Al grido di “Allah è grande”, un extracomunitario, probabilmente un nordafricano, ha massacrato un frate cappuccino a colpi di bottiglia, infierendo sull’uomo con calci e pugni anche quando era ormai a terra. Ora il frate di Sanremo, padre Riccardo, 76 anni, rischia di perdere l’uso di un occhio.
La brutale aggressione è stata compiuta ieri mattina, intorno alle 7, in un vicolo che da via Corradi porta in vicolo dei Cappuccini, dove si trova la chiesa di padre Riccardo. L’anziano frate era da solo. All’improvviso, mentre stava percorrendo il vicolo, si è trovato davanti un uomo, con una bottiglia in mano. Questi, dopo essersi fatto frettolosamente il segno della croce, quasi a voler schernire il frate, ha pronunciato la frase “Allah è grande”, l’omaggio più comune dei musulmani a Dio, e ha sferrato una bottigliata sulla testa di padre Riccardo. Una botta terribile, che ha provocato un profondo taglio sulla fronte e sopra l’occhio del religioso che, stordito, è crollato a terra in un lago di sangue. Il suo aggressore, però, non si è fermato. Dopo aver inferto almeno altre due bottigliate alla testa dell’anziano, l’extracomunitario ha cominciato a colpirlo con calci e pugni. Una volta soddisfatto, si è girato ed è scappato. Le grida del frate hanno richiamato l’attenzione di alcuni passanti, che sono intervenuti in suo soccorso. A loro, padre Riccardo è riuscito a dire solo che l’aggressore era un musulmano, sicuramente facendo riferimento alla frase “Allah è grande” - detta comunque in italiano - che ha preceduto il pestaggio. Quanto al segno della croce, è probabile , basandosi sull’impressione avuta dal frate, che sia stato fatto in segno di disprezzo.
Una volta soccorso, padre Riccardo è stato accompagnato verso la chiesa. Lungo i pochi metri di tragitto, però, è stato fermato un taxi di passaggio, al quale è stato affidato il religioso perché venisse trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Borea. Qui i medici si sono subito resi conto della gravità delle ferite subite dal frate, in particolare per il trauma all’occhio. Dopo averlo medicato, i sanitari del Borea ne hanno deciso il trasferimento al Santa Corona di Pietra Ligure, avvenuto in ambulanza. Al Santa Corona padre Riccardo è stato sottoposto ad alcuni accertamenti, in serata è rientrato all’ospedale di Sanremo, dove è tuttora ricoverato.
Le indagini sul brutale pestaggio sono affidate al commissariato di Sanremo: quando il frate è arrivato al pronto soccorso è stato subito avvertito il poliziotto del presidio interno al Borea. Per individuare l’aggressore, oltre alla testimonianza della vittima, potrebbero rivelarsi determinanti i filmati delle telecamere di videosorveglianza installate in via Corradi: sarebbero almeno due ad aver ripreso la scena.
Quanto accaduto ieri mattina ha profondamente sconvolto i residenti della zona e la stessa comunità dei frati cappuccini. «E’ stato un atto vergognoso - dicono dagli uffici che si affacciano su corso Inglesi, ieri pomeriggio la chiesa è rimasta chiusa - e chi lo ha commesso avrebbe potuto uccidere. Non riusciamo a capire come sia possibile, noi facciamo solo del bene».
I frati cappuccini di Sanremo, infatti, sono noti per la loro generosità e per essere sempre disponibili ad accogliere poveri e persone in difficoltà. Ora, uno di loro rischia di perdere un occhio per l’aggressione di un balordo:resta da capire se a spingerlo ad aggredire un anziano frate sia stato davvero il fanatismo religioso.
“Allah grande”, aggredito frate a Sanremo| Liguria | Imperia| Il SecoloXIX
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