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  1. #1
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    La Lupa romana è una cagna bastarda che muore allattando 2 figli di puttana
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    Predefinito Una Juve da applausi ha riscattato il calcio italiano

    Una Juve da applausi ha riscattato il calcio italiano


    di Enzo
    Catania

    Una fantastica Juve ha travolto il Real
    Una vittoria che riscatta il calcio italiano
    Tanto criticato dopo il flop ai Mondiali
    E adesso la storica finale di Manchester
    [B]Diceva l’immortale Gianni Brera che nella vita si può cambiare moglie, amante, amico fidato e vicino di casa, insomma tutto ma di certo mai la squadra del cuore[B]. E allora, amici interisti e cari milanisti, per una volta accantoniamo invidie e gelosie, simpatie o antipatie e diciamoci tutto:verissimo che alla finale “tutta italiana” di Manchester approdano Milan e Juve; verissimo che su 4 semifinaliste ben 3 sono state italiane, ma altrettanto vero che i due pareggi tra Milan ,”passato” per un goal “in trasferta” (unico vero tiro rossonero in porta della serata) e Inter (secondo tempo inguardabile nell’andata, cambi in ritardo e squadra “spompata” al ritorno), hanno fatto coralmente urlare di sdegno critici spagnoli e brasiliani, i quali ci hanno chiamato “catenacciari”, “affossatori di bel gioco” e compagnia bella.

    Ebbene, ora la Juve nella partita verso Manchester, ha fatto scordare in un sol colpo i due striminziti pareggi alla “Scala del Calcio”; ha mortificato il Real Madrid ben visto dall’Uefa anche per “vendicare” squadre papabili come il Barcellona, l’Ajax, il Deportivo, l’Arsenal e soprattutto il Manchester United; ha fatto un grande piacere agli stessi interisti punendo quel “traditore” di Ronaldo, arrivato solo con la voglia di dimostrare che lui “Sua Maestà il Fenomeno” può dettare legge dove gli pare e piace e che quindi, poichè il signorino, visto che Massimo Moratti in estate non ha ceduto al suo “ricatto” di cambiare allenatore, se n’è andato altrove.

    Se poi nel mondo del calcio esiste un destino, si può certo dire che pure questo è destino: a Manchester non ci va il suo “nemico” Cuper, ma non ci va neppure “il traditore” Ronaldo, però con una differenza netta: che Cuper deve dire mea culpa mea maxima culpa per non aver cambiato anzitempo Recoba e Crespo immettendo potenze d’urto come Martins e Kallon che avrebbero “rimbambito” i “vecchi” Costacurta (sostituito!) e Maldini, mentre Ronaldo, sceso in partita con “la missione” di portare il Real in Inghilterra invece ha dovuto arrendersi a una Juve che per 90 minuti ha scandito i ritmi della contesa. Ecco perché, visto oltretutto che nessuno potrà mai staccarci da quella che per ognuno di noi è la squadra del cuore, tralasciamo i discorsi da bar e restiamo al pallone, parlando solo di pallone: nell’approdo a Manchester ci fosse pure andata l’Inter invece del Milan sarebbe cambiato l’ordine dei fattori, ma la Juventus in campo contro il Real, piaccia o no, avrebbe continuato a fare la differenza. Attenzione, con ciò non sto affatto dicendo che il risultato della finale è scontato, poiché in un trofeo che si gioca in campo neutro e in un’unica partita possono influire diversi altri fattori. Sto però sottolineando che l’ultima Juve è apparsa sbalorditiva e da applausi corali, a prescindere dalle nostre fedi calcistiche, insomma un simbolo che, agli occhi del pianeta, riscatta un po’ il calcio italiano anche dalla magra figura ai Mondiali in Sol Levante.

    Dovessi dare un voto, darei 9 a tutti e “qualcosina” in più a Zambrotta ( che faticatore, che velocità! Perché non arrossiscono quanti ironizzavano sul suo impiego quasi da terzino, magari solleticando in lui sensi di frustrazione?), ma soprattutto “qualcosona “ in più del 9 sia a Gianluigi Buffon (non erano sprecati gli oltre 100 miliardi dati al Parma! In occasione del rigore Figo ha fatto il furbo decelerando frazioni di secondo per ben due volte e tentando così di ingannarlo, ma il ragazzone è rimato di ghiaccio parando con lucidità il tiro più importante di una brillante carriera, assicurandosi l biglietto aereo per Manchester e spedendo a casa il baldanzoso Real dei Figo, dei Raul, dei Ronaldo, dei Roberto Carlos e dello strepitoso Zinedine Zidane che nella “sua Torino, pur da ex, ”ha segnato un’altra rete spettacolariìe), sia ad Alex Del Piero (suo l’assist nel goal di Trezeguet, sua la seconda rete, nata dribblando come birilli due avversari e spedendo un pallone insidioso infilatosi nell’angolino ridicolizando il tentativo di parata del portiere). Ma in questa Juve c’è sicuramente un signore che si merita un bel dieci e lode. Ed è il “Messia di Viareggio”, al secolo Marcello Lippi.

