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© Mimmo Rotella, Marilyn - A qualcuno piace caldo, décollage, 2000
La mostra
Informazioni utili
Due grandi artisti a confronto per la sesta edizione del Colore della Musica, il tradizionale appuntamento che mette in relazione l'arte e la musica. L'inedito duo di quest'anno vede protagonisti Mimmo Rotella, tra i maggiori protagonisti della scena internazionale, e il cantautore napoletano Edoardo Bennato noto per la sua vena provocatoria e ironica.
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Edoardo Bennato, Senza titolo, 1999
Il progetto - un vero e proprio evento multisensoriale e multidisciplinare - si sviluppa attraverso un percorso di 30 opere dove, accanto a Rotella, con i suoi celebri décollage, compare, nell'inconsueta veste di pittore, anche Bennato con una serie di tecniche miste che richiama i soggetti dei suoi album musicali. Sono opere di notevole significato in cui il cantautore napoletano dà vita ad un universo visivo caratterizzato da una vena sarcastica e paradossale.
Bennato utilizza la pittura come forma di sperimentazione espressiva contaminando stili e tecniche con lo scopo di creare una nuova forma di comunicazione per nulla rispettosa dei canoni estetici tradizionali. Come negli album, nei videoclip o nei film musicali, Bennato utilizza la pittura per superare la barriera dei rumori e dell'indifferenza. Non a caso, nel brano Che ci sei canta: "Se hai gli stessi miei sogni, se hai le stesse mie idee, devi urlare più forte per farmi capire che ci sei!…".
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© Mimmo Rotella, Le plus grand cirque du monde, décollage, 1964-2000
Se Bennato si esprime attraverso la pittura, Rotella contamina il suo lavoro pittorico con i poemi fonetici presentando una serie di documenti e registrazioni originali. I poemi fonetici, infatti, anticipano nel tempo i décollage e Rotella scrive nella sua autobiografia: "Ho sempre creduto a questa nuova forma d'arte musicale sin da quando composi i miei poemi fonetici nel 1949". Del resto, l'artista è sempre stato un cultore del jazz e del blues.
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Edoardo Bennato, La torre di Babele, litografia, 1976
Al concetto musicale è legato il Manifesto dell'Epistaltismo che, alla fine degli anni Quaranta, Rotella diffuse in copie ciclostilate. Il termine, inventato dall'artista, esprime la necessità di trovare una sintesi tra parola e musica. "Linguaggio epistaltico vuol dire inventare tutte le parole, svincolarle dal loro valore utilitario per farne dei razzi traccianti contro gli edifici decrepiti della sintassi e del vocabolario". E ancora: "La parola è soprattutto suono: va eliminato il muro divisorio tra la musica e la poesia che sono essenzialmente la stessa cosa".
La mostra, dunque, è l'occasione per rileggere in una chiave critica inedita il lavoro di un grande maestro come Rotella del quale, accanto all'esperienza musicale e a quella dei poemi fonetici, viene presentata una serie di décollage legati alla musica, al cinema e alla pubblicità.
Da: http://arte.tiscali.it/pittura/20030...labennato.html




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