Iraq 2003, l’accordo segreto
| Martedì 10 Giugno 