Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    Insorgente
    Data Registrazione
    25 Jul 2002
    Località
    Da ogni luogo e da nessuno
    Messaggi
    2,654
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Post Cofferati getta la maschera: "sul referendum non vado a votare"

    Art.18: Cofferati non va a votare


    Aveva detto "un errore al di là delle intenzioni di chi l'ha promosso". La conseguenza è che non andrà alle urne. Ma non è un'indicazione, è una scelta personale. Così il presidente della di Vittorio.
    di Fe. Al.


    ROMA- E' il clima politico, è la guerra con la magistratura, sono i veleni che girano intorno alle inchieste giudiziarie a preoccupare il presidente della Fondazione di Vittorio e co-presiDente di Aprile. Ma anche in virtù di quello che era stato fino a meno di un anno fa, si aspettava che dicesse la sua sul referendum di Rifondazione comunista che mira ad estendere l'articolo 18 anche nelle aziende che hanno meno di 15 dipendenti.

    Dopo aver sostenuto che quella consultazione è "un errore, al di là delle intenzioni di chi l'ha promossa", dopo aver spiegato che questo voto divide chi si era unito nella difesa dell'articolo 18 che il governo aveva attaccato, la conseguenza è che Sergio Cofferati non andrà a votare.

    Non vuole essere un'indicazione, ma soltanto una posizione personale. Del resto l'organizzazione alla quale resta iscritto e che gli ha riservato il compito di presidente della Fondazione di Vittorio, si è appena schierata per il sì. Ma dice, lo ha detto a Bologna, e sono parole diverse da quelle di Epifani: "Non è vero che la scelta del referendum rafforza le ragioni della battaglia messa in campo a suo tempo per l'estensione dei diritti".

    Comunque Cofferati non ha alcuna intenzione d fare polemiche a sinistra, né di disegnare un altro asse. D el resto, sostiene il "Cinese" si sta assistendo a un attacco frontale alle istituzioni "istituzioni da difendere", proprio nel momento in cui, spiega, "Berlusconi per difendere se stesso minaccia la democrazia". Uniti, dunque, nell'opposizione al presidente del consiglio, chiede "il Cinese".

    Ma, conferma, il referendum divide "il fronte che si era unito"

    (11 MAGGIO 2003; ORE 20:40)


    www.ilnuovo.it
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

    Partigiano antifascista, Venezia, 1943





  2. #2
    Registered User
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    511
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Finalmente è finito il tormentone, il cinese ha scoperchiato le carte e si è visto che aveva delle scartine, ha tentato il gioco al buoio, pensando che movimenti ed associazioni, popolo della pace e social forum fossero dei ragazzini che si potevano prendere in giro, oggi alla stazione, mentre rientravo dal lavoro, una mia amica , insegnante iscritta alla GCIL scuola, mi ha detto di sentirsi offesa, presa in giro, perchè ci ha fatto andare a Roma, per i suoi giochetti di potere dentro i DS e dentro l'Ulivo, per gettare sul piatto delle sue richieste il peso di tre milioni di persone, , alla sua scuola erano tutti incazzati, si sentivano tutti strumentalizzati dal cinese, ed il suo programma, ulivo unito, che cazzo vuol dire?, su quale programma mistero, battere Berlusconi, ora su questa favola di Berlusconi vorrei dire due cose, è vero che si presenta come un arrogante ed indisponente, ma siete tutti davvero convinti che per battere le destre dobbiamo sconfiggere berlusconi, pensate che il programma di rottura del Welfare, della scuola, dei diritti, della giustizia sia stati tutti scritti manu propria da Berlusconi, siete così sciocchi da credere che caduto berlusconi il programma neoliberista sia stato sconfitto, berlusconi è l'apparenza, la sostanza è altrove, negli econimisti, nei legislatori neoconservatori, in quella vasta rappresentamza di intellettuali neoconservatori che circondano berlusconi, come in america circondano Busch, o davvero pensate che il pericolo sia Busch e non tutti gli altri, quelli che da decine di anni hanno costituito associazioni di studio transnazionali in cui programmavano tutto quello che ora accade sia dal lato della politica americana sia da quello dei governi della destra, è il programma del neoconservatorismo neoliberista che va combattuto, con un programma alternativo di sinistra che gli si contrapponga in tutte le sue particolarità, battere un uomo ,per quanto antipatico ed arrogante possa egli essere non vuol dire battere questa destra, credete forse che se invece di berlusconi, ci fosse uno come casini, o Fini, o Buttiglione o chi sa chi altri i programmi e le direttive di questo governo cambierebbero, credete che non si sarebbe fatta la riforma Moratti, o che non si fosse attaccato l'articolo 18, sarebbe successo tutto come succede ora, anche l'attacco alle istituzioni perchè , a parte gli interessi personali, esso avviene anche in Spagna, Inghilterra, USA, dove non vi è nessun capo del governo sotto processo, è un opiano di destabilizzazione delle garanzie di libertà che va avnti ovunque governino le destre, per restringere gli spazi di opposizione, per distruggere le libertà, anzi berlusconi è la fortuna dell'unlivo, in questo modo può buttare tutto sul personalismo e sorvolare sui programmi, pensate la disgrazia se ci fosse un Fini, che pur se fascista è però persona integra ed inattaccabile, di che cosa parlerebbero i nostri soloni dell'ulivo, forse avrebbero le stesse difficoltà che hanno in spagna, dove i socialdemocratici e partiti affini, una specie di ulivo non riescono a spiaccicare parola, perche il Leader nobn è un buffone di corte, e sui programmi tacciono perchè come si può attaccare un governo che attacca le pensioni quando sei stato tu per primo a mettere in campo la loro riforma in senso peggiorativo, o antrodurre la precarietà sul lavoro con tanto di legge, questo è il problema.

