Il candidato sindaco a Treviso di Forza Nuova
Celin: «Gli immigrati a casa loro»
Incentivare con alti stipendi l’arrivo di gente dal Sud per le fabbriche e i servizi
- Nel 2002 in corsa per la Provincia, quest'anno per il Comune: ormai è un abituè.
«Sinceramente, queste mi sembrano elezioni un po' fiacche. L'anno scorso c'era più vivacità, erano tutti più attivi. Non so se dipenda dal fatto che si dà per scontata la vittoria di Gobbo e Gentilini».
- E lei cosa pensa?
«In politica non bisogna mai dare nulla per scontato».
- Ma, lei che non è trevigiano, ha la sensazione che la città si stia davero preparando a consumare il ribaltone mandando al governo il centrosinistra?
«A dir la verità non mi immagino Treviso che indossa il vestito del centrosinistra. E comunque, se anche così fosse, credo che sarebbe una scelta passeggera. Poi tutto tornerebbe alla normalità».
- Cioè in mano alla Lega?
«Guardi. Qui la Lega, con Gentilini, ha amministrato bene. Ma nel frattempo la Lega è diventata a Roma partito di governo e ha perso la sua identità diventando ostaggio di socialisti e democristiani. Pensi alla legge Bossi-Fini sull'immigrazione: così come è uscita dal Parlamento è peggio della legge Turco-Napolitano».
- Intanto Maria Luisa Campagner che si sta accreditando come candidata moderata anche nei toni.
«Non esageriamo. Con certi soggetti politici che si porta dietro la Campagner, è come se Letizia Ortica di definisse moderata ospitando nella coalizione noi di Forza nuova »
- Che moderati sicuramente non siete.
«Siamo convinti delle nostre idee. Quello che dobbiamo dire lo diciamo senza far ricorso al politichese».
- Anche quello che dovete fare lo fate: spesso l'immagine di Forza nuova è associata alla violenza.
«Ha detto bene: immagine. Ma la verità è che noi ci limitiamo a farci rispettare e certamente non offriamo l'altra guancia se qualcuno ci schiaffeggia».
- E il blitz negli studi di "Telenuovo" contro Adel Smith?
«Ci siamo assunti la responsabilità subendo sei arresti e 21 denunce senza nasconderci dietro a un passamontagna. Diversamente da quanto altri hanno fatto a Genova mettendo a ferro e fuoco una città senza pagare conseguenze».
- Altra immagine che viene associata a Forza nuova è quella del razzismo.
«Noi siamo chiari: non vogliamo in Italia immigrazione extracomunitaria di nessun paese e colore. Se questo è razzismo allora siamo razzisti».
- A Treviso vivono 4 mila immigrati regolari. Non li vorrete rispedire tutti a casa?
«Certo. Dobbiamo aiutarli a casa loro e, qui, pensare ai pensionati che anche a Treviso vivono sotto la soglia di povertà ma hanno la dignità di non occupare il Duomo o case».
- Ma vi fanno così paura gli immigrati?
«No: non ci fanno paura. Semplicemente non vogliamo che prima o poi siano così tanti da imporci la loro cultura o la loro religione».
- Li si può integrare
«Via Anelli a Padova dimostra che l'integrazione è impossibile».
- Ma poi chi ci va a lavorare nelle nostre fabbriche?
«Ci sono italiani che farebbero anche i lavori più duri se non fossero sottopagati. E poi, in ogni caso, di fronte a un'eventuale emergenza ci sono tanti disoccupati del sud che potrebbero essere incentivati, con paghe adeguate, a trasferirsi qui. Comunque, se Treviso vuole che fra qualche anno a Ca' Sugana ci siano assessori marocchini o rumeni, non votino Forza nuova ».
- A proposito di voti, intanto a voi basta partecipare.
«Eh no: noi vogliamo vincere e quindi puntiamo al ballottaggio».
- E se non ci andate per chi vi schiererete?
«Ne parliamo dopo il 25 maggio. Magari saranno gli altri a chiederci i voti».
Giampiero De Diana




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