Da Il Nuovo
Addio a Pintor, una vita per il Manifesto
E' scomparso a Roma a 78 anni. Deputato e giornalista, è stato tra le più grandi "penne" della sinistra.
ROMA - Il mondo dell'informazione e quello della politica sono in lutto. E' morto oggi a Roma Luigi Pintor; aveva 78 anni. Deputato, giornalista è stato tra i fondatori del quotidiano "Il Manifesto", era ammalato da tempo. "Di Pintor ricorderemo sempre la lucidità intellettuale, il rigore morale, la passione orgogliosa che ne hanno fatto un'ascoltata e autorevole coscienza critica", ha detto Piero Fassino, segretario dei Ds.
Ma è tutta la sinistra che piange un "vecchio compagno", o come ha ricordato Armando Cossutta "un combattente strenuo per la causa del socialismo, profondamente convinto delle sue idee e coerentemente fedele ad esse per tutta la sua vita".
Pintor nasce Roma il 18 settembre 1925. Dopo aver trascorso alcuni anni a Cagliari, si avvicina al movimento antifascista clandestino. Il fratello maggiore, Giaime Pintor, noto intellettuale entrato anche lui nella resistenza, muore nel dicembre 1943 ucciso da una mina. Luigi Pintor viene arrestato dalla banda Koch e condannato a morte. Si salva grazie all'arrivo a Roma delle truppe anglo-americane. Nel dopoguerra Pintor, che nel 1943 si era iscritto al Pci, entra all' Unità come redattore politico. Dell' Unità, Pintor diventerà condirettore dell'edizione romana. Nel partito, Pintor entra nel Comitato centrale e poi nell'Ufficio di segreteria. Nel 1968 entra in Parlamento come deputato del PCI. Nel frattempo, con Rossana Rossanda, Aldo Natoli, Lucio Magri e altri, dà vita all' "eretico" gruppo di sinistra interno del "Manifesto", riunito intorno all'omonima rivista, che sarà radiato dal partito nel novembre del 1969. Da quell' esperienza nascerà il quotidiano, di cui Pintor sarà direttore, e un piccolo partito politico, nelle cui liste Pintor si presenta nel 1972, senza essere eletto. Nel 1987 Pintor rientra in Parlamento come deputato della Sinistra indipendente. Nel 1990 Luigi Pintor pubblica il suo primo romanzo "Servabo", seguito poi da "La signora Kirchgessner", "Il nespolo" e "Politicamente scorretto", uscito nel 1998, che rappresenta la sua autobiografia.




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