Scontro all'interno della maggioranza sul decreto legge
Volontè: "La Lega ha insultato il Parlamento"

"Pronti a mettere la fiducia"
Il partito di Bossi prima fa ostruzionismo
e poi annuncia l'astensione


ROMA - "Bisogna rimettere in ordine le cose". Dopo una giornata all'insegna delle tribolazioni, il ministro centrista Carlo Giovanardi spiega così il rinvio del decreto sulle quote latte alla prossima settimana. Un provvedimento dall'iter tormentato, segnato da una spaccatura tra Lega e An, dalle proteste degli allevatori e dagli attacchi dell'opposizione, ferma nel mettere il dito nelle polemiche che agitano la maggioranza. Polemiche non da poco se, alla fine, Giovanardi è costretto ad ammettere quello che era stato smentito da Silvio Berlusconi solo 24 ore prima: "Se sarà necessario metteremo la fiducia per fare passare il decreto sulle quote latte".

Tutto si svolge, oggi, nell'aula di Montecitorio. La mattinata si apre con l'esame e il voto del decreto che dovrebbe mettere ordine sulla delicata questione delle quote latte. La Lega si schiera con i produttori e cavalca la protesta. Il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno di An, tiene duro. In aula il partito di Bossi scatena l'ostruzionismo. Molte le assenze tra i banchi della maggioranza. Alla fine Bossi annuncia: "L'ostruzionismo è finto, non voteremo il decreto". Parole legate alle concessioni ottenute dai leghisti: pagamenti delle multe dilazionati in 30 anni e senza interessi per gli allevatori, istituzione del commissario che vigilerà sull'applicazione della normativa e sul fatto che le future quote assegnate dall'Unione Europea vengano destinate ai produttori mungitori. In aula però i deputati scarseggiano. Dai banchi dell'opposizione parte un fuoco di fila: "L'esame del decreto sta andando avanti solo grazie alla presenza dei deputati dell'opposizione perchè le presenze tra i banchi della maggioranza sono sotto il numero legale" attacca il verde Marco Boato.

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Alemanno incassa e prova a toccare il tasto del senso di responsabilità comune: "La decadenza del decreto sarebbe devastante. Questo provvedimento è un treno da non perdere e appartiene a tutto il Parlamento". Tocca al diessino Renzo Innocenti replicare: "L'appello va fatto innanzitutto alle forze di maggioranza che si oppongono al decreto ed annunciano l'astensione".

Il presidente della Camera, Pier Ferdindo Casini sospende la seduta e convoca i capigruppo. I centristi danno voce al malumore che cova nel centrodestra: "La Lega fa venire il latte alle ginocchia. Un insulto al Parlamento protratto per due settimane che ci ha portato a questo punto", dice il capogruppo dell'Udc Luca Volontè. Si fa strada la possibilità di mettere la fiducia, tanto che della questione si occuperà il Consiglio dei ministri. Bossi la prende male e parla di "rappresaglia" contro la Lega. L'opposizione infierisce: "La maggioranza è allo sbando", dice Franco Monaco, vicepresidente dei deputati della Margherita. "La vicenda delle quote latte sta mettendo in evidenza una situazione di crisi all'interno della maggioranza", incalzano al centrosinistra. "Direi che sono messi male se sono costretti a mettere la fiducia ad una settimana dalle elezioni - afferma il diessino Luciano Violante -per far rientrare il dissenso della Lega sarebbe stata offerta in cambio la nomina a commissario dell'ex capo dei Cobas".

Ma Alemanno insiste: "Se martedì sarà necessario, porremo la fiducia, e la maggioranza si ricompatterà". Da Palazzo Chigi arriva la conferma. Alemanno nega "teoremi politici" dietro l'assenza di numerosi deputati della maggioranza e in particolare di An, spiegandola con gli impegni di campagna elettorale.
Intanto, fuori dalla Camera, gli agricoltori aspettano.

(15 maggio 2003)

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