    Se a Milano con l’Inter non è riesce a ripetere le stagioni alla Juve e se tornato alla Juve si prende due scudetti consecutivi ed ora giunge alla finale di Manchester (dovrà fare a meno del portentoso Pavel Nedved, protagonista dello scudetto bianconero 2002-2003) ci sarà pure un ragione, o no? Impegno, freschezza agonistica e tecnica, strategia provata in allenamento e applicata in partita, collettivo perfettamente amalgamato, e così via, non sono frutto di bacchette magiche ma fiori professionali all’occhiello del “Messia di Viareggio”.

    Avrà anche un carattere scostante, al limite dell’odiosità, però senza volere “rose” faraoniche da 25-35 uomini ma semplicemente da 20-22 da gestire con scrupolo e da motivare continuamente, Marcellone ha fatto della Juve un vero team compatto che, con qualche rafforzamento e un paio di “ricambi” potrebbe aprire un ciclo. Ma se il dieci se lo merita per tutto, la lode è la ciliegina sulla torta per come ha saputo portare avanti il turn-over, trovando sempre pronto il giocatore giusto al momento giusto e non commettendo però né l’errore di Hector Cuper che ha cambiato formazione una quarantina di volte(a proposito: crescono le sue chances di riconferma e tra gli acquisti sempre più probabile l’arrivo di Beckham), né quello di Carletto Ancelotti che per troppe settimane ha fatto sembrare voler tenere in naftalina proprio quello Sheva che ha poi vistato il passaporto del Milan verso Manchester.

    (15 MAGGIO 2003, ORE 127)

  2. #2
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    sono veramente contento che ci sia una finale di champions tuta italiana, e nonstante non sia un estiamtore della juventus, vi dico che l'ammonizione di Pavel "CUORE D'ACCIAIO" Nedved mi ha fatto veramente girare le palle.
    Mi sarebbe piaciuto vederlo in campo contro Nesta, se lo meritava

  3. #3
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    Cazzo, ora per parlaredi superiorità postano gli articoli di Enzo Catania........... ma non è un afroterrone ?

    Cmq tutti danno già la giuve sicura vincitrice a Manchester, contenti loro........

  4. #4
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    Predefinito Re: Una Juve da applausi ha riscattato il calcio italiano

    Originally posted by Shaytan
    [B]Una Juve da applausi ha riscattato il calcio italiano


    di Enzo
    Catania

    Una fantastica Juve ha travolto il Real
    Una vittoria che riscatta il calcio italiano
    Tanto criticato dopo il flop ai Mondiali
    E adesso la storica finale di Manchester
    [B]Diceva l’immortale Gianni Brera che nella vita si può cambiare moglie, amante, amico fidato e vicino di casa, insomma tutto ma di certo mai la squadra del cuore. E allora, amici interisti e cari milanisti, per una volta accantoniamo invidie e gelosie, simpatie o antipatie e diciamoci tutto:verissimo che alla finale “tutta italiana” di Manchester approdano Milan e Juve; verissimo che su 4 semifinaliste ben 3 sono state italiane, ma altrettanto vero che i due pareggi tra Milan ,”passato” per un goal “in trasferta” (unico vero tiro rossonero in porta della serata) e Inter (secondo tempo inguardabile nell’andata, cambi in ritardo e squadra “spompata” al ritorno), hanno fatto coralmente urlare di sdegno critici spagnoli e brasiliani, i quali ci hanno chiamato “catenacciari”, “affossatori di bel gioco” e compagnia bella.

    Ebbene, ora la Juve nella partita verso Manchester, ha fatto scordare in un sol colpo i due striminziti pareggi alla “Scala del Calcio”; ha mortificato il Real Madrid ben visto dall’Uefa anche per “vendicare” squadre papabili come il Barcellona, l’Ajax, il Deportivo, l’Arsenal e soprattutto il Manchester United; ha fatto un grande piacere agli stessi interisti punendo quel “traditore” di Ronaldo, arrivato solo con la voglia di dimostrare che lui “Sua Maestà il Fenomeno” può dettare legge dove gli pare e piace e che quindi, poichè il signorino, visto che Massimo Moratti in estate non ha ceduto al suo “ricatto” di cambiare allenatore, se n’è andato altrove.

