Ora è il momento di sostenere il matrimonio gay, ora più che mai!
di Enrico Oliari (presidente dell'Associazione Culturale GayLib di Centro Destra)
Qualche giorno fa discutevo con un paio di esponenti politici del mondo gay e con un deputato del PDL della sentenza della corte d'Appello di Trento che riguardava due coppie omoaffettive e del suo rinvio alla Corte Costituzionale; mi aveva fatto riflettere l'uscita di Cossiga che vedeva nella "grana" passata alla Corte Costituzionale un elemento da fibrillazione atriale, perchè, sosteneva l'ex Presidente della Repubblica, Berlusconi avrebbe potuto anche "non ostacolarne" il cammino dal momento che vi sarebbe in ballo anche il Lodo Alfano (prendo uno e in cambio lascio l'altro) ed ancor più il Capo del Governo sarebbe, diciamo, un po' adirato con Oltretevere per come la Cei e i giornali cattolici, ed in particolare Avvenire (si noti!), lo hanno attaccato circa la sua velinofilia.
Aggiungo io che se i giudici, le "toghe rosse", approvassero il matrimonio gay, Berlusconi non si sporcherebbe neppure le mani e rimetterebbe senza sforzo l'Italia a pari passo con gli altri Paesi europei.
Poco dopo la felinofobia della Chiesa l'energico (e bravo) Feltri succede a Giordano alla guida de "Il Giornale" e... osp, Boffo, direttore de "L'Avvenire" e di tanto altro ancora, subisce un outing che oscura persino quello del cardinal Groer.
I miei amici esponenti del mondo gay e il deputato del PDL sostenevano che la diatriba Berlusconi - Cei fosse solo di facciata, mentre io insistevo nel dire che vi è in atto una guerra con sonore bordate, come mai era successo. E, a proposito del "volemoce bé" e della Perdonanza, è saltata pure la cena a L'Aquila fra Berlusconi e Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano.
In questo simpatico e, per chi come me vuole una Libera Chiesa in un Libero Stato, auspicato scambio di sciabolate, il movimento gay si lancia a capofitto nella più inutile delle battaglie: la legge antiomofobia.
Sono infatti convinto che in Italia non siano per nulla aumentate le aggressioni o le violenze nei confronti dei gay, come neppure che vi sia una crisi particolare in atto, ma semplicemente sempre più omosessuali vivono a testa alta e trovano il coraggio di denunciare il sopruso. Ma è pacifico che chi si vergogna di dichiarare il proprio orientamento sessuale ai genitori, se invece di un'accoltellata prendesse un ceffone, difficilmente si recherebbe in questura a presentar denuncia.
Davvero serve aumentare la pena a chi picchia i gay? Se un ladro ruba, lo fa sia che rischi due anni, sia che ne rischi tre e l'omofobo violento agisce di certo ritenendo di farla franca, non di essere arrestato.
Non è con la legge antiomofobia che si vince l'omofobia, quella è solo la cura palliativa; è con la "normalizzazione" dell'omosessuale nella società, ovvero la percezione di lui come cittadino degno dei diritti e delle opportunità di tutti che si vince l'odio e la violenza nei confronti dei gay. Questa è la cura preventiva.
Quindi mi chiedo: perchè il movimento gay non riesce a cavalcare il momento d'oro in corso per inserire nella formidabile crisi Berlusconi - CEI la lotta per il riconoscimento della coppia gay? Perchè mirare al 10 quando si può tentare al 100? Ora è il momento di sostenere il matrimonio gay, ora più che mai!
GayLib - gay e lesbiche di centrodestra




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