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    Predefinito Manifesto politico del Tradizionalismo di http://adsum.it

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    Manifesto politico del Tradizionalismo



    Fascicolo redatto a cura del Centro Tradizione e Comunità e di Azione Sociale – Modugno, Terra di Bari – www.adsum.it

    I - Il Tradizionalismo pone a suo fondamento la piena adesione di fede e di ragione, alla Verità cristiana, espressa dalla Rivelazione ed interpretata rettamente dal Magistero della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, Da essa il Tradizionalismo deduce i suoi principi e ad essa intende conformare la propria azione politica.

    II - Il Tradizionalismo concepisce il Cristianesimo come servizio a Dio, Uno e Trino, fonte di nobiltà spirituale, aristocrazia di valori della vita, bandiera di lotta eroica contro i materialismi di qualsiasi matrice e sfumatura.

    L'UOMO CONCRETO

    Alla base della concezione politica del Tradizionalismo vi è l'uomo, essere libero, fornito di intelletto e ragione, creato da Dio a Sua immagine e somiglianzà per glorificarLo sulla terra e per raggiungere la salvezza ultraterrena. Ma l'uomo non è "misura di tutte le cose", bensì "essere misurato", in quanto l'esercizio del suo libero arbitrio nell'operare il bene ed il male ha sempre come parametro risultano l'imperativo di Dio, creatore e legislatore dell'universo.

    II Tradizionalismo riconosce che:

    a) l'uomo soggiace ad una legge eterna, stabilita da Dio, ma ne è peraltro partecipe, essendo conforme a questa legge la sua più intima natura;
    b) tale legge é etica, quando regola l'atto umano in quanto nasce dall'uomo ed a questi torna coi suoi effetti; e giuridica in quanto regola l'azione umana che si immette nel contesto societario esplicandovi i propri effetti;
    c) il Diritto naturale esprime i valori costitutivi dell' immutabile essenzialità dell'uomo, che nella storia realizza la sua attualizzazione mercé il variare delle contingenze e delle situazioni;
    d) gli ordinamenti sociali devono pertanto conformarsi al diritto naturale ed alla dottrina sociale della Chiesa.

    V - Il Tradizionalismo respinge le concezioni laiche ed astratte dell'uomo quali sono state formulate, in particolare, dai movimenti liberali, marxisti e, in genere, totalitari, che sempre più stanno consolidando sistemi in cui la naturalità umana viene coartata da un'alienante artificialità, spacciata per naturale e liberatrice evoluzione del divenire storico.

    VI - II Tradizionalismo, al contrario, propugna fermamente la validità della visione concreta, personalistica ed organica dell'uomo e del suo "habitat" societario, tramite cui soltanto è possibile per l'uomo realizzarsi nella società, per la società, attraverso la società.
    Il Tradizionalismo combatte quindi l'appiattimento uniformizzante ed innaturale dell'individuo nel formalistico essere anonimo "cittadino" o membro di una mai ben precisata (né precisabile) "classe" socio-economica. Il Tradizionalismo conseguentemente: considera la concretezza dell'uomo risultante - oltre che dal suo specifico essere personale - dall'appartenenza 1) ad un determinato popolo, quale storicamente si è formato e sviluppato; 2) ai corpi sociali intermedi in cui i suoi interessi si incontrano con quelli analoghi di propri simili, formando una comunità fisica ed etica (famiglia, municipio, regione, categoria produttiva locale e nazionale, ecc..); ribadisce che gli interessi primari degli individui non sono fondamentalmente di carattere politico, bensì individuali e sociali, a causa del loro esistere in seno a situazioni ben definite e ad entità collettive altrettanto concrete.

    VIII - Il compito specifico dell'attività politica, pertanto, non consiste nel definire libertà aprioristiche ed astratte, ma nel rendere possibile a ciascuno l'esercizio della libertà in relazione alle sue vocazioni più alte, al suo destino trascendente ed alta specifica e particolare concretezza delle situazioni associative (ancorché non pervenute alla completezza del processo istituzionale) in cui trovasi calato. L'ordinamento dello Stato non può e non deve riprodurre gli errori e gli orrori degli Stati assolutistici, di marca liberale o marxista, di tipo centralistico. Lo Stato deve incentivare invece un giusto decentramento federale teso alla valorizzazione delle specificità -anche in senso legislativo- delle varie realtà locali che costituiscono la sua unità. In queste valorizzazioni e nel senso di continuità, idonea a vivificare la produttività del presente, ed a proiettarsi con esso verso il futuro, sta la Tradizione, storia viva, perpetuazione di valori eterni in quanto naturali, e non già sterile adorazione di morti residui del passato, Non vi è progresso vero senza Tradizione, e non vi è Tradizione autentica senza progresso.

    LE LIBERTÀ CONCRETE


    XI - Per questo le autentiche ed effettive libertà, ovvero le sfere di attività dì ogni uomo, si determinano sulla base delle situazioni concrete, ed ogni popolo si inquadra nei canoni legali e sociali prodotti dalle tradizioni particolari, Solo in tal modo si può evitare l'ingiustizia del trattamento eguale di realtà differenziate e non uniformabili.

