A proposito dei pericoli della "Road Map"
di Stanley Zir e Phil Orenstein
L'America ed Israele stanno oggi affrontando la guerra più insidiosa mai perpetrata ai danni della libertà. Sfortunatamente, assecondando la "Road Map" - un piano di pace che fa concessioni ai terroristi, remunerando con negoziati i loro atti omicidi - l'attuale amministrazione degli Stati Uniti ha inghiottito l'esca, l'amo, la lenza e il galleggiante. Israele oggi è costretto a salire su questa barca, la cui destinazione è la sua distruzione. E' un po' come bere del tè in compagnia del Primo Ministro Tojo, subito dopo il suo attacco di Pearl Harbor.
In un discorso radiofonico del 15 marzo, il presidente Bush aveva detto che non avrebbe mai negoziato con i terroristi e con i loro sostenitori. Dovrà oggi decidere se continuare ad onorare questa politica perché, schierandosi nel blocco degli intermediari insieme a Francia, Germania, Russia e agli altri membri del Quartetto dei mediatori di pace del Medio Oriente, ha reso Israele un'eccezione a questa regola. Così facendo, convalidiamo la posizione delle Nazioni Unite, secondo la quale aggredire qualsiasi nazione che sostiene il terrorismo è un atto che può provocare la guerra.
Facciamola semplice. I dinamitardi suicidi hanno attaccato continuamente Israele rimanendo impuniti per tre anni, con il supporto totale di tutta la comunità palestinese. Questa è una popolazione che appoggia ed incoraggia gli attacchi terroristici verso Israele, e che non ha perso occasione per sostenere i nemici degli Stati Uniti.
Se fosse stata un'altra nazione e non Israele a subire questo genere di atrocità, gli esecutori sarebbero stati già spazzati via dalla faccia della terra. Immaginate per un momento che in America vi fossero continui attacchi dinamitardi suicidi provenienti dal Canada, dal Messico e/o da Cuba, e che quei paesi avessero sistemi governativi che oltraggiano i diritti umani con il pieno appoggio delle loro popolazioni. Pensate che un semplice cambiamento di regime _ che fra l'altro è stato appoggiato dalla popolazione irachena _ a questo punto funzionerebbe? Qui l'equazione cambia. Ci troviamo di fronte ad una situazione non molto diversa dal conflitto con il Giappone e la Germania nella Seconda Guerra Mondiale, dove solo dopo un confronto estremo con i governi totalitari e i loro popoli, e solo dopo una resa incondizionata, abbiamo finalmente avuto la garanzia di una pace duratura.
Per chiarire la vera natura della Road Map, supponiamo che gli Stati Uniti siano grandi quanto Israele. Immaginiamo che siano circondati dagli stessi nemici che abbiamo appena citato, che a questo punto sarebbero molto più grandi di loro. Per l'immensa grandezza degli oppositori americani che minacciano e sfidano di destabilizzare l'ordine internazionale, grideremmo al bluff o chiederemmo la resa? Oppure diremmo che è nell'interesse mondiale che gli Stati Uniti negozino una Road Map con questi tiranni che non hanno alcuna intenzione di mantenere le loro promesse? Benvenuta alla "mappa stradale della pace".
Signor Sharon, lei non dovrà mai incontrare il nuovo primo ministro palestinese Abu Mazen, in nessuna circostanza. Se lo farà, attiverà ufficialmente il processo che segnerà il destino di Israele. Così facendo, Israele si infilerà in un labirinto di inganni che non avrà via d'uscita.
Se il primo ministro si incontrerà con Abu Mazen, allora tutti i cittadini d'Israele dovranno protestare vivamente, affinché quest'incontro risulti nullo o invalido, perché sarà fatto in netto contrasto con i migliori interessi di Israele.