    Se poi nel mondo del calcio esiste un destino, si può certo dire che pure questo è destino: a Manchester non ci va il suo “nemico” Cuper, ma non ci va neppure “il traditore” Ronaldo, però con una differenza netta: che Cuper deve dire mea culpa mea maxima culpa per non aver cambiato anzitempo Recoba e Crespo immettendo potenze d’urto come Martins e Kallon che avrebbero “rimbambito” i “vecchi” Costacurta (sostituito!) e Maldini, mentre Ronaldo, sceso in partita con “la missione” di portare il Real in Inghilterra invece ha dovuto arrendersi a una Juve che per 90 minuti ha scandito i ritmi della contesa. Ecco perché, visto oltretutto che nessuno potrà mai staccarci da quella che per ognuno di noi è la squadra del cuore, tralasciamo i discorsi da bar e restiamo al pallone, parlando solo di pallone: nell’approdo a Manchester ci fosse pure andata l’Inter invece del Milan sarebbe cambiato l’ordine dei fattori, ma la Juventus in campo contro il Real, piaccia o no, avrebbe continuato a fare la differenza. Attenzione, con ciò non sto affatto dicendo che il risultato della finale è scontato, poiché in un trofeo che si gioca in campo neutro e in un’unica partita possono influire diversi altri fattori. Sto però sottolineando che l’ultima Juve è apparsa sbalorditiva e da applausi corali, a prescindere dalle nostre fedi calcistiche, insomma un simbolo che, agli occhi del pianeta, riscatta un po’ il calcio italiano anche dalla magra figura ai Mondiali in Sol Levante.

    Dovessi dare un voto, darei 9 a tutti e “qualcosina” in più a Zambrotta ( che faticatore, che velocità! Perché non arrossiscono quanti ironizzavano sul suo impiego quasi da terzino, magari solleticando in lui sensi di frustrazione?), ma soprattutto “qualcosona “ in più del 9 sia a Gianluigi Buffon (non erano sprecati gli oltre 100 miliardi dati al Parma! In occasione del rigore Figo ha fatto il furbo decelerando frazioni di secondo per ben due volte e tentando così di ingannarlo, ma il ragazzone è rimato di ghiaccio parando con lucidità il tiro più importante di una brillante carriera, assicurandosi l biglietto aereo per Manchester e spedendo a casa il baldanzoso Real dei Figo, dei Raul, dei Ronaldo, dei Roberto Carlos e dello strepitoso Zinedine Zidane che nella “sua Torino, pur da ex, ”ha segnato un’altra rete spettacolariìe), sia ad Alex Del Piero (suo l’assist nel goal di Trezeguet, sua la seconda rete, nata dribblando come birilli due avversari e spedendo un pallone insidioso infilatosi nell’angolino ridicolizando il tentativo di parata del portiere). Ma in questa Juve c’è sicuramente un signore che si merita un bel dieci e lode. Ed è il “Messia di Viareggio”, al secolo Marcello Lippi.

    Se a Milano con l’Inter non è riesce a ripetere le stagioni alla Juve e se tornato alla Juve si prende due scudetti consecutivi ed ora giunge alla finale di Manchester (dovrà fare a meno del portentoso Pavel Nedved, protagonista dello scudetto bianconero 2002-2003) ci sarà pure un ragione, o no? Impegno, freschezza agonistica e tecnica, strategia provata in allenamento e applicata in partita, collettivo perfettamente amalgamato, e così via, non sono frutto di bacchette magiche ma fiori professionali all’occhiello del “Messia di Viareggio”.

    Avrà anche un carattere scostante, al limite dell’odiosità, però senza volere “rose” faraoniche da 25-35 uomini ma semplicemente da 20-22 da gestire con scrupolo e da motivare continuamente, Marcellone ha fatto della Juve un vero team compatto che, con qualche rafforzamento e un paio di “ricambi” potrebbe aprire un ciclo. Ma se il dieci se lo merita per tutto, la lode è la ciliegina sulla torta per come ha saputo portare avanti il turn-over, trovando sempre pronto il giocatore giusto al momento giusto e non commettendo però né l’errore di Hector Cuper che ha cambiato formazione una quarantina di volte(a proposito: crescono le sue chances di riconferma e tra gli acquisti sempre più probabile l’arrivo di Beckham), né quello di Carletto Ancelotti che per troppe settimane ha fatto sembrare voler tenere in naftalina proprio quello Sheva che ha poi vistato il passaporto del Milan verso Manchester.

    (15 MAGGIO 2003, ORE 127)
    Catania?
    Che super padano!

  5. #5
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    Thumbs up Anche la stampa europea elogia la Juve

    La stampa spagnola si inchina


    Il verdetto del Delle Alpi spegne le polemiche iberiche sul calcio italiano. I titoli: "C'era una sola squadra che giocava", "Le stelle degli spagnoli perse nella galassia bianconera", "Real ridicolizzato".


