Città del Messico, 19 mag 2003 - 19:27

Montagne di scorie tossiche, sotto accusa azienda Usa


Un'azienda statunitense specializzata nel recupero di metalli pesanti con sede a Tijuana, città di un milione di abitanti al confine con la California, ha inquinato l'aria e l'acqua di un intero quartiere della città di frontiera messicana riversando in una discarica abusiva 8.500 tonnellate di materiale tossico.

Lo hanno rivelato oggi a Città del Messico organizzazioni non governative ambientaliste messicane e statunitensi, sostenendo che i lavori di bonifica del terreno costeranno sette milioni di dollari.

Nonostante il ministero della Salute messicano avesse ordinato la chiusura degli altiforni per la fusione del piombo dello stabilimento nel 1994, l'azienda statunitense 'Metales y Derivados', ha scaricato negli ultimi dieci anni in un terreno desertico vicino al proprio stabilimento 8.500 tonnellate di acidi e materiale tossico.

Il vento e l'acqua hanno disperso i residui tossici a Chilpancingo, un quartiere residenziale abitato da circa 10.000 persone alla periferia di Tijuana, hanno denunciato le Ong, che hanno chiesto alle autorità sanitarie dello Stato di Baja California di sollecitare l'aiuto degli Stati Uniti per bonificare il terreno. (Red)