«Le Monde»: imbarazzo lussemburghese per la visita di Berlusconi nel giorno del processo
di red.
Sabato 24 maggio Silvio Berlusconi, nella sua qualità di imputato nel processo per la vicenda Sme, avrebbe dovuto comparire davanti al tribunale di Milano per rispondere alle domande dei giudici. Ma i suoi avvocati hanno chiesto (e ottenuto) un rinvio perché il nostro, stavolta vestendo i panni di presidente del Consiglio, aveva un'importante impegno istituzionale. Richiesta accolta dal tribunale, che ha rinviato all'11 giugno l'udienza di Berlusconi.
Berlusconi è volato in Lussemburgo per una «importante visita di Stato» come hanno spiegato i suoi collaboratori, e come hanno anche ripetuto i suoi avvocati sabato mattina al tribunale di Milano.
Una visita lampo, praticamente un pranzo con il primo ministro del piccolo granducato, per discutere del prossimo semestre di presidenza italiana dell'Unione europea. Un viaggio singolare, organizzato secondo i suoi avvocati già dal mese di aprile, ma che avrebbe creato non pochi imbarazzi ai suoi interlocutori lussemburghesi. Lo sostiene l'agenzia di stampa France Presse che, in una notizia dal Granducato in cui mette in rilievo come il viaggio coincida con la sua convocazione al Tribunale milanese. Stando alla France Presse, una fonte diplomatica lussemburghese avrebbe confermato che il presidente del Consiglio italiano avrebbe «fatto conoscere il proprio desiderio di recarsi questo sabato in Lussemburgo soltanto all'inizio della settimana». Berlusconi, non più tardi di due giorni fa, aveva invece sostenuto che il viaggio era stato preparato da più di un mese. Una affermazione che aveva fatto anche giovedì durante il lungo monologo con Bruno Vespa a Porta a porta.
Dello sconcerto lussemburghese parla anche il quotidiano parigino Le Monde che dedica alla vicenda italiana un'intera pagina della sua edizione di sabato. Il giornale francese spiega che Berlusconi questo sabato 24 avrebbe dovuto comparire davanti ai giudici milanesi, ma ha preferito recarsi ad un pranzo «piuttosto improvvisato, a giudicare dal “leggero imbarazzo” (“léger embarras” scrive virgolettando Le Monde) delle autorità di questo Paese constatato dalla stampa».
Come previsto, Berlusconi ha anche approfittato del viaggio per rilasciare le solite dichiarazioni in libertà ai giornalisti che lo seguivano. Riferendosi all'udienza dell'11 giugno, quando renderà “dichiarazioni spontanee” in modo da non poter essere interrogato dalla Corte, il proprietario di Mediaset ha affermato che «non sono io a dover temere, ma altri»: L'11 giugno, giorno previsto per la prossima udienza del processo Sme stralciato, «ci sarà da divertirsi» ha spiegato, aggiungendo:. «Ma i cittadini devono sapere come si comporta una parte della magistratura: come si inventano i teoremi, come si nascondono le prove a favore e si creano prove false, utilizzando testimoni falsi. Ho già detto - ha continuato il premier - che questo è un cancro da estirpare e insisto: dobbiamo assolutamente intervenire, perché tutti devono sapere come la storia italiana sia stata cambiata dall'azione di questa parte della magistratura».
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