Sergio Cofferati ha dichiarato che non si recherà a votare il prossimo referendum sull'art.18
Siamo alle solite.
L'Italia paga un dazio culturale elevatissimo alla mancanza di una socialdemocrazia univoca ed unitaria che possa opporsi al centrodestra.
A mio avviso è qui il nocciolo fondamentale di tutta la partita politica ed economica che si gioca in Italia.
La mancanza di una socialdemocrazia riformista sulle proposte, ed intransigente e massimalista sui valori, su questa linea maginot, gli intellettuali e la classe dirigente della sinistra devono compiere lo sforzo maggiore per opporre alle politiche del Cavaliere una policy di governament che convinca gli Italiani, a scegliere eventualmente la coalizione di centrosinistra.
Ho sempre stimato Jospen, che dopo la sconfitta della sinistra francese, si è defilato facendosi signorilmente da parte ed uscendo dalla scena politica d'oltrealpi.
Cosa, che non è stata fatta dalla nomenclatura italiana del centrosinistra che è uscita sconfitta dal confronto elettorale con il centrodestra.
E' pur vero che la storica giornata del Palavobis ha dato il via alla nascita di interessanti movimenti della società civile, detti popolo dei girotondi, che nel bene e nel male costituiscono una novità rilevante all'interno del centrosisnistra stesso.
Ma ciò non basta, e non basta nemmeno individuare in Berlusconi un avversario politica anomalo per il famoso "conflitto d'interessi".
Il centrosinistra deve proporre strategie, modelli alternativi di sviluppo economico e sociale.
Su questo punto io sono ottimista perchè il Capitalismo è in crisi. Si tratta di una crisi del Capitalismo su scala globale, e di riflesso anche su scala nazionale.
Non credo che il paese possa sostenere una policy Neoteacheriana e culturalmente un Neomaccartismo in salsa paesana come quello del Polo, senza accusarne dei contraccolpi negativi sulla sua struttura economica e civile.
E' qui, e solo qui, sul piano dei contenuti che si gioca la partita del confronto democratico.
Liberismo capitalista del centrodestra o socialdemocrazia riformista e nello stesso tempo intransigente sulla visione progressista del socialismo di un nuovo centrosinistra?
Ecco, è su queste piattaforme programmatiche che gli Italiani dovranno riflettere e scegliere quindi quale forma culturale e politica dovrà guidare l'Italia.
sacher.tonino
Sergio Cofferati, il massimalista.
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Romano Prodi, il moderato riformista.


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