…Totò Riina. Eccone alcuni stralci fondamentali:
“Le agenzie di stampa informano che lei è rimasto vittime di un infarto. Ma dicono anche che l’hanno sottoposta a un delicato intervento, dal quale si sta riprendendo bene, al punto da aver scambiato qualche parola con i suoi medici…Sappiamo bene quanto le pesa parlare. In dieci e più anni di carcere, pur avendo partecipato zelantemente a quasi tutte le udienze dei processi che la riguardano (ed erano davvero tanti) lei ha parlato davvero lo stretto necessario. Qualche nome, qualche segnale, qualche giudizio beffardo, niente di più….
Ma come le dicevamo all’inizio, la guerra è ormai finita. Se lo sono giocati, zù Totò. Qualche giorno fa, lei ha mostrato di sospettarlo apertamente, quando ha dichiarato che qualcuno, persino dentro Cosa nostra, lo aveva “tradito”. Con uno come lei – ci permetta anche questa precisazione – è bene misurare le parole. Non ce la sentiremmo mai di invitarla al pentimento… Ma vorrà convenire con noi che se non si decide una buona volta a svuotare il sacco dei suoi segreti, i suoi nemici – non tutti disinteressati, non tutti in buona fede, non tutti appartenenti solo alle file di Cosa nostra – avranno avuto buon gioco di lei. Racconti, allora.
Chiami un magistrato, chiami un poliziotto, chiami un notaio, un cappellano o il suo avvocato, chiami chi vuole ma consenta l’individuazione di quei mandanti esterni alle stragi che sin qui sono riusciti a farla franca. Tutti hanno capito che le stragi di Capaci e di via Amelio, e quelle di Firenze, Roma e Milano, non furono solo farina di Cosa nostra….Accenda i riflettori su quelle complicità con la politica e le istituzioni, senza le quali l’organizzazione che lei per tanti anni ha diretto non sarebbe stato altro che un fuscello esposto ai marosi della storia. Tantissimi collaboratori di giustizia hanno detto: questo poteva saperlo solo u zù Totò….Vedrà che se si deciderà ad aprire bocca le parole le verranno una dopo l’altra. E vedrà che dormirà meglio, e guarirà molto prima. Auguri, zù Totò”.
Questa lettera “ammiccante” che Saverio Lodato ha scritto a Totò Riina è apparsa, ripeto, qualche giorno fa su l’Unità.
E Fabrizio Cicchitto la riporta,commentandola, su Il Giornale di lunedì 26 maggio 2003.
saluti




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