    MADRID - Dall'ottimista "Era quasi fatta" del quotidiano sportivo As al "Un disastro dal primo all'ultimo" di Marca, passando per il più obiettivo "Il Real lascia il sogno della decima coppa a Torino" di El Mundo. Ma è l'immagine usata da Marca in prima pagina quella che sintetizza la disfatta del Real al Delle Alpi: "Il buco nero, la Juve si é mangiata le stelle della galassia". Il giorno dopo l'eliminazione dei madridisti dalla Champions, League la stampa spagnola si divide nel commentare il 3-1 incassato dalla squadra di Del Bosque e mostra di non sapere che pesci prendere.

    Marca ironizza in prima, usando la pubblicità televisiva in stile "guerre stellari" che era stata fatta alla partita. Spicca la sagoma dello scudo del Real in nero su fondo di cielo stellato, e il titolo senza appelli sul buco nero juventino che ha inghiottito i campioni spagnoli. Anche nelle pagine interne la diagnosi è impietosa: "Al Delle Alpi c'era una sola squadra che giocava", "Del Bosque provoca il caos". Unico a salvarsi Ronaldo, che secondo il giornale "quando è sceso in campo è stato il meglio della partita, ed é su di lui che hanno commesso il fallo del rigore".

    Cerca attenuanti As, malgrado il suo titolone "Disastro a Torino". Del Bosque è meno criticato - in prima pagina si pubblica sua sentenza finale: "Possiamo tornare a casa a testa alta"- ma l'indice puntato è su Hierro, "ridicolizzato da un Del Piero in piena forma" e salutato con un titolo impressionate, "Hierro vattene subito". El Mundo sottolinea come il Real abbia lasciato a bocca asciutta la tifoseria della capitale spagnola, che avrebbe voluto festeggiare l'accesso alla finale della Champions oggi, giorno in cui ricorre la festa di San Isidro, patrono della città, aggiungendo che "eliminati dalla Champions e a un punto dalla leadership nella Liga, quelli del Real potrebbero chiudere la stagione senza praticamente nessun risultato".

    El Mundo Deportivo parla di "Un Real ridicolizzato". Da parte sua, El Pais cerca di dare una spiegazione più tecnica al ko di Torino, titolando "Il Madrid paga le sue miserie difensive" e sostenendo che ieri erano ben visibili "i sintomi preoccupanti di cui soffre in difesa, una zona abbandonata dalla squadra, che ha concesso vantaggi sostanziali ai suoi rivali". Secondo Sport "la Juve è stata molto superiore" e si è "qualificata con merito alla finale dell'Old Trafford".

    L'EQUIPE: "EUROPA AI PIEDI DELL'ITALIA" - La foto del gol di David Trezeguet a tutta pagina e poi il titolo: "L'Europa ai loro piedì". Così L'Equipe, il prestigioso quotidiano sportivo francese, saluta la prima prima finale di Champions League tutta italiana. "Il calcio italiano - commenta il quotidiano - che aveva fatto segnare un arretramento abbastanza brusco da diverse stagioni sul piano europeo e che molti continuano volentieri a screditare per i suoi costumi, le sue abitudini e la mancanza di spettacolo, si prenderà fra due settimane una clamorosa rivincita". Sulla partita, L'Equipe scrive che il Real è stato "tradito dalle sue star e divorato collettivamente dalla potenza dell'avversario". La Juventus deve la vittoria "al suo carattere", "al sangue freddo di Buffon, decisivo sul rigore fallito da Figo a metà del secondo tempo, al suo spirito di squadra e alla sua impareggiabile fame di vittoria, ma anche al talento offensivo del suo tridente Nedved-Del Piero-Trezeguet, ognuno autore di un gol, e a una partita quasi perfetta che aveva promesso a se stessa di disputare".

    LA BILD: "DEL PIERO FANTASTICO" - "Del Piero Fantastico, Juve in finale": con questo titolone in italiano la Bild riferisce oggi dell'impresa dei bianconeri che travolgendo ieri sera il Real Madrid al Delle Alpi hanno concretizzato il sogno di una finale tutta italiana di Champions League. Il quotidiano popolare - che pubblica una grande foto a colori del capitano bianconero in possesso di palla inseguito vanamente da Conceiçao - sottolinea come Del Piero abbia "partecipato a tutte e tre le reti juventine" e sia risultato "il migliore giocatore in campo". "L'Italia canta e balla dalla gioia", scrive la Bild secondo cui quella di ieri sera a Torino è stata "la notte delle superstar". "Prima incanta Trezeguet, poi incanta Del Piero, alla fine incanta Nedved", afferma il giornale che descrive la dinamica dei tre bellissimi gol bianconeri. A proposito della rete di Del Piero - "finta di corpo a sinistra, finta di corpo a destra, Hierro e Salgado sono andati a vuoto" - il giornale parla di "assoluta classe mondiale".

    (15 MAGGIO 2003, ORE 11:09)

 

 

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