Perché? Perché, come nazione sarete i primi a mettere il sigillo di approvazione su questa nuova dottrina, che premia gli attacchi terroristici con negoziati e compromessi, e che conclude con dei criminali dei patti che non valgono nemmeno quanto la carta su cui sono scritti. Tutto ciò non farà che introdurre nella comunità internazionale un nuovo modello per le politiche di pacificazione. Nel momento in cui Sharon incontrerà Abu Mazen, Israele approverà un processo di negoziati simile all'insulsa garanzia per cui il diritto di autodifesa israeliana corrisponde al diritto dei terroristi di lanciare attacchi suicidi contro i cittadini israeliani. Questi attacchi terroristici non dovranno mai essere tollerati per nessuna ragione. Comunque, Israele, se parteciperai a questi negoziati perderai il diritto di dichiarare guerra quando i tuoi cittadini correranno qualche rischio. Avrai accettato la premessa che la popolazione palestinese potrà ottenere lo stato attraverso negoziati secondo il piano della Road Map, indipendentemente da tutto. Non appena questo accadrà, il terrorismo e l'auto-difesa contro il terrorismo diventeranno moralmente equivalenti.
Questa Road Map presenta Israele come uno dei due figli cattivi. Ben presto il presidente Bush disciplinerà entrambe le parti perché non vanno avanti nelle trattative. Israele, tu non sei un figlio cattivo! Sei una nazione continuamente attaccata da terroristi! Per questo la Road Map è così pericolosa.
Inoltre, nel giro di due anni aprirai la porta alla fondazione di una nazione palestinese che chiederà agli Stati Uniti di avere lo stesso trattamento e di poter armare il neonato stato allo scopo di auto-difendersi. Faremmo uscire di prigione un terrorista in America dopo due anni sulla parola, concedendogli il porto d'armi una volta liberato?
Infine, signor Sharon, avrà abbandonato l'unica strategia per la sicurezza della sua nazione e per la pace del mondo, approvando qualcosa che è veramente destinato al fallimento _ cioè la Road Map della pace. Di fronte alle nazioni tiranne che sostengono e sono il terreno d'induzione degli attacchi terroristici, la pace non è evitare il conflitto attraverso i negoziati, ma la vittoria incondizionata su ogni azione malvagia.
Per arrivare a un mondo privo di terrore, è tempo che Israele, gli Stati Uniti e i nostri mutui alleati si impegnino per una totale de-tirannia e per lo sradicamento delle nazioni infettate del Medio Oriente, attraverso una nuova mappa stradale che salvaguardi la sicurezza mondiale. La prima istanza deve essere una resa immediata, incondizionata del vasto conglomerato delle organizzazioni terroristiche alla nuova coalizione della sicurezza mondiale, condotta dagli Stati Uniti e da Israele. Fra queste organizzazioni terroristiche ci sono Hamas, Hezbollah, la Brigata dei Martiri di al-Aqsa, eccetera, ma anche l'OLP e l'Autorità Palestinese, che saranno sempre relegati allo stato permanente di criminali contro l'umanità. Avranno tre mesi per arrendersi, altrimenti saranno intraprese azioni adeguate.
In secondo luogo, dobbiamo esigere lo smantellamento immediato delle istituzioni e dei governi tirannici della Siria, dell'Arabia Saudita, dell'Egitto, della Giordania e del resto delle nazioni appartenenti alla Lega Araba, che hanno dato vita e hanno sostenuto queste organizzazioni terroristiche. I loro sforzi saranno monitorati dalla nuova coalizione per la sicurezza mondiale, e i loro progressi saranno valutati nel 2005. E' tempo che le nazioni democratiche si mettano sulla difensiva ed abbandonino la strategia della diplomazia della "porta di servizio".
Infine, se queste persone non accetteranno queste richieste, o se ci saranno altri attacchi terroristici contro Israele, allora Israele dovrà dichiarare guerra, per poter sopravvivere. E' evidente che Israele sta lottando contro la stessa radice maligna che l'America dovette affrontare ne lla guerra contro il Giappone e la Germania nella Seconda Guerra Mondiale. Questi stati sono stati civilizzati solo con la forza e dopo una sconfitta totale. Purtroppo anche loro adoravano e rispettavano soltanto quello che ritenevano più potente di loro e delle loro idee. Oggi, affinché la democrazia e la pace vincano appieno, è necessario che i tiranni del conglomerato offensivo del Medio Oriente vengano sconfitti totalmente, e solo allora i loro popoli capiranno di dover abbandonare le loro convinzioni errate. Soltanto questo renderà possibile un mondo nella libertà e nella sicurezza, libero dalla paura.
(Israel's daily newsmagazine, 18 Maggio 2003 - trad. www.ilvangelo.org)


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