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    Predefinito Popoli in lotta contro l'imperialismo yankee e il sionismo

    Spesso, leggendo alcuni 3d, ho avuto la strana impressioni che molti di voi si schierassero con gli americani e con i sionisti.
    Destra e sinistra sono un concetto oramai superato e l'unico modo di definirsi è identitario o etno-nazionalista ( o nazionalista etnico). Ma vedo che alcuni di voi sono ancora "ancorati" ad una visione ottocentesca dello Stato (visione di matrice chiaramente massonica).Costoro si possono definire stato-nazionalisti.
    Sono i cosidetti esponenti della peggiro destra filo antlantica e filo sionista.
    Il vero ruolo di una "destra" rivoluzionaria è quello di schierarsi con i Popoli in lotta per l'autodeterminazione: Palestinesi, Irlandesi, Baschi, Sardi, Tirolesi, Padano-Alpini, Occitani,...
    Perchè scrivo questo?
    55 anni fa nasceva l'entità sionista.
    Posto alcuni articoli per farvi riflettere su quella catastrofe.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    15 Maggio 1948 - La Nakba Palestinese Post #1 di 4

    "Siamo nati in Palestina, nessun'altra terra ci ha dato i natali. Nessun'altra puo' reclamare il nostro futuro. Ne' Gerusalemme puo' essere sostituita come nostra capitale o strappata dalla nostra terra e dal nostro essere: essa e' la patria della nostra anima, e l'anima della nostra patria, per sempre".


    Immagini di Resistenza

    "Vai a rubare l'ultima striscia della mia terra,
    abbandona la mia gioventu' nei buchi delle prigioni,
    saccheggia la mia eredita',
    brucia i miei libri,
    nutri i tuoi cani con i miei pesci,
    vai e spargi la tua rete di terrore
    sui tetti del mio villaggio,
    nemico dell'uomo,
    non verro' a compromessi
    e lottero' fino alla fine,
    se spegnerai tutte le candele nei miei occhi
    se nutrirai la mia angoscia.
    Falsifica la mia moneta,
    sradica il sorriso dal volto dei miei figli,
    se alzerai migliaia di mura,
    e inchioderai i miei occhi all'umiliazione,
    nemico dell'uomo,
    non faro' compromessi,
    e fino alla fine
    combattero'.

    Samih al-Qassem
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    AN- NAKBA (LA CATASTROFE)


    "La nostra catastrofe e' stata la creazione dello stato ebraico"



    Oggi e' il nostro giorno della memoria. Noi non abbiamo bisogno di guardare indietro, a quel che accadde ieri, per richiamare alla mente il susseguirsi dei crimini perpetrati. Il nostro presente e' un ricordo vivente della catastrofe, la "nakba", i tragici eventi che si stanno ancora dispiegando. Non abbiamo bisogno di ricordare una tragedia umana tuttora in corso che si ripropone quotidianamente per noi da 54 anni.

    Noi siamo tuttora feriti dalle cause di quella tragedia. Noi stiamo tuttora resistendo al manifestarsi dei suoi effetti, qui e ora, sul suolo della patria che ci ha visti nascere, la nostra sola patria. Come possiamo dimenticare cio' che e' avvenuto su questa nostra terra, una terra che continua a perdere bambini e giovani in questa catastrofe?

    I nostri ricordi individuali e collettivi rimangono fertili e capaci di richiamare alla mente il nostro triste passato, il quale e' la storia di una terra e di un popolo, storia di tragedie ed eroismo, un racconto scritto con stille di sangue, un conflitto aperto tra cio' che diciamo e cio' cui aspiriamo.

    Se i sionisti, artefici di questa "catastrofe", dichiarano che questo e' solo il giorno del ricordo, perche' la guerra del 1948 e' finita, stanno soltando facendo balenare il miraggio di una pace che e' apparso in lontananza nel decennio passato, con la quale asserivano di voler porre termine al conflitto con una giusta distribuzione di territorio. Ma con questo essi hanno soltanto dimostrato l'impossibilita' di contenere il progetto sionista e la pace nello stesso cesto, poiche' lo scopo e l'ordine del giorno di questo progetto e' tuttora quello di distruggere l'identita' del popolo palestinese.

    Per i palestinesi il significato di questa guerra si incarna nel loro massiccio sradicamento. Si incarna nel loro essere trasformati in rifugiati all'interno e al di la' della loro patria. Si incarna nel tentativo di espulsione dall'esistenza, dallo spazio, dal tempo, dopo l'usurpazione delle loro case e della loro storia, dopo la trasformazione di questo popolo da un'entita' integra nel tempo e nel luogo, in un sovrappiu' spettrale di bisogni e di esiliati dall'esistenza.

    Ma gli artefici della nakba, della catastrofe, hanno fallito nel loro tentativo di infrangere la volonta' del popolo palestinese e sradicare la loro identita' nazionale. Non sono bastate diaspore, massacri, la pretesa che il miraggio fosse realta', attraverso la produzione di una storia contraffatta e falsificata. Hanno fallito il loro obiettivo di spingerci nell'assenza o di gettarci in uno stato di demenza e di amnesia.

    Non sono riusciti neppure a rimuovere la realta' palestinese dalla coscienza del mondo, attraverso la creazione di un mito o con la creazione di una immunita' morale che da' alle vittime di ieri il diritto di produrre le vittime di oggi. Un carnefice non puo' giustificarsi indossando il piu' santo degli abiti.

    Oggi il ricordo della nakba viene nel mezzo delle avversita' che i palestinesi patiscono per difendere la loro umanita' e dignita' essenziali, il loro diritto naturale alla liberta' e all'autodeterminazione nella loro patria storica, dopo avere fatto innumerevoli concessioni nel miraggio della pace. Quando si e' avvicinato il momento di rendere conto, s'e' rivelato cosa intendessero i sionisti per pace: la ripresa dell'occupazione in una forma diversa, con presupposti piu' favorevoli e meno costosi di quelli di una potenza d'occupazione.

    L'Intifada, ieri, oggi e domani, e' la naturale e legittima espressione della resistenza ad una schiavitu' inflitta da un occupante che pratica le piu' striscianti forme di discriminazione razziale. Un occupante che, nascondendosi dietro un fraudolento processo di pace, colpisce per spogliare i palestinesi delle loro terre e delle loro vite e per isolarli in sovrappopolati "bantustan" scollegati e circondati da insediamenti di coloni e "by-pass roads". Ed offrono, in cambio di accordi per "mettere fine a rivendicazioni e combattimenti", la saporita carota di mettere il nome "Palestina" a grandi prigioni nelle quali il nostro popolo deve stare buono e allineato come in una gabbia.

    L'intifada non rappresenta una rottura con l'idea di pace, ma e' un tentativo di salvarla da un ripugnante labirinto di razzismo, per ricongiungerla con i suoi veri genitori: la giustizia e la liberta'. E cio' attraverso la resistenza al proseguimento dell'impresa coloniale sionista dietro l'apparenza di un processo di pace ormai privo di significato e di sostanza.

    Le nostre mani ferite e sanguinanti sono ancora capaci di salvare un ramo d'olivo da quegli alberi che l'occupazione ha fatto a pezzi, purche' essi siano pronti a riconoscere i nostri legittimi diritti, cosi' come definiti dal diritto internazionale, in primo luogo il diritto al ritorno, il ritiro completo dai territori palestinesi occupati nel 1967, e il diritto all'autodeterminazione in uno stato sovrano la cui capitale e' Gerusalemme. Non puo' esservi pace sotto l'occupazione militare. Non vi puo' essere pace tra padrone e schiavi.

    La Comunita' internazionale non puo' continuare a gettare uno sguardo da cieco su quello che sta accadendo oggi in Palestina, cosi' come ha fatto nel 1948. L'occupazione israeliana continua ad assediare e distruggere la societa' palestinese. Continua ad uccidere usando le sue armi distruttive contro un popolo isolato che sta difendendo quel che rimane delle sue case, dei suoi frutteti, della sua esistenza.

    L'interesse che i paesi e i popoli del mondo mostreranno verso quel che avviene oggi in Palestina ed il loro sostegno al popolo palestinese, privato del suo diritto ad una vita normale, riveleranno in che misura i valori della liberta', della giustizia e dell'uguaglianza abbiano ancora credibilita'.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #4
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    Perche' sostengo il ritorno dei palestinesi

    di Israel Shamir*



    La Palestina non e' un oggetto morto, ma un paese vivo. I palestinesi sono la sua anima. La Palestina e' cio' che i palestinesi creano in tempo reale, cosi' come la Francia e' cio' che i francesi creano e ri-creano ogni giorno. E' alienante pensare di poter amare la Francia ed aborrire i francesi, poiche' che genere di Francia esisterebbe senza l'anima francese? Solo i turisti annoiati dei paesi ricchi,timorosi di poter incontrare dei mendicanti, preferiscono rinchiudersi negli hotel esclusivi e vuoti in cui possono godere del paese senza essere costretti ad incontrare gli indigeni. E' come amare una bellissima donna avendo in odio il suo carattere e la sua intima essenza. Amare un paese e desiderare che i suoi abitanti spariscano e' il genere di attitudine che puo' essere interessante per gli amanti della necrofilia.

    Il pensatore russo Lev Gumilev ha descritto il paese come simbiosi tra paesaggio e popolo. La Palestina ed i palestinesi sono inseparabili, i contadini ed i loro alberi d'olivo e le sorgenti d'acqua e le montagne e le cupole di antichi sepolcri sulla cima delle colline hanno bisogno l'uno dell'altro e sono cresciuti per completarsi a vicenda.

    I palestinesi non sono gente oscura e misera. Essi hanno creato la stella di Ghassul, hanno scritto la Bibbia, costruito i templi di Gerusalemme e Garitzim, i palazzi di Gerico e Samaria, le chiese del Santo Sepolcro e della Nativita', le moschee di Haram ash-Sharif, i porti di Cesarea e di Akka, i castelli di Monfort e Belvoir. Hanno camminato con Gesu', sconfitto Napoleone e combattuto con coraggio a Karameh. Nelle loro vene scorre il sangue dei guerrieri egei, degli eroi di Davide, dei primi apostoli di Cristo e dei compagni del Profeta, dei cavalieri arabi, dei crociati normanni e dei capi turcomanni filtrato in una composizione unica. La linfa della sua vitalita' non si e' mai prosciugata: la poesia di Mahmud Darwish, la saggezza di Edward Said, un olio d'oliva perfetto, il fervore della preghiera ed il coraggio nobile dell'intifada ne sono la prova.

    Senza palestinesi, la Palestina muore. I suoi fiumi danno acqua avvelenata, le sue sorgenti si prosciugano, le colline e le valli si sfigurano, i suoi campi sono lavorati da cinesi importati mentre i suoi figli sono imprigionati in un ghetto. L'idea di uno stato ebraico separato e' fallita. Negli ultimi dieci anni la folle politica del governo israeliano ha importato oltre un milione di rumeni, russi, ucraini, thai e lavoratori africani. Alcuni di essi reclamano ascendenti ebrei: tribu' peruviane, indiani di Assam e il flusso interminabile di profughi dell'Unione sovietica continuano ad occupare la Palestina. Adesso la Jewish Agency progetta di far arrivare una tribu' Lembda dall'Africa del sud per rafforzare il carattere ebraico dello stato. Paradossalmente, coloro che ancora conservano un po' di tradizione giudaica sono isolati all'interno dello stato ebraico, come lo scomparso Dott. Yeshayahu Leibovitch, o imprigionati come il Rabbi di origine marocchina Arie Der'i.

    Il mito di un assembramento spontaneo di ebrei ha cozzato contro la realta'. Dobbiamo smetterla. Lasciamo tornare i figli e le figlie della Palestina e ricostruiamo Suba e Kakun, Jaffa e Akka**. Invece di rafforzare la Linea Verde, cancelliamola e viviamo insieme come figli della Palestina.

    Non solo Oslo, l'idea stessa della spartizione era sbagliata. Stracciamo la nostra Dichiarazione di un' Indipendenza falsa per scriverne una nuova, di reciproca dipendenza ed amore.






    **Citta' e villaggi palestinesi distrutti o ebraicizzati dagli invasori provenienti da Stati Uniti ed Europa.

    *scrittore israeliano, oppositore del sionismo. Pacifista e sostenitore del ritorno dei palestinesi nella loro terra storica
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Ritorneremo!





    Con voce soffocata aggiunge: "Sapete
    quanti di noi conservano ancora le chiavi
    arrugginite delle loro vecchie case?".




    Migliaia di palestinesi, la settimana scorsa, hanno visitato i siti delle citta' e dei villaggi della Palestina da cui furono espulsi sotto la minaccia delle armi 55 anni fa, quando le forze sioniste venute dall'Europa crearono, con l'appoggio delle potenze occidentali, lo stato d'Israele.
    La commemorazione della Nakba, la catastrofe, ricorda il 55esimo anniversario dell'espulsione di centinaia di migliaia di palestinesi musulmani e cristiani dalla Palestina, sulle cui rovine fu creato lo stato ebraico.
    Nel 1948, quasi un milione di persone, terrorizzate dai numerosi massacri contro i civili che si susseguivano nella Palestina storica, persero terra, case, proprieta' e diritti. I rifugiati ed i loro discendenti, oggi circa 4 milioni, furono dispersi nei quattro angoli del globo, ma si concentrarono principalmente nei campi profughi dei paesi limitrofi, Giordania, Libano, Siria, Cisgiordania e Gaza.

    La manifestazione piu' commossa si e' svolta in cio' che resta dell'antico villaggio di Umm al-Zeinat, presso Haifa, in cui sono ancora visibili i resti della moschea e della scuola elemtare, nonostante i tentativi israeliani di erodere le memorie e di obliterare tutto quanto fosse palestinese.
    "Siamo stati strappati dalle nostre case, dai villaggi e dai paesi in cui noi ed i nostri antenati vivevamo da millenni ... La nostra terra ... Non ci rassegneremo mai a questa ingiustizia oscena. Continueremo a chiedere giustizia", dice Wakim Wakim, rappresentante dell'Associazione dei Rifugiati della regione di Haifa. "Un giorno ritorneremo".
    Con voce soffocata aggiunge: "Sapete quanti di noi conservano ancora le chiavi arrugginite delle loro vecchie case?".

    Suleiman Fahmawi, un altro attivista dell'Associazione, punta il dito con amarezza contro l'oppressione ed il razzismo inflitti ai palestinesi dalle autorita' sioniste, che trascendono la realta'.
    "Non ci hanno permesso neppure di seppellire i morti nei cimiteri dei nostri antichi villaggi, come i vecchi chiedevano". Fahmawi sottolinea che, pur vivendo in contiguita' agli antichi villaggi distrutti, a migliaia di profughi [i famigerati "presenti assenti" delle altrettanto famigerate leggi sioniste] e' sempre stato impedito l'accesso alle case avite e persino alle visite ai siti di provenienza.
    Oltre a questo doloroso impedimento, i profughi sono tormentati anche dal fatto di vedere le antiche chiese e moschee dei loro villaggi andare in rovina o trasformarsi in luoghi di divertimento e di dubbia moralita'.

    Recentemente, alcune organizzazioni private che rappresentano i palestinesi non espulsi dalla loro terra [gli "arabi-israeliani", secondo la nomenclatura corrente] hanno cercato di restaurare gli antichi reliquiari. Lo stato israeliano si e' sempre opposto a questi tentativi: probabilmente vuole distruggere dal cuore di tutti i profughi palestinesi la speranza di ritornare alle citta' ed ai villaggi di quella Palestina da cui furono dolorosamente sradicati nel 1948 e che essi chiamano ancora "biladi", la mia terra.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  6. #6
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    Se sei un palestinese






    Supponiamo che tu lettore abiti con i tuoi 5 figli, tua moglie e i tuoi genitori in una casa di due piani con annesso giardino, un’autorimessa, un laboratorio artigianale, un campo e una stalla con le mucche.
    Il fondo appartiene alla tua famiglia da decine di generazioni e tu vivi con il ricavato del laboratorio, dalla coltivazione del terreno annesso e dall’allevamento delle mucche. Un giorno un tale ti chiede di ospitarlo per qualche giorno con la sua famiglia. Lo sistemi nella camera per gli ospiti al piano terreno per la quale ti paga un piccolo affitto.
    Col tempo Loro (l’ospite e i suoi famigliari) diventano sempre più intraprendenti : utilizzano la lavanderia, il giardino, la tua automobile, ecc. e non pagano più l’affitto. Un giorno li richiami all’ordine ma Loro minacciano di ucciderti. Impaurito ti rifugi da un tuo cugino. In tua assenza, Loro si installano al I. piano. Al tuo ritorno Loro si rifiutano di lasciarti entrare e sei costretto a soggiornare nella camera degli ospiti al piano terreno. Quando tenti di salire al I. piano ti danno un sacco di legnate e come se non bastasse sparano uccidendo uno dei tuoi figli. Chiami la polizia ma dice che non ha tempo. Un giorno Loro utilizzano il tuo laboratorio e con il denaro prelevato dai tuoi libretti di risparmio lo ingrandiscono.

