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    Predefinito Medaglia d'oro a berlusconi. Quando gliela diamo?

    Berlusconi: al processo Sme mi aspetto l’assoluzione
    Appello firmato dai leader dell’Ulivo e Scalfaro: rispettare la Costituzione

    21/5/2003

    ROMA

    Reduce da un incontro al Quirinale con Carlo Azeglio Ciampi, Silvio Berlusconi ieri sera s'è mostrato piuttosto sicuro del fatto suo, come se la situazione giudiziaria milanese fosse ritornata sotto controllo. Vi butterete sul «lodo Maccanico», gli hanno domandato i cronisti, per bloccare il processo Sme? «Non si è ancora presa una posizione», ha alzato le spalle il premier, precisando poi meglio: «Io non ho una posizione presa». Come dire che sta ancora valutando attentamente i pro e i contro di una legge blocca-condanna. «Penso», ha soggiunto, «che il processo di Milano dovrebbe acclarare in termini assoluti la mia estraneità a qualunque tipo di pressione indebita su chiunque. E quindi mi auguro ancora che questo chiarimento possa esserci all'interno del processo». Traduzione: se i magistrati insistono a volermi perseguire, laddove io mi attendo una medaglia per avere impedito la vendita della Sme, allora sarò costretto a fabbricarmi in Parlamento lo «scudo» dell'immunità; se invece il processo prenderà la piega che mi attendo, dichiarando la mia totale estraneità agli episodi di corruzione, allora il «lodo Maccanico» potrà finire senza rimpianti nel cassetto. Come pure i propositi di elezioni anticipate. A dire il vero, l'ipotesi di tornare anzitempo alle urne per ottenere dagli elettori una rivalsa sui giudici era stata affacciata una settimana fa a Venezia dal Cavaliere medesimo. Ma era stato tutto un equivoco, s'è premurato di precisare ieri Berlusconi: «Qualcuno mi aveva fatto una domanda sulle elezioni anticipate, però io non avevo sentito la parola "anticipate"». L'avesse udita, avrebbe risposto che «per noi è responsabilità assoluta quella di profittare di una maggioranza importante alla Camera e al Senato, per fare finalmente le riforme e ammodernare lo Stato». Il premier è andato oltre, sfoderando un gioco di parole: «E' irresponsabile pensare che da parte nostra non ci sia questo senso di responsabilità». Toni analoghi Berlusconi deve avere usato durante il suo faccia a faccia col Capo dello Stato (definito dal premier «un giro d'orizzonte»). Anche in questo caso, il senso è chiaro: se nessuno tenterà di farmi cadere per via giudiziaria, a mia volta resisterò alla tentazione di rovesciare il tavolo. Alle urne, comunque, già domenica prossima si recheranno dodici milioni di italiani, per le elezioni amministrative. Due settimane dopo molti voteranno in Friuli Venezia Giulia, dove è forte la presenza di agricoltori. Ecco dunque il premier battere sul tasto delle quote latte, e rivendicare la battaglia che il governo sta conducendo in sede europea. Berlusconi ne parla come di un «problema enorme ereditato senza nostra colpa, importiamo il 46 per cento del latte ma ne possiamo produrre solo il 54 per cento». Per questo il braccio di ferro in tutte le sedi comunitarie. Ciampi teme che ciò possa pregiudicare il successo del semestre italiano di presidenza italiana Ue? Nessun timore, sembra rassicurarlo il Cavaliere, in fondo l'Europa «è un'arena, un ring dove si confrontano gli interessi dei vari paesi». Descriverla come un coro angelico sarebbe soltanto «una visione retorica», insiste Berlusconi. Gli sarebbe piaciuto presentarsi agli elettori con un'economia più brillante, e invece «tutte le previsioni rimandano la ripresa all'anno prossimo». Il governo, inutile dirlo, non se ne sente responsabile: «Non si può avere sempre un aumento della crescita in presenza di fattori come l'11 settembre, l'Afghanistan, l'Iraq, l'euro, le Borse...». In fondo, si giustifica il premier, «l'Italia ha un andamento economico migliore di importanti paesi come la Francia e la Germania», dunque c'è chi sta peggio di noi, lamentarsi a che serve?

    Ugo Magri

  2. #2
    Affus
    Ospite

    Predefinito Re: Medaglia d'oro a berlusconi. Quando gliela diamo?

