomamente ed è tutelato. Non mi sembra si possa dire lo stesso per il potere politico». Il premier si è detto certo che «questo tema ai cittadini può non piacere. E' chiaro però che se un parlamentare compie un reato comune non succede niente di diverso, ma vi è una categoria di reati su cui credo si possa largamente intervenire».
Alla fine non poteva mancare la battuta sulla Juve campione: «Ho telefonato a Umberto Agnelli con il cuore infranto e gli ho fatto i complimenti».
E domani ritorna per il Mose.
BASTAAAAA!!!!!
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Rispondi Citando
, stamane tornerà per la posa della prima pietra del Mose, ma questa volta la cerimonia avverà al chiuso nel Collegio Navale Morosini, dove i birilli mostreranno tutto il loro entusiasmo d'ordinanza per il premier, ah ah ah!
