"Ha attaccato il premier": Timperi sott'accusa
Il Giornale e la Padania accusano il conduttore della Rai di aver trasformato il premio Saint Vicent in un comizio anti-Berlusconi. Lui si difende: "Ho le prove che mentono".
ROMA - Diciamoci la verità: suona strano che Tiberio Timperi, amatissimo dalle suocere e dalle mamme, si sia spinto tanto in là, abbandonando i toni morbidi da pomeriggio tv per scegliere quelli duri della requisitoria politica. E per di più contro Berlusconi, al quale deve molto o almeno la popolarità televisiva, raggiunta facendo l’anchorman in Studio Aperto e nel Tg4 di Emilio Fede. Eppure due giornali, La Padania e Il Giornale, hanno scatenato addosso al popolare volto della Rai una mitragliata di critiche, fin quasi a dipingerlo come un novello Piero Ricca, il contestatore del Tribunale di Milano.
Ecco le accuse. Timberi viene messo all'indice per certe frasi pronunciate durante il premio Saint Vincent di martedì scorso, che andrà in onda lunedì sera su Raidue. Qui, secondo i due giornali, Timperi (che era il moderatore del dibattito) avrebbe ricordato i giorni difficili che sta vivendo la libertà di stampa, "assediata dal potere politico".
Alle orecchie di molti, l'affondo di Timperi è subito parso come un comizio contro il premier, una sorta di appello a "resistere, resistere, resistere" di borrelliana memoria. La Padania ha colto la palla al balzo per chiedere a Catteneo e Marano di non mandare in onda quello che il direttore Moncalvo ha bollato come il "processo a Berlusconi di Timperi".
Oggi è arrivata l'autodifesa di Timperi, che dice chiederà la rettifica ai direttori, nega si sia fatto un "processo a Berlusconi", piuttosto, spiega, si è parlato "del nostro mestiere". "Sono un conduttore del servizio pubblico e spero che la mia storia professionale sia di garanzia a tutte le parti politiche. In ogni caso c'é la registrazione".
(23 MAGGIO 2003, ORE 17.30)
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ovviamente La Padania parlo del giornale.