  3. #3
    BENESSERE&OZIOXTUTTI
    Data Registrazione
    14 Apr 2002
    Località
    prov di CO
    Messaggi
    2,527
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ne sono rimasto profondamente deluso... e pensare che in certi periodi sono arrivato a considerare Cofferati una speranza per la sinistra... VERGOGNA!
    TUTTO IL POTERE AI SOVIET!

  4. #4
    Insorgente
    Data Registrazione
    25 Jul 2002
    Località
    Da ogni luogo e da nessuno
    Messaggi
    2,654
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    NOI ANDIAMO AVANTI, NEL PAESE CRESCE IL CONSENSO AL SI'
    Roma, 12 mag. (Adnkronos) - Sergio Cofferati, ''di fronte al referendum abbandona la posizione della Cgil e abbraccia quella di Cisl e Uili: con tutta evidenza c'e' qualcosa che non va, che lo porta a lanciare l'accusa di strumentalismo a Rifondazione Comunista colpevole di aver promosso insieme a molti altri, fra cui il piu' grande sindacato industriale del Paese, il referendum sull'estensione dell'articolo 18''. Il segretaio del Prc Fausto Bertinotti commenta cosi' l'annuncio di Sergio Cofferati sulla sua non partecipazione al voto nel referendum.
    (Tor/Pe/Adnkronos)
    12-MAG-03145
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

    Partigiano antifascista, Venezia, 1943





  5. #5
    Insorgente
    Data Registrazione
    25 Jul 2002
    Località
    Da ogni luogo e da nessuno
    Messaggi
    2,654
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Intervista a Bertinotti

    Fausto Bertinotti replica a Sergio Cofferati: la sua scelta di astensione contraddice le grandi speranze della megamanifestazione del 23 marzo 2002 in difesa dell'articolo 18

    «Il Sì è l'unica vera critica del liberismo»