    XII - La libertà non può esistere dove vengano violate le leggi di Dio, e dove - sulla base di astratte dichiarazioni di pretesi "diritti universali" - si impedisca all'uomo di realizzare quei diritti concreti che nascono da certe situazioni storiche, da istituzioni politiche, giuridiche, o semplicemente fattuali, oggettivamente esistenti e di cui egli è parte.

    LA SOCIETÀ E LO STATO

    XIII - II Tradizionalismo sottolinea la necessità di collocare al centro della considerazione politica quelle istituzioni sociali, dette anche "corpi intermedi", che si producono autonomamente in quanto centri di interessi e di vita comunitaria - in seno al tessuto connettivo della società, Intende cioè lottare per fare uscire lo Stato da tutti quegli spazi che ha abusivamente occupato grazie all'azione del totalitarismo, liberale e marxista.

    XIV - II Tradizionalismo non intende distruggere lo Stato, ma attribuirgli strettamente il suo, ed operare per la "ricostruzione” della società; per liberare la società da tutti i vincoli artificiosi che ne inibiscono il libero espandersi in sé e nei suoi corpi naturali, e lasciano la persona sola e disarmata di fronte allo strapotere dello Stato e delle istituzioni da esso dipendenti.

    XV - La società possiede già una propria vita rispetto allo Stato che, in sé, si pone naturalmente come istituto destinato a promuovere lo sviluppo pacifico ed armonico della vita sociale a garantire i diritti dei suoi partecipanti, a gestire gli affari di interesse nazionale ed a coordinare l'azione dei corpi sociali. Ma
    lo Stato non si deve confondere con la società.

    XVI - I corpi sociali devono poter regolamentare ed autogestire la propria vita, devono cioè essere riconosciuti quali comunità naturali dotate di poteri propri, e non delegati, garantite nella loro autonomia.

    XVII - Le competenze statali devono riguardare;

    a) le relazioni internazionali;
    b) le relazioni con la Chiesa;
    c) la politica economica e finanziaria, come alta direzione del l'economia nazionale in funzione dello sviluppo comune del paese, dei corpi sociali e delle persone;
    d) la politica tributaria generale per le spese di competenza dello Stato;
    e) la difesa nazionale esterna ed interna contro il colonialismo mondialista;
    d) la vigilanza sui mezzi di comunicazione sociale e la pianificazione generale della ricerca scientifica e tecnologica;
    g) l'attuazione delle opere pubbliche che eccedano - per il loro valore e la loro estensione - gli ambiti regionali ed i mezzi finanziari delle regioni e dei municipi;
    h) l'attuazione degli elementi fondamentali della politica sociale;
    i) il coordinamento degli interessi regionali e municipali con quelli nazionali;
    l) l'incremento, secondo il principio della sussidiacela, delle organizzazioni sociali intermedie.

    XVIII - II Tradizionalismo auspica che negli organismi dì governo si separino le funzioni tecniche ed amministrative da quelle di orientamento politico.

    XIX - II Tradizionalismo riconosce che la famiglia è il primario e basilare corpo sociale ed afferma per Io Stato l'obbligo di riconoscerne gli inalienabili diritti naturali,

    ECONOMIA E SOCIALITÀ
    XX - Una società strutturata su basi cristiane - quale la società auspicata dal Tradizionalismo - deve avere per obiettivo fondamentale la giustizia sociale e una ridistribuzione dei mezzi economici.

    XXI - II Tradizionalismo (conformemente alle encicliche sociali dei Pontefici Romani) respinge sia il capitalismo - fonte di sfruttamento economico ed espressione di una concezione anticristiana della vita - sia il comunismo - strumento di tirannide, di povertà economica, di miseria spirituale, mera sostituzione del capitalista-Stato al capitalista privato, Sottolinea, inoltre, nel capitalismo e nel comunismo la comunanza di matrice culturale (materialista), denuncia il primo quale battistrada storico-culturale del secondo, e per entrambi la riduzione dell'uomo ad indifferenziata unità produttiva.

    XXII - Il Tradizionalismo:

    a) aderisce senza riserve alla dottrina sociale cattolica, fondata sul diritto naturale;

    b) difende la proprietà privata di fronte alto Stato -"Grande Fratello" del comunismo, e la proprietà comunitaria di Ironie all'individualismo liberale.
    La proprietà, oltre che allo Stato ed agli individui, spetta pure -in quella variabilità di proporzioni necessitata dalle esigenze dei diversi momenti storici - ai corpi sociali come tali, cioè alle famiglie, ai municipi, alle regioni, ai gruppi professionali ed alle rimanenti società di base.

    XXIII - Il Tradizionalismo sottolinea l'esigenza di una politica agraria che favorisca la proprietà familiare ed incrementi l'iniziativa cooperativistica, mediante incentivi ed agevolazioni fiscali.

