Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
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    Cool Osama- un film per la libertà delle donne

    Trama-
    Espandi non ha marito, non ha fratelli, è sola e deve badare all'anziana madre ed a sua figlia Maria, di appena dodici anni. Siamo in pieno regime talebano e la sharia - la legge islamica applicata rigidamente dal regime talebano - proibisce alle donne di uscire di casa senza essere accompagnate da un uomo. Non avere un uomo in famiglia equivale a morire.
    Non c'è che una possibilità di sopravvivenza: travestire Maria da uomo e mandarla in giro a procurarsi un lavoretto ed un po' di pane. Da ora in poi Maria è Osama...Un cast di attori non professionisti per il primo film afghano del dopo-talebani. Camera d'oro al 56mo Festival di Cannes.

    Recensione-Silvia Quadraccia
    Quando l'identità viene offuscata dalla ferocia di omologazione, possono nascere mostri. "Osama". Un nome che puzza d'odio, di crudeltà, di morte. Presentato al Festival di Cannes e candidato all'Oscar come miglior film per l'Afganistan, "Osama" ripercorre i primi mesi della presa di Kabul da parte dei Talebani e lo fa attraverso la storia di una ragazzina di 12 anni. "Osama" è un crescendo emozionale, ogni sequenza ti coinvolge e ti sconvolge più della precedente, fino ad un finale carico, triste e bellissimo dove una sola immagine riesce a raccontare secoli di oppressione e sofferenza. In un periodo in cui i blockbuster e il disimpegno sbancano i botteghini è piacevole inciampare in un film che, come un castello di sabbia, è fatto di poche cose, ma, come un castello di pietra, reca su di se le tracce della sua storia e si erge a documentare qualcosa che ci auguriamo sia morto per sempre.
    Osama- Un film che denuncia la mancata libertà delle donne musulmane, siamo ormai in un' epoca innovativa eppure i Talebani (e non solo loro) hanno un pensiero da età della pietra.
    Cambierà qualcosa questa pellicola?
    Tullio

  2. #2
    Ospite

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    E' vero, da un lato è la cosa che più non mi piace di questi paesi islamici, dall' altro penso che comunque ogni religione abbia il diritto di essere come vuole! Ognuna infatti ha le sue caratteristiche: buone o brutte che siano!
    E comunque una pellicola non può cambiare sescoli e secoli di tradizione!

  3. #3
    Nebbia
    Ospite

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    carino il tuo nuovo Avatar.
    Cos'è? Una preghiera di Isphan?

  4. #4
    Knifnil fior di Zucca*
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    Predefinito

    Bello il film, rispondendo però a Tullio direi che anche se questo film denuncia la mancata libertà delle donne, non vuole più di tanto rivoluzionare una religione, ma vuole discriminare gli integralisti più idioti che non fanno uscire una donna senza velo, vuole, inoltre, informare il mondo che al giorno d'oggi gli islamici "hanno un pensiero da età della pietra".

  5. #5
    Knifnil fior di Zucca*
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    Predefinito L'autorevolezza delle donne

    Celebriamo la festa dell'otto marzo e coltiviamo ancora il sogno di un'evoluzione del mondo al femminile. Non solo la condizione delle donne è oggi lo specchio più lampante del livello di civiltà raggiunto da ogni nazione, ma è del tutto chiaro che il loro contributo rende la società molto più creativa, solida ed effervescente. Nei Paesi in cui le donne sono mantenute in uno stato di sottomissione e di interdizione ad ogni ruolo pubblico viene a mancare, oltre all'apporto del cinquanta per cento delle intelligenze, quella dinamica competitiva che è di stimolo alla crescita dell'intera società. Per ora, in occidente, il processo di liberazione e di affermazione delle donne ha condizionato lo sviluppo dei consumi e ha conquistato il mondo delle professioni, anche se non ha ancora conquistato una effettiva parità di ruolo nella stanza dei bottoni, nel sistema di governo della politica, dell'economia e della finanza.

    Penso che ciò dipenda in parte da preclusioni maschiliste, ma sia anche il frutto di un certo appagamento dovuto ai risultati che le donne hanno ottenuto e che, in pochi decenni, hanno portato indipendenza economica e libertà di scelta nei costumi, nel sesso e nella procreazione. Non ho dubbi, quindi, che presto le donne affronteranno questo ulteriore passo verso la piena condivisione delle responsabilità e saranno protagoniste della vita sociale, armate di una nuova consapevolezza del loro ruolo. Non c'è nessun ostacolo che possa fermarle.

    Un grande parte del resto del mondo però, la strada delle donne è sormontata da ostacoli che appaiono invalicabili. La violenza maschile, legittimata da un impianto di leggi e di tradizioni che umiliano la condizione femminile, impedisce alle donne di emergere e lascia nelle mani di padri e mariti il destino di figlie e mogli. Ciò non significa che la donna non abbia un proprio ruolo in molte società tradizionali, purché si adatti a non uscire dai confini della riservatezza e dell'intimità familiare. Ogni trasgressione viene condannata e punita in modo esemplare per rimuovere alla radice il desiderio di autodeterminazione. Il processo di globalizzazione che porta oramai in ogni parte del mondo le immagini del modello di vita occidentale avrà certamente un effetto dirompente per aiutare le donne ad uscire dalla precarietà della propria condizione, anche se, nell'immediato, il divario nei costumi e l'esibizione spregiudicata del corpo femminile a scopo di pubblicità o di intrattenimento rischia di armare una repressione ancora più dura da parte del potere maschile.

  6. #6
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    Predefinito Re: L'autorevolezza delle donne

    In Origine Postato da Hieronimus
    Il processo di globalizzazione che porta oramai in ogni parte del mondo le immagini del modello di vita occidentale avrà certamente un effetto dirompente per aiutare le donne ad uscire dalla precarietà della propria condizione, anche se, nell'immediato, il divario nei costumi e l'esibizione spregiudicata del corpo femminile a scopo di pubblicità o di intrattenimento rischia di armare una repressione ancora più dura da parte del potere maschile.

    Il motto sessantottino delle rivoluzioni femmniste contro il potere del maschio padrone era : la f..a è mia e me la gestisco io !!
    Se i risultati a distanza di qualche decennio sono quelli che possiamo vedere oggi, oserei dire che tolto il vincolo della tradizione che poneva la donna al centro del focolare domestico, educatrice naturale dei figli e compagna fedele dell'unico uomo della propria vita, quello che ne è emerso dal concetto progressista messo in pratica, è quella di una certa tendenza generalizzata delle donne a "prostituirsi" in senso figurativo e spesso anche reale, ai canoni di una società assolutamente priva di valori di riferimento.
    Senza arrivare agli oltranzismi repressivi islamici, ritengo che una sana riconsiderazione della posizione femminile in ambiti legati alla nostra tradizione cristiana evoluta e non repressiva, servirebbe a ricostituire le condizioni per impostare nuovamente la nostra società in seno alla famiglia ed a tutto vantaggio, in special modo, delle nuove generazioni.
    un saluto.


 

 

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