1) Immunità parlamentare
2) Quote latte
Due cavalli di battaglia del passato che stanno per essere svenduti in cambio di cosa?![]()
Entro due settimane tutto sarà chiarito...


1) Immunità parlamentare
2) Quote latte
Due cavalli di battaglia del passato che stanno per essere svenduti in cambio di cosa?![]()
Entro due settimane tutto sarà chiarito...


ci tieni davvero tanto a salvare il culo ai cobas? senza polemica, te lo chiedo sinceramente per capire cosa passa nella testa dei loro fiancheggiatori.Originally posted by Bryger
1) Immunità parlamentare
2) Quote latte
Due cavalli di battaglia del passato che stanno per essere svenduti in cambio di cosa?![]()
Entro due settimane tutto sarà chiarito...


Si, ci tengo tanto, soprattutto perchè in questo momento rappresentano l'unica forza unita della società decisa a contrastare energicamente il potere centrale con le sue decisioni sempre a sfavore dei lavoratori del Nord.Originally posted by asburgico
ci tieni davvero tanto a salvare il culo ai cobas? senza polemica, te lo chiedo sinceramente per capire cosa passa nella testa dei loro fiancheggiatori.


Se posso farmi interprete della posizione di mr. Bryger, credo più che altro che non ci tenga a salvare la faccia di Coldiretti, Confagricoltura, CIA, e tutte le associazioni del settore direttamente controllate dalle stesse organizzazioni sindacali diventate nel corso degli anni baracconi dediti soprattutto a metterlo in culo ad agricoltori.Originally posted by asburgico
ci tieni davvero tanto a salvare il culo ai cobas? senza polemica, te lo chiedo sinceramente per capire cosa passa nella testa dei loro fiancheggiatori.
Non è abbastanza?


non sai di cosa parli.Originally posted by Stefano
Se posso farmi interprete della posizione di mr. Bryger, credo più che altro che non ci tenga a salvare la faccia di Coldiretti, Confagricoltura, CIA, e tutte le associazioni del settore direttamente controllate dalle stesse organizzazioni sindacali diventate nel corso degli anni baracconi dediti soprattutto a metterlo in culo ad agricoltori.
Non è abbastanza?


hahaha ma cosa stai dicendo? guarda che le decisioni a sfavore dei lavoratori del nord le vorrebbero i 4 gatti cobas, informati. cmq ti ricordo che essi hanno propri rappresentanti eletti non solo nella tua lega nord ma anche in FI e AN (a livello locale). dell'indipendenza della padania non gliene frega un beneamato cazzo, a loro interessa solo salvaguardare i prpri interessi di bottega (come a tutti d'altronde). e cmq sono numericamente irrilevanti, nonostante riescano a semrare tanti perchè fanno casino come i terroni (popolo con cui hanno molto in comune).Originally posted by Bryger
Si, ci tengo tanto, soprattutto perchè in questo momento rappresentano l'unica forza unita della società decisa a contrastare energicamente il potere centrale con le sue decisioni sempre a sfavore dei lavoratori del Nord.


Certamente l'agricultore l'è na brutta bestia !
Nessuno lo vorrebbe vicino a casa ,(puzza ).
Tutti vogliono mangiar BENE e spendere poco.
I poveri "cristi ",devono lavorare ventiquatrore al giorno x 365 giorni.
Il latte lo vendono ai vari cragnotti ,tanzi ,centrali varie, per 0.31 € al litro, e noi lo acuistiamo a 2 € e rotti, poi sono gli allevartori che alzano i prezzi.
Gli viene proibito di produrre un reddito adeguato alla loro portata produttiva, ( andate dire alla fiat di mettere un tetto alla produzione delle auto ), li vengono imposti ( ? ) macchinari a prezzi di milioni di € ,sogetti a tutti i capricci delle stagioni, anni di esperienze per le colture della loro terra....poi arrivano quattro stronzi ,che per una sfilza di interessi di "bottega",con lungimiranza mettono un freno alla fortuna italiana L'AGRICULTURA che assieme AL TURISMO sarebbero le uniche industrie da rivalutare. NO E' MEGLIO AVERE LE FONDERIE ; CAZZO LI SI' CHE CI FACCIAMO MILIARDI DI TANGENTI,chi se ne fotte del latte o degli zucchini : basta importarli.


Visto che alcuni potrebbero dubitare della buonafede dei miei messaggi riguardanti la necessità della conversione del decreto sulle quote latte, osteggiato dalla Lega e dai cobas, riporto (come già fatto in passato) una lettera pubblicata su una rivista del settore. Questa volta sono gli allevatori veronesi a parlare.
Nella diatriba politica e mediatica che si consuma in questi giorni sulle quote latte manca sicuramente la voce degli allevatori che rispettano le leggi. Noi rappresentiamo a vario titolo la quasi totalità degli allevatori e almeno il 90% della produzione di latte del Veronese e non siamo a Vancimuglio.
La nostra valutazione è tecnica, economica e di buon senso e sposa completamente le scelte del ministro Gianni Alemanno a cui chiediamo la forza di non recedere sulle sue posizioni. Non si tratta di una posizione politica, tanto che quasi il Parlamento ci pare concordare.
I nostri allevatori hanno fatto grandi sacrifici, sia economici (acquisto delle quote) sia strutturali (limitando la produzione) per rispettare la legge e oggi producono il 90% del latte veronese nel rispetto delle norme fiscali e sanitarie.
Coloro che oggi producono latte fuori quota, che sia nero o fatturato, creano grave e sleale concorrenza sul piano economico.
Non possiamo più attendere una regolarizzazione del settore e del mercato, per cui chiediamo con forza che si trasformi in legge il decreto in discussione attualmente alla camera che non è il migliore possibile ma che contiene degli elementi forti per applicare la legge vecchia di 10 anni. Siamo favorevoli a norme che ammortizzino l'impatto del pagamento delle multe passate e siamo anche disponibili ad accettare sanatorie e riduzioni per il passato, ma siamo intransigenti sul futuro.
Lo Stato non può permettersi di incassare da noi migliaia di euro di Iva e tasse sui passaggi di proprietà delle quote, perseguitarci con i controlli che vengono fatti, ci sembra, quasi solo sulle nostre aziende e poi fare delle leggi che permettano di essere aggirate.
Ci sentiamo quindi di fare una grave denuncia: le proposte di modifica vanno in una sola direzione, cioè quella di proteggere un gruppetto di persone che si muove come lobby e che chiede faziosamente di apportare dei cambiamenti che squarcino la rete della giustizia in modo da poter continuare la loro azione di evasione e di elusione. Il versamento mensile non è un problema per chi produce latte rispettando le leggi ma per coloro che fondano società fittizie e che hanno come unico scopo aggirare la legge italiana.
Gli allevatori di Verona chiedono una cosa sola: il rispetto della legge europea.
Nella sventurata ipotesi che il decreto non diventi legge, le istituzioni, dopo anni di evidente tolleranza dell'illegalità, devono dichiarare la loro incapacità nell'affermare il rispetto delle leggi.
Seguono firme dei rappresentanti della filiera lattiero-casearia veronese


Se fossi in te non ne sarei così sicuro.Originally posted by asburgico
non sai di cosa parli.![]()


Pensiero mi chiedeva delucidazioni in merito all'anagrafe bovina in ITAGLIA. beh cosa dire, è mai stato possibile rispondere ad una domanda inerente l'itaglia senza fare le dovute differenze? direi proprio di no, quindi anche in questo caso le differenze ci sono. La produzione di latte itagliano si concentra quasi totalmente in Padania, ed in particolare in Lombardia, le cui zone di pianura (le zone padane insomma) sono all'avanguardia mondiale nel settore zootecnico. Se parliamo di Lombardia ti posso dire che l'anagrafe bovina è a pieno regime, in province come quella di Mantova (che è un po' la capitale padana e europea del latte dop) direi che la totalità delle vacche è censita e iscritta all'anagrafe. Ogni vitello alla nascita viene fotografato (in realtà questo si fa per iscriverlo al libro genealogico, es della frisona) e munito di appositi "orecchini" plastificati su cui è stampato il codice di riconoscimento che lo accompagnerà per il resto della sua vita, fino alla morte o alla macellazione (un po' come il nostro codice fiscale. Questi orecchini sono forniti dalla regione. Solitamente le aziende hanno l'assistenza delle associazioni allevatoriali provinciali che provvedono a sbrigare le molte pratiche burocratiche. Ogni animale presente in azienda viene quindi registrato e i dati inviati alla centrale nazionale. L'allevatore riceve un "passaporto" per ogni animale, questo passaporto deve obbligatoriamente seguire il bovino in ogni suo spostamento, ad es. nel caso si decida di mandarlo al macello, il passaporto viene consegnato al trasportatore che poi lo darà al macellatore. E' questo che garantisce la completa tracciabilità delle nostre carni, insieme ovviamente all'etichetta auricolare (l'orecchino di cui parlavo prima) che identifica l'animale. I controlli sono severi e abbastanza frequenti, pensa che la settimana scorsa due aziende sono state poste sotto sequestro cautelativo (non so se è l'espressione esatta) dai carabinieri dei Nas perchè un paio di animali erano sprovvisti di orecchini, cosa ridicola in quanto è molto facile che le vacche sfregandosi li perdano. Tanto per dire fino a che punto i controlli siano puntigliosi.
Ecco questa è la situazione da queste parti.