Roma, 21 mag 2003 - 139

Istat, sotto soglia povertà una famiglia su 4 a Sud


Una famiglia su quattro nel Mezzogiorno è sotto la soglia della povertà. Nel Nord lo sono 5 famiglie su 100, mentre nel Sud 24 su 100. E' la fotografia della povertà in Italia nel 2001 fatta dall'Istat nell'ultimo Rapporto annuale. Complessivamente, nel 2001 la percentuale di famiglie povere è pari al 12%, corrispondente a 2 milioni 663mila famiglie, per un totale di 7 milioni 828 mila individui. L'analisi della povertà in base al numero di occupati evidenzia distanze vertiginose: nel 2001 sono povere 33 fammiglie su 100 di quelle in cui nessun componente attivo risulta occupato, un valore quattro volte superiore a quello osservato tra le famiglie in piena occupazione, pari all'8,2%. La forte disuguaglianza tra Nord e Sud è dovuta "oltre ad una situazione economicamente più depressa di quest'ultima area, ad un insieme di fattori - spiega l'Istat - demografici e sociali". La diffusione della povertà è maggiore tra le famiglie di anziani, soli (13,5%) o in coppia (16,5%) e tra le famiglie numerose, in particolare quelle con tre o più figli (24,5%). Negli ultimi cinque anni (1997-2001), a fronte di una stabilità nella diffusione della povertà tra le famiglie presenti sul mercato del lavoro, le famiglie miste (sia con attivi occupati che in cerca di occupazione) sono quelle che hanno registrato un evidente aumento dell'incidenza della povertà, passata dal 17,5% del 1997 al 21,8% nel 2001. Un peggioramento che proviene soprattutto dal Centro. Anche tra le famiglie con tutti i componenti attivi senza occupazione, c'è un aumento dell'incidenza della povertà, seppur di lieve entità, determinato dal salto nel biennio 1999-2000 (dal 30,1% al 33%). Nel quinquennio, infine, la povertà tra le famiglie in piena occupazione si mantiene stabile a livello nazionale e si riscontra un peggioramento soltanto nelle regioni del Centro. (red)