    «La posizione assunta da Sergio Cofferati conferma quel che penso da un pezzo: e cioè che il referendum sull'articolo 18 è una vera discriminante programmatica. Ovvio che il mio giudizio sia molto critico e che la mia distanza politica sia grande. Allo stesso tempo, avverto anche e soprattutto l'esigenza di una discussione vera, di merito». Le replica di Fausto Bertinotti alla scelta astensionista dell'ex-segretario Cgil («Il 15 giugno io non andrò a votare», ha dichiarato ieri all'Unità e alla Repubblica) è dunque, come un tempo si usava dire, ferma e pacata. Piuttosto, il segretario di Rifondazione comunista esprime un rammarico polemico generale nei confronti dell'Ulivo: mesi fa, nel corso dell'incontro con il Prc, il centrosinistra prese il solenne impegno di valorizzare il referendum, al di là della opzione di voto, come fatto in sè, come positiva occasione di esercizio democratico. Lo stesso Rutelli rilasciò una dichiarazione, in questo senso, molto netta. «Purtroppo, questa possibilità è stata ormai compromessa», annota Bertinotti. Quanto alle cose che dice Sergio Cofferati, sarebbe bene sgombrare il campo dal tema chi divide chi. «Proprio Cofferati ha subìto lo stesso trattamento quando, l'anno scorso, si è opposto al Patto per l'Italia: gli sono piombate addosso tutte le accuse possibili di volere e anzi favorire la rottura tra i sindacati. C'è sempre qualcuno che, quando fai una proposta o assumi un'iniziativa, è pronto a scaricarti addosso l'accusa di dividere il fronte: una ritorsione un po' troppo semplice, dovrebbe convenirne lo stesso Sergio. O no?»

    Al di là di tutto, ti ha stupito la dichiarazione di non voto del presidente di "Aprile"?
    No, purtroppo non mi ha mi stupito. In quest'ultimo anno e mezzo Cofferati ha sicuramente fatto cose straordinarie: ha schierato con forza la Cgil contro la guerra, contribuendo così ad un'opzione innovativa dello stesso Ulivo, ha assunto l'articolo 18 come il paradigma di uno scontro più generale tra i diritti dei lavoratori e le ragioni basse della competività delle aziende. Una battaglia, quest'ultima che - non va dimenticato - ha portato in piazza il 23 marzo scorso tre milioni di persone. Ma in questo suo coraggioso percorso non sono state mai messe in discussione due questioni di importanza cruciale.


    Quali?

    Da un lato, l'impianto programmatico del centrosinistra: che, anche nei momenti di più intensa mobilitazione sociale, è stato assunto da Cofferati nelle sue coordinate sostanziali. Dall'altro lato, il sistema elettorale maggioritario: anch'esso accettato come meccanismo positivo e irreversibile.


    Ma qual è il nesso tra queste scelte e l'astensionismo sul "attivo" sul referendum?

    E' un nesso, secondo me, abbastanza stringente. Cominciamo da quello forse meno evidente. Il maggioritario, a differenza del proporzionale (dove la "permeabilità" del sistema politico è per definizione molto elevata), non si lascia pervadere, più di tanto, dai movimenti o dalle opinioni pubbliche: la maggioranza che ha vinto le elezioni può far valere, su ogni singola questione, la "delega" ottenuta per il governo del Paese, insomma la forza dei numeri. Questo accade anche quando questa maggioranza non disponga di un consenso di massa, o sia addirittura in minoranza rispetto alla gente, come si è visto sulla guerra. Per questo, uno strumento come il referendum svolge nei fatti una funzione critica contro lo strapotere del sistema: e diventa un antidoto contro la dittatura della maggioranza. L'unica possibilità per "legiferare" dall'opposizione, in un sistema maggioritario. Per quanto concerne, invece, il merito del problema, in Cofferati non ho visto alcuna vera rottura con l'impianto economico-sociale dell'Ulivo, dalle politiche salariali all'intervento pubblico in economia. Proprio da questa rottura, invece, sono stati mossi i promotori del referendum: cos'altro è il quesito sull'articolo 18 se non il sintetico disvelamento della condizione reale di flessibilità, precarietà, frantumazione, che è stata imposta al lavoro? Se non la prima pietra di una risposta critica, per la ricostruzione di un potere dei lavoratori fondato su diritti inalienabili e individualmente agibili?


    Provo a riassumere: Cofferati - e il centrosinistra - prendono le distanze dal referendum perché non vogliono, o non possono, affrontare una vera revisione critica della loro strategia generale. Questa posizione entra però in contraddizione con una parte ampia del "popolo di sinistra" e con gli stessi movimenti che hanno avuto finora nell'Ulivo il loro orizzonte o riferimento politico. Mi sbaglio?

