Ieri sera, nel corso della trasmissione "L'Infedele", su "La 7", Giuliano Ferrara ha ammesso di aver preso, negli anni '80, soldi dalla Cia, per passare agli americani, dice lui, alcune "analisi" sulla situazione politica italiana.
Quindi, il tradimento di Ferrara, nei confronti della sinistra e del suo vecchio partito, il Pci, non fu fatto "a gratis", o per motivi puramente ideologici, culturali e morali. Il tradimento, per sua stessa ammissione, è stato prezzolato. E chissà quant'altri come lui, che nel corso degli anni hanno cambiato casacca, passando da sinistra a destra, hanno ricevuto soldi dai nuovi "tutori".
Insomma Ferrara, prima di essere iscritto nel libro paga di Berlusconi, è stato iscritto nel libro paga della Cia. E, poichè nel corso della stessa trasmissione ha voluto citare il Berlinguer che raccomandava di restare sotto l'ombrello della Nato, è proprio il caso di dire che lui ha interpretato la cosa mettendosi sotto alla cassaforte della Cia.




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