Bolzaneto ovunque
Nella notte tra il 18 e il 19 maggio, al termine di un’iniziativa sull'antipsichiatria all'xm24 a Bologna, due ragazzi escono in motorino dal centro sociale... Dopo pochi metri uno di loro viene fermato da 3 agenti in borghese, che gli chiedono i documenti e dopo un controllo dichiarano che il motorino e' rubato, nonostante i numeri identificativi del telaio dimostrino il contrario.Gli agenti decidono di contestare il reato di ricettazione e di portarlo in questura.Non appena arrivata la volante, un energumeno in divisa comincia ad insultare, provocare e spintonare il ragazzo per farlo cadere. L'agente riesce a slogare la spalla del ragazzo, sbattendolo a terra a suon di percosse mentre continua ad insultarlo. Dopo averlo ammanettato gli mette le mani al collo, come per strangolarlo. Continua a riempirlo di calci e pugni tentando di farlo ricadere a terra, senza riuscirci. Arrivato in questura,lo sventurato viene fatto scendere sempre ammanettato. Viene ripetutamente percosso e di fronte alla rampa delle scale viene letteralmente gettato verso il corrimano. Rinchiuso in uno stanzino viene ancora picchiato da una decina di agenti in divisa e insultato per la sua identita' politica: "zecca, ti piscio in faccia, comunista di merda" , "sei peggio di un marocchino".Costretto a stare sdraiato poggiando tutto il peso del corpo sulle manette chiuse ai polsi, non appena tenta di attenuare la tortura alzando le gambe, viene pestato con la suola delle scarpe.
Arrivato l'istruttore (il piu' alto in grado in quel momento in questura), inizia l'interrogatorio. Finito l'interrogatorio arriva un altro agente, questa volta in borghese, che parlando al ragazzo dice: "chiama i tuoi amici antifascisti che io chiamo i miei amici e la regoliamo da qualche parte!".
Portato dentro una cella e’ costretto a subire le aggressioni verbali e le violenze psicologiche dei tutori dell’ordine per tutta la notte. La causa "scatenante" di quest'aggressione, come anticipato, era un ipotetico furto di motorino. Il proprietario del motorino, coinquilino del ragazzo, successivamente si e’ recato in questura a chiedere ragione del sequestro. Si e’ sentito rispondere che tutto era stato causato da un errore di battitura di un carabiniere, che nel ‘98 aveva redatto una denuncia!
Una tragedia che nel finale sfiora il ridicolo, eppure questo e' il trattamento che gli apparati repressivi della citta' usano abitualmente con i soggetti deboli, i meno garantiti, i portatori sani di conflitto. Tortura e la repressione nelle questure e nelle caserme non sono iniziate e non sono finite a Bolzaneto. Bolzaneto gia' c'era e c'e' ancora, nelle strade, nelle piazze, nei CPT e nelle carceri! Episodi come questo non possono rimanere nel silenzio e nell'indifferenza, perche’ accadono tutti i giorni, anche se purtroppo raramente conquistano gli “onori della cronaca”.
altri casi:
http://italy.indymedia.org/archives/...feature_id=391
http://italy.indymedia.org/archives/...feature_id=375
http://italy.indymedia.org/news/2003/05/291266.php
i propri diritti: http://italy.indymedia.org/news/2003/02/167422.php




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