    Non ti sbagli. Nonostante questi ribaditi inviti a farlo fallire, il referendum mantiene alcune possibilità di vittoria. La sua forza, proprio all'opposto di quel che dicono i leader ds e ulivisti, sta nei suoi contenuti, quelli espliciti e per così dire diretti, e quelli che trascina con sè, come base di un nuovo programma di opposizione - e di identità di sinistra.


    Qual è l'idea semplice di base, la "leva" di questa possibile ricostruzione?

    Dotare ogni singolo lavoratore di un bagaglio di diritti che può portare dovunque si muova o si sposti: come una sorta di dotazione che nessuno - nessun padrone e nessun potere esterno - può mettere in causa. I diritti del lavoro così intesi (non nel senso evasivo e declamatorio con cui spesso sono stati agitati) stanno all'attuale composizione sociale e di classe come il salario stava al fordismo negli anni '60. Del resto, il quesito sull'articolo 18 si pone come una mediazione non casuale tra "ragion politica" e ragione etica: in questo senso è proprio figlio del movimento. Non avrebbe potuto esser proposto, se non ci fosse stata la stagione dei movimenti. E basta scorrere la mappa dei soggetti che lo hanno promosso - e di quelli che vi hanno aderito, dalla Cgil all'Arci - per ottenere una sorta di "mappa" dei confini del movimento.


    Perché parli di ragione etica?

    Penso alla prima motivazione del referendum, quella che mette al centro il tema della dignità indivisibile del lavoratore, che in quanto tale, perciò, va concretamente estesa a tutte e a tutti. Per come funziona oggi il mercato del lavoro, questa rivendicazione non può che essere portata avanti da coloro che, comunque, un lavoro ce l'hanno. Ciò non significa affatto, come dicono i denigratori del referendum, che l'estensione eventuale dell'articolo 18 taglia fuori i meno garantiti, come i lavoratori atipici, precari, "co-co-co", e così via: è l'esatto contrario. Rafforza enormemente la lotta di tutti coloro che oggi sono senza diritti, così come difende in toto lo stesso articolo 18. Se così non fosse, non si capirebbe perché in tutti i sondaggi studenti e disoccupati risultano (insieme a lavoratori qualificati come gli insegnanti) come i più convinti sostenitori del referendum.


    E la ragion politica, cioè la politica economica e sociale alla quale il referendum allude? Secondo Cofferati (ma non solo), la vittoria dei Sì si tradurrebbe in una débacle delle piccole e piccolissime imprese...

    Questa è una vera sciocchezza propagandistica: questa identificazione tra piccola impresa e artigianato non solo è infondata, ma mette in difficoltà gli stessi artigiani. Se proviamo a chiederci perché in Italia c'è la crisi delle grandi imprese, e perché è stata smantellata l'Industria pubblica (e con essa la ricerca scientifica), dobbiamo rispondere che né l'una né l'altra sono più necessarie: non servono più, in un modello capitalistico tutto fondato su alta flessibilità e bassi salari. Così, nella piccola impresa, che è spesso stata un luogo centrale per capacità di innovazione e rapporto col territorio, tende ad affermarsi la tendenza ad affrontare la "competizione" economica attraverso la compressione del costo del lavoro. Si attua nella pratica un decentramento produttivo, che peggiora molto la condizione salariale e condiziona a questo peggioramento tutte le scelte produttive. Diventa essenziale costruire un argine: una nuova rigidità sociale capace di spingere lo sviluppo industriale in un 'altra direzione. E di rovesciare le tendenze legislative attuali - vedi il contratto separato dei metalmeccanici che prefigura l'eliminazione del contratto nazionale di lavoro e la piena individualizzazione del rapporto di lavoro. La commissione insediata dal governo già lavora in questa direzione. Ma, con un parlamento a maggioranza di centrodestra, quale arma abbiamo a disposizione per imporre un'altra legge se non il referendum? E come facciamo a liberarci del neoliberismo, se non ricostruiamo un punto di vista autonomo dall'impresa e dal mercato, quello che in questi ultimi vent'anni progressivamente smarrito? Il referendum è anche questo: sancire una soglia dove le istanze della competitività non arrivano. Dove è il lavoro a dettare quel che Claudio Napoleoni chiamò «vincolo interno». Ci dicono: ma perché volete la reintegra e non l'indennizzo economico? E' la stessa logica con la quale, per tanti anni, il movimento operaio «monetizzò» la salute: poi, nel 68-69, emerse il rifiuto a fare della salute una merce di scambio tra le altre. Ecco, un ruolo del tutto analogo è quello che spetta oggi all'articolo 18: «smonetizzare» un altro pezzo della propria integrità lavorativa, alludere così ad una diversa logica economica.


