ISRAELE-UE: PANNELLA E I NEOCONSERVATIVE ISRAELIANI
(RadioRadicale.it, 17Mag - 16:02) - Quello che segue è l'articolo pubblicato oggi a pag 8 de "Il Foglio"
di David Carretta
Al direttore - Marco Pannella è in Israele. Da pellegrino Laico in terra santa cerca "di rendere adeguata a risultati storici quella lotta che, da qualche anno nei parlamenti, nei dibattiti, nelle manifestazioni e negli scontri", evoca con lo slogan "occorre israelizzare il Medio Oriente per assicurare a tutti i suoi abitanti diritti, libertà e democrazia".
Una battaglia lunga 15 anni, da quando nel 1988, in piena prima intifada, il Partito radicale tenne il suo Consiglio Generale a Gerusalemme Est per affermare che "le difesa, la sicurezza di Israele possono coincidere con quelle di altri 300 milioni di persone", perché "solo in questo scenario la pace può essere trattata e affermata e i territori occupati possono strategicamente essere lasciati".
La campagna è continuata in questi anni, con Sergio Rovasio e Yasha Reibman in Italia sempre al fianco di Israele. Insieme a loro lo scorso giugno Pannella era venuto a Gerusalemme per ceracre di aggiungere la stella di David alle 12 della bandiera europea, riunendo attorno allo stesso progetto Roman Brofman e Yossy Sarid del Meretz e la laburista Colette Avital, per i quali "l'ingresso nell'Ue può essere garanzia sufficiente di sicurezza perché Israele intavoli negoziati di pace".
La novità di quest'anno sono i "neo conservatives israeliani", come Pannella definisce il partito del Shinui, al governo con il Likud.
Lo scorso novembre, l'allora ministro degli Esteri, Benjamin Netanyahu, aveva chiesto aiuto a Silvio Berlusconi "per l'ingresso del suo paese nell'Unione Europea", sostenuto dal suo collega di partito Michael Eitan. Ora due Ministri del Shinui, Joseph Paritzky e Eliezer Sanberg, sono determinati a fare di Israele la frontiera democratica d'Europa nel Medio Oriente. Fra i membri della maggioranza c'è anche Yuri Shtern di Ha-ichud Ha-leumi.
Resta da convincere Ariel Sharon, secondo il quale "possiamo contare solo su noi stessi". In Israele, l'Europa è sempre vista con diffidenza, mentre all'euroburocrazia continuano ad arrivare soprattutto critiche allo Stato ebraico, anche se le inchieste dell'Olaf sui fondi all'Autorità palestinese hanno consigliato toni più moderati. Forse anche per questo la delegazione del Parlamento europeo per i rapporti con Israele, dopo due anni e mezzo di assenza, ha finalmente deciso di venire a Gerusalemme. "Dopo che il giornalista portoghese Mario Soares si è dimesso dalla presidenza, la delegazione ha ricominciato a lavorare", dice un eurodeputato. Fra i suoi membri, che saranno in Israele a partire da domenica, c'è una piccola "banda di pro israeliani": oltre a Pannella, il socialista francese François Zimeray, di cui alcuni colleghi chiedono l'espulsione dal partito, la liberale belga Frédérique Ries, l'italiano di An Franz Turchi e l'euroscettico olandese Rijk Van Dam. Ma l'euroburocrazia pro palestinese è forte, tanto che la visita ufficiale della delegazione si aprirà con una serie di incontri "pacifisti" con le organizzazioni Bet'delem, HaMoked, Peace Now e con le minoranze arabe.
Pannella punta il dito contro Hans-Hermann Kraus, burocrate del Parlamento che gestisce anche la delegazione ella donna in nero, Luisa Morgantini, per i rapporti col Consiglio legislativo palestinese. Per Pannella l'eurocrazia dei Solana rappresenta la vecchia visione di De Grulle, quella "dell'Europa come dato etnico-geografico che va dalla Manica agli Urali". La controdelegazione radicale è invece a Gerusalemme per affermare "l'Europa dei Trattati, quella che almeno nelle intenzioni - dice Pannella - si fonda sulla libertà, democrazia e Stato di diritto". (RRML)


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