(Prof. Stelvio Dal Piaz)

L'Europa come entità politico-militare non esiste; se ve ne fosse stato ancora bisogno per dimostrarlo la recente aggressione all'Iraq da parte degli Stati Uniti ha ulteriormente evidenziato il vuoto assoluto che caratterizza questa deplorevole situazione. Tutto ciò é il risultato dell'esito della seconda guerra mondiale in quanto é stato un artificio quello di aver convenzionalmente diviso le nazioni europee in paesi vincitori e paesi vinti. Tutta l'Europa, senza distinzione alcuna, ha perso la guerra ed é caduta sotto il tallone della cupola usurocratica mondialista. Ed é soprattutto in questo momento che il nostro pensiero corre al sacrificio consapevole delle centinaia e centinaia di migliaia di giovani europei, di tutte le nazionalità e religioni: Tedeschi e Italiani, Fiamminghi e Valloni, Estoni, Lettoni e Lituani, Portoghesi, Spagnoli e Francesi, Bosniaci, Serbi e Croati, Danesi e Olandesi, Lussemburghesi e Svizzeri, Ungheresi, Bulgari e Rumeni, Bielorussi ed Ucraini, Scandinavi e Cosacchi, sia cristiani che seguaci dell'Islam, ciascuno con le insegne nazionali e gli stendardi della propria legione, giovani europei che si sono battuti fino all'estremo contro la coalizione materialista rappresentata dal bolscevismo e dal liberalcapitalismo, in difesa degli autentici valori della civiltà, della cultura e della tradizione europea.Per uscire da questa avvilente attuale situazione di vassallaggio occorre ritrovare le spirito combattivo e il cameratismo che animarono allora i giovani europei; occorre che i vari gruppi antagonisti presenti attualmente in Europa si incontrino, stabiliscano stretti contatti operativi, superino eventuali incomprensioni e rivalità personali delle rispettive dirigenze al fine di raggiungere in tempi brevi quella necessaria solidarietà militante che sola può riuscire a catalizzare le forze popolari europee. L'attacco ai popoli europei da parte degli Stati Uniti si farà sempre più pressante; le classi dirigenti al potere in questo momento nella maggior parte dei paesi europei sono compromesse e servili. L'allargamento dell'Unione Europea ad alcuni paesi dell'est é stato preceduto dall'allargamento della NATO agli stessi paesi, per cui questi ultimi sono già nella sfera d'influenza politico-militare degli Stati Uniti e quindi ne risulterà una Europa più " grande " in quanto ad estensione ma ancora più debole e servile. Insomma l'Europa, al di là dei toni trionfalistici degli euroburocrati, dei " patti di stabilità ", della moneta unica, delle regole comuni sui cetrioli o sui profilattici, si sta suicidando. In questo contesto l'Italia non é seconda a nessuno perché ha assunto ormai tutte le caratteristiche e i comportamenti di un paese coloniale che si muove ed opera nell'esclusivo interesse del padrone statunitense, padrone che ha il controllo assoluto sia della classe politica che governa o che é, temporalmente, all'opposizione.E le forze antagoniste italiane ? Formalmente esistono, ma sostanzialmente non incidono politicamente perché non sono ancora riuscite a trovare quella unità programmatica ed operativa che possa farle uscire da un isolamento a cui, perdurando questa inintelligente situazione, sono condannate. In questo momento gli spazi e le opportunità positive esistono per costruire attorno ad un progetto comune qualcosa di buono, di concreto e di incisivo ma......carpe diem ! Se ogni gruppo o movimento che dir si voglia, continua a pensare che sia sufficiente il proprio " giocattolino " per acquistare peso e credibilità non solo all'interno ma, soprattutto, presso le altre formazioni antagoniste europee, sbaglia in maniera clamorosa. Questo é il momento degli " uomini veri "; se si rende necessaria qualche modifica statutaria interna, o addirittura venga richiesto qualche sacrificio a livello personale, tutto questo va compiuto e in tempi brevi nell'interesse superiore del'Idea. D'altra parte si tratta sempre di sacrifici che nobilitano e gratificano chi li compie e servono anche a riscattare eventuali e forse inevitabili precedenti errori di comportamento o di valutazione politica. Le affermazioni di principio e il costante richiamo alla comune matrice dottrinaria, devono trovare conferma in coerenti comportamenti. In caso contrario la nostra sbandierata diversità rimane una vuota e retorica dichiarazione nel mare del bla, bla, bla generale. E' il momento di agire e, quindi: AUDACIA !