    In Origine Postato da A Sinistra
    Berlusconi: al processo Sme mi aspetto l’assoluzione
    Appello firmato dai leader dell’Ulivo e Scalfaro: rispettare la Costituzione

    21/5/2003

    ROMA

    Reduce da un incontro al Quirinale con Carlo Azeglio Ciampi, Silvio Berlusconi ieri sera s'è mostrato piuttosto sicuro del fatto suo, come se la situazione giudiziaria milanese fosse ritornata sotto controllo. Vi butterete sul «lodo Maccanico», gli hanno domandato i cronisti, per bloccare il processo Sme? «Non si è ancora presa una posizione», ha alzato le spalle il premier, precisando poi meglio: «Io non ho una posizione presa». Come dire che sta ancora valutando attentamente i pro e i contro di una legge blocca-condanna. «Penso», ha soggiunto, «che il processo di Milano dovrebbe acclarare in termini assoluti la mia estraneità a qualunque tipo di pressione indebita su chiunque. E quindi mi auguro ancora che questo chiarimento possa esserci all'interno del processo». Traduzione: se i magistrati insistono a volermi perseguire, laddove io mi attendo una medaglia per avere impedito la vendita della Sme, allora sarò costretto a fabbricarmi in Parlamento lo «scudo» dell'immunità; se invece il processo prenderà la piega che mi attendo, dichiarando la mia totale estraneità agli episodi di corruzione, allora il «lodo Maccanico» potrà finire senza rimpianti nel cassetto. Come pure i propositi di elezioni anticipate. A dire il vero, l'ipotesi di tornare anzitempo alle urne per ottenere dagli elettori una rivalsa sui giudici era stata affacciata una settimana fa a Venezia dal Cavaliere medesimo. Ma era stato tutto un equivoco, s'è premurato di precisare ieri Berlusconi: «Qualcuno mi aveva fatto una domanda sulle elezioni anticipate, però io non avevo sentito la parola "anticipate"». L'avesse udita, avrebbe risposto che «per noi è responsabilità assoluta quella di profittare di una maggioranza importante alla Camera e al Senato, per fare finalmente le riforme e ammodernare lo Stato». Il premier è andato oltre, sfoderando un gioco di parole: «E' irresponsabile pensare che da parte nostra non ci sia questo senso di responsabilità». Toni analoghi Berlusconi deve avere usato durante il suo faccia a faccia col Capo dello Stato (definito dal premier «un giro d'orizzonte»). Anche in questo caso, il senso è chiaro: se nessuno tenterà di farmi cadere per via giudiziaria, a mia volta resisterò alla tentazione di rovesciare il tavolo. Alle urne, comunque, già domenica prossima si recheranno dodici milioni di italiani, per le elezioni amministrative. Due settimane dopo molti voteranno in Friuli Venezia Giulia, dove è forte la presenza di agricoltori. Ecco dunque il premier battere sul tasto delle quote latte, e rivendicare la battaglia che il governo sta conducendo in sede europea. Berlusconi ne parla come di un «problema enorme ereditato senza nostra colpa, importiamo il 46 per cento del latte ma ne possiamo produrre solo il 54 per cento». Per questo il braccio di ferro in tutte le sedi comunitarie. Ciampi teme che ciò possa pregiudicare il successo del semestre italiano di presidenza italiana Ue? Nessun timore, sembra rassicurarlo il Cavaliere, in fondo l'Europa «è un'arena, un ring dove si confrontano gli interessi dei vari paesi». Descriverla come un coro angelico sarebbe soltanto «una visione retorica», insiste Berlusconi. Gli sarebbe piaciuto presentarsi agli elettori con un'economia più brillante, e invece «tutte le previsioni rimandano la ripresa all'anno prossimo». Il governo, inutile dirlo, non se ne sente responsabile: «Non si può avere sempre un aumento della crescita in presenza di fattori come l'11 settembre, l'Afghanistan, l'Iraq, l'euro, le Borse...». In fondo, si giustifica il premier, «l'Italia ha un andamento economico migliore di importanti paesi come la Francia e la Germania», dunque c'è chi sta peggio di noi, lamentarsi a che serve?

    Ugo Magri



    Io gli dedicherei il nome del ponte dello stretto di Messina :
    ponte Silvio !
    se l'è meritato E' un eroe !

 

 

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