    Grazie alla loro abilità e alle loro relazioni internazionali e al lavoro sottopagato di due dei tuoi figli Loro riescono a farne una piccola industria. Un giorno arrivano dei parenti di Loro in difficoltà : sei costretto a lasciar libera la camera degli ospiti al piano terreno e devi alloggiare nell’autorimessa. I tuoi figli devono dormire sotto una tenda in giardino e i tuoi genitori sono costretti a bivaccare in strada. Un giorno ne hai piene le scatole e tenti di sloggiarli con la forza. Uccidi uno dei loro figli ma anche loro sparano e uccidono uno dei tuoi figli, inoltre danneggiano l’autorimessa e distruggono la tenda. Nella tua casa e nelle adiacenze ogni tua traccia è stata cancellata e Loro hanno applicato su tutto il loro stemma di famiglia. Chiami la polizia che per? non sa che pesci pigliare, ha paura di Loro e ti chiede perché non vai a abitare da tuo cugino. Un giorno la faccenda finisce davanti al giudice : Loro affermano che la proprietà appartiene loro perché quando arrivarono era disabitata, perché i loro antenati, con l’aiuto di Dio, vi vissero 2000 anni fa, perché Loro hanno trasformato il terreno arido in un giardino, Loro hanno creato un’industria e ora, grazie a Loro tutto è in ordine.
    Inoltre ricordano i loro fratelli uccisi dai banditi in un altro paese.
    Malgrado che anche tu sia un credente praticante Loro, mentendo, dicono che Dio sta dalla loro parte e perci? che il vostro è unicamente un contenzioso di natura religiosa. Il giudice, visto che non è possibile stabilire a chi appartenga il fondo perché Loro hanno distrutto i registri fondiari e tutti i documenti, decide salomonicamente di assegnare la casa e il laboratorio a Loro e il giardino, l’autorimessa, il campo e la stalla a te.
    Loro uccidono il sovrintendente del giudice e nottetempo posano una recinzione che ti impedisce l’accesso alla stalla e al campo.
    Impotente vedi Loro mungere le tue mucche e lavorare utilizzando i tuoi attrezzi. Furioso, con alcuni amici tenti di riconquistare la tua casa, ma Loro respingono il tuo attacco distribuendo legnate a tutti e occupano tutta la proprietà e pure gli orti dei vicini dai quali prelevano gli ortaggi.
    Il giudice permette ai tuoi figli di soggiornare nella camera per gli ospiti mentre tu puoi stabilirti nell’autorimessa che devi riparare a tue spese. Un giorno Loro, aiutati da un amico potente, con minacce o con la restituzione di una parte dell’orto, riescono a convincere i tuoi vicini a non aiutarti più. Nel frattempo Loro progettano la tua espulsione definitiva e per convincerti ad andartene distruggono l’autorimessa, controllano la tua posta, le tue telefonate, i tuoi spostamenti, ti confiscano l’automobile, ti rompono la tele, ecc. Per pagare questi interventi Loro ti obbligano a partecipare alle spese amministrative. Inoltre Loro ricevono un risarcimento per la morte dei loro fratelli avvenuta all’estero. Mentre tu sei ridotto in miseria Loro prosperano.
    Il giudice ti regala una tenda e attribuisce una misera rendita ai tuoi genitori sistemati in un provvisorio-definitivo sul terreno di un vicino. Due figli vivono alla bellemeglio al piano terreno della casa e il terzo è emigrato all’estero e saltuariamente ti invia un po’ di denaro. Un giorno Loro posano un cancello all’entrata del giardino e uno all’entrata della casa. Non puoi più recarti nè dai figli nè dai genitori e neppure al lavoro, al mercato, a scuola o all’ospedale. I tuoi genitori e tuo figlio emigrato non possono più entrare. Nel contempo arrivano altri parenti di Loro e si sistemano in una roulotte che posteggiano in giardino.
    Inoltre dicono che il tuo fedele cane potrebbe diventare pericoloso e lo uccidono. Un giorno ti rassegni e ammetti la tua sconfitta. Accetti che la casa sia Loro in cambio della possibilità di vivere in pace nel giardino e di ricostruire l’autorimessa. Loro si dichiarano contenti che finalmente hai ammesso che Loro sono i legittimi proprietari e “Generosamente” ti offrono di stabilirti sulla piccola parte restante del giardino.
    Nel frattempo alcuni di Loro ti insultano, distruggono nuovamente la tua tenda, tagliano anche gli ulivi dai quali ricavavi il tuo sostentamento e ti chiudono l’acqua. Un giorno, visto che la situazione diventa insostenibile, spari un colpo di fucile verso la casa ferendo uno Loro. Per risposta Loro uccidono un altro tuo figlio, ti danno un sacco di legnate e ti rinchiudono nel ripostiglio affermando che sei un pericoloso terrorista e finchè non ti calmi non ti rivolgeranno più la parola. Come se non bastasse tua moglie ti rimprovera la tua inettitudine e minaccia di cercarsi la sua strada da sola. Un giorno, per la disperazione, tuo figlio incomincia a lanciare sassi verso di Loro , ma loro rispondono con fucili, cannoni, bombe, elicotteri, carri armati, divieti, controlli, distruzioni, minacce, espulsioni, ecc.

    La gente, informata solo da Loro, pensa che siete dei violenti e non vi aiuta.
    Molte persone, incluso il giudice, tacciono perché intimorite dal potente amico di Loro o perchè toccate dall’eccidio dei fratelli di loro avvenuto in un altro paese.
    Qualcuno incomincia a dire che fai solo casino, che aiutarti costa troppo, che avresti dovuto accettare la loro generosa offerta di pace e che forse è meglio che te ne vai…
    Altri, pur denunciando la situazione, non osano intervenire o se ne disinteressano. Caro Lettore : se sei in questa disgraziata situazione non puoi essere altro che un Palestinese.
    Ovviamente Loro sono i sionisti, la polizia sono gli inglesi, il giudice è l’ONU , la gente è la comunità internazionale, i vicini sono L’Egitto, la Giordania, la Siria, il Libano, il potente amico di “loro” sono gli USA, ecc. Come si farà ora a convincere Loro a restituire il maltolto, o perlomeno a permettere una accettabile coabitazione ?



    by Enrico
    Sunday May 04, 2003 at 11:48 PM
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  7. #7
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    Predefinito 15 Maggio 1948 - La Nakba Palestinese

    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  8. #8
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    Risponde nessuno?
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  9. #9
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    Originally posted by Der Wehrwolf
    Risponde nessuno?:rolleyes: :rolleyes:
    La tua esemplificazione della famiglia espropRiata dalla famiglia ospite e' quanto mai calzante.

    Esopo comunque aveva sintetizzato con tre parole.

    SUPERIOR STABAT LUPUS


    Anche Brenno aveva sintetizzato in sole due parole.

    VAE VICTIS !



    COMUNQUE E' VERAMENTE ALLUCINANTE VEDERE TANTA PARTE DELLA DESTRA INCLUSA QUELLA ESTREMA SCHIERATA DALLA PARTE DI WALL-STREET , MEGLIO DELLA BANDA DI WALL-STREET.

    UN SALUTO

  10. #10
    Affus
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    Originally posted by Der Wehrwolf
    Risponde nessuno?
    sal.137 ,4-8

    come cantare i canti di Sion in terra starniera ?
    Se ti dimentico, Gerusalemme, si paralizzi la mia destra ,
    mi si attachi la lingua la palato ,
    se lascio cadere il tuo ricordo ,
    se non metto gerusalemme
    al di sopra di ogni mia gioia .

 

 
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  5. Popoli in lotta contro l'imperialismo yankee e il sionismo
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