    XXIV - L'economia industriale e commerciale deve essere strutturata su coproprieta aziendali, con partecipazione negli utili per coloro che intervengono nel processo produttivo o nel ciclo commerciale. Una legislazione speciale deve favorire, nei modi opponimi, il formarsi di un azionariato popolare che - mirando al superamento della distinzione fra proprietà e lavoro, fra capitale e prestazione subalterna - realizzi l'inserimento dei lavoratori nelle società imprenditoriali,
    Tuttavia è sempre preferibile - al fine di ridurre sempre di più l'ambito dello sfruttamento capitalistico - che anche nel campo industriale e commerciale si incrementi e si favorisca il formarsi di cooperative di produzione e di distribuzione.

    XXV - L'economia privata deve essere posta al servizio del "bene comune" mediante piani di sviluppo a livello statale e regionale.

    XXVI - Costituendo le banche un servizio pubblico, il Tradizionalismo propugna l'esigenza di una riforma che sostituisca le banche private o statali con istituzioni bancarie gestite da municipi, regioni e categorie professionali,

    XXVII - Al lavoratore deve essere garantito un giusto salario minimo individuale, che è tale solo se gli consente di svolgere degnamente le sue funzioni sociali. In caso di matrimonio, sulla base del salario individuale deve stabilirsi un più ampio salario "familiare" che garantisca l' assolvimento dei nuovi contratti dal lavoratore, sempre liuto salve le partecipazioni agli utili aziendali,

    XXVIII - Fino a che l'azionariato popolare non abbia sostituito la differenziazione fra capitale e lavoro, i lavoratori devono poter partecipare organicamente - con modi da stabilirsi medianti leggi statali e regionali - alla gestione aziendale.

    XIX - Il Tradizionalismo fa proprie le istanze di partecipazione ai vari livelli della vita pubblica e associativa che oggi più che mai costituiscono un'esigenza indifferibile. Al fine di conferire a detta partecipazione effettività e sostanzialità, ribadisce l'ormai ampiamente riconosciuta insufficienza del suffragio di tipo democratico-borghese.
    La concretezza della partecipazione è data da un lato dal suffragio "per tutti", ma dall'altro lato dall'introduzione di opportuni sistemi di suffragio "organico" - all'interno dei corpi intermedi, come pure intersocietariamente - superando l'amorfa atomizzazione del voto.

    XXX - L'organicità della partecipazione, quindi, deve essere estesa adeguatamente dagli individui come tali, e come membri di corpi sociali intermedi, a questi corpi medesimi, affinchè tutta la struttura sociale sia articolata in modo da conferire ad ogni suo componente il ruolo dì parte costitutiva e attiva di un ordine; dì elemento armonizzato dì una gerarchia organica e funzionale.

    XXXI - L'autonomia decisionale dei singoli, come delle istituzioni sociali non può ledere quei valori fondamentali - individuali e societari - difesi dalla legge dì Dìo e dal diritto naturale.

    XXXII - L'azione politica delle formazioni tradizionaliste non può non orientarsi nel senso dì dare vita ad un movimento di "azione sociale", che cioè:

    a) tragga la sua connotazione "nazionale" dal non dipendere da centri di potere internazionale nella custodia attiva degli interessi del paese;

    b) concettualmente ed operativamente sia "sociale" in quanto gestore del patrimonio culturale e dei diritti concreti di quei ceti e di quelle popolazioni italiane che democratici e marxisti sottopongono ad una massiccia azione dì sfrutta mento economico e spirituale, che punta, fra l'altro, a far loro perdere il senso tangibile del proprio ruolo, della propria storica peculiarità proseguendo su quella strada antinazionale ed antisociale che seguì alla vittoria militare dei liberati
    ottocenteschi
    Il Tradizionalismo non dimentica che si è realmente popolari solo nella misura in cui si partecipa, con fazione e col pensiero, della natura e della vita dei propri popoli.

    XXXIII - II Tradizionalismo afferma che gran parte della barbarie della cosiddetta ''civilizzazione" moderna deriva da un progressivo disprezzo per ogni forma dì vita creato e, quindi, per lo stesso Creatore. Conseguentemente, giudicando l'aborto procurato come infanticidio volontario, condanna ogni forma di violenza gratuita contro ogni essere vivente di ogni regno del creato e si batte per la difesa ed il rispetto dell'ambiente.

    XXXIV - Il Tradizionalismo italiano evidenzia - in modo irrinunciabile - l'impossibilità di compiere alcuna riforma sociale o politica, senza aver prima preparato adeguatamente le coscienze determinando in loro solido rinnovamento,
    Il momento spirituale è propedeutico e preminente rispetto al momento politico operativo; le riforme durature e non fondate sulla sabbia, hanno a monte la riforma dello spirito.

    Testo redatto da Pino Tosca nel 1999
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    grazie per la pubblicazione.

 

 

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