STRANE COINCIDENZE
Guardiamo i fatti.
- Silvio Berlusconi è criticato perché non partecipa e non depone alle sedute del processo che lo vede coinvolto. A strepitare sono i soliti soloni della sinistra coadiuvati da qualche fine commentatore di “cose” giudiziarie. Inoltre, un simile comportamento da parte di un presidente del Consiglio è quasi un segnale di mancato riconoscimento dell’autorità giudiziaria.
- Berlusconi decide di accontentare costoro e va in Tribunale a deporre. Anzi, fa di più. Si rende disponibile a continuare la sua difesa, compatibilmente con gli impegni governativi.
- a sinistra esplodono indignati e non vorrebbero più il premier a deporre, non lo vorrebbero vedere in televisione mentre si deve difendere dalle accuse. Il sogno di vedere il premier in difficoltà rispondere a pesanti accuse di corruzione in aula era un piatto troppo succulento per rinunciarvi, che si è tuttavia dissolto. Infatti Silvio Berlusconi ha trasformato quello che la sinistra voleva fosse il suo patibolo in un megafono per la propria difesa, per entrare nelle case degli italiani nel modo più efficace possibile: difendendosi e contrattaccando.
- Berlusconi si rende disponibile a deporre il 23 maggio, ovvero all’antivigilia della tornata elettorale delle amministrative. Vita e Pecoraro Scanio si appellano all’Autorithy, al presidente della Rai e addirittura a Confalonieri, chiedendo che gli fosse messo il bavaglio, oscurando le riprese televisive.
- Il Tribunale di Milano corre ancora in soccorso e ritiene eccessivo attendere sette giorni per ascoltare il presidente del Consiglio. Decide lo stralcio della sua posizione dal processo. Il 23 maggio non si terrà il suo show nell’aula del Tribunale.
Troppo inconsistenti le accuse? Troppo pericoloso far parlare Berlusconi? Non lo possiamo dire, ma la sinistra è stata ancora una volta servilmente accontentata dai giudici.
Come si dice in questi casi, ne prendiamo atto.
Paolo Carotenuto
www.legnostorto.com




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) che gravita nell'UDC.