    Un'ultima domanda. Cofferati e l'Ulivo ribadiscono, proprio in questi giorni, la centralità della loro battaglia contro il centrodestra. Perché non colgono la straordinaria occasione proposta dal referendum? Perché sembrano curiosamente indifferenti a infliggere comunque per questa via un colpo a Berlusconi?

    Per la stessa ragione che ci separa strategicamente. Alla domanda se il neoliberismo si può emendare dall'interno, o va invece sconfitto da una politica radicalmente alternativa, l'Ulivo sceglie il primo corno del dilemma. Per il centrosinistra e per Cofferati, dunque, Berlusconi va combattuto sul terreno del regime che prefigura, non sulle concrete scelte di politica economica e sociale che prefigura. E' la vecchia tesi della "patologia" di cui liberarsi...

    Sarebbe come dire: vogliono battere la destra, non sconfiggerla
    Ovvero, battere la destra, non la sua politica.

    www.liberazione.it
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

    Partigiano antifascista, Venezia, 1943





  6. #6
    Registered User
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    511
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Per quasi il 40% degli intervistati ad un sondaggio la posizione di Cofferati e di Moretti nuociono alla sinistra!
    Questa referendum sta sconvolgendo le carte dei vari opportinisti parolai, e chiarisce chi, pur rimande nell'ambito della sua scelta riformista, è però coerente con scelte democratiche e progressive e chi pensando di poter cavalcare l'onda dei movimenti voleva costruirsi un futuro o voleva portare acqua al solito mulino, questo sconvolgimento alle radici sta riposizionando organizzazioni e movimento, penso che difficilmente dopo i risultati elettorali il quadro si ricomporrà come in precedenza, specialmente di fronte ad un raggiungimento del quorum, sempre più probabile dagli ultimi dati, e con la conseguente vittoria del si, il fronte subirà delle fratture e delle ricomposizione che peseranno nei prossimi anni.

  7. #7
    Presidente di Ausonia POL
    Data Registrazione
    13 May 2003
    Località
    torino
    Messaggi
    774
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    è solo uno che ha preso coscienza dell'inutilità dello strumento referendario in itaglia...basta vedere gli altri referendum che risultato politico hanno portato......

    AUSONIA LIBERA!
    Salerno libera nazione del Sud!

  8. #8
    Registered User
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    511
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    L'inutilità degli strumenti di espressione popolare non è fatalità, ma ricercata opera di allontanamento dalle decisioni, se ai referendum venisse dato lo spazio mediatico che viene dato per tante stupidaggini ininfluenti dai media la percentuale di chi vota sarebbe molto più alta, comn questo referendum si è arrivati al punto che una parte del popolo italiano non sa nemmeno che ci sia, il tuo ragiomanto sarebbe corretto se dopo una corretta ed ampia informazione vi fosse comunque una "evasione" dalle urne, ma ciò non è mai accaduto.
    E' l'informazione gestita da chi vuole gestire il potere senza interferenze che causa l'astensione tu scambi la causa con l'effetto.

 

 

Discussioni Simili

  1. Cofferati : "il Pd sostenga i referendum anti-Fornero"
    Di SteCompagno nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 10-09-12, 16:47
  2. Di Pietro getta la maschera: "Voglio alleanze al centro"
    Di Rasputin nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 312
    Ultimo Messaggio: 23-06-11, 19:34
  3. SCHIFANI: "vado a votare al referendum"...
    Di alexeievic nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 12-06-09, 12:30
  4. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 05-04-03, 17:20
  5. Cofferati getta la maschera: Scendo in campo!
    Di Lupo Solitario (POL) nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 63
    Ultimo Messaggio: 04-02-03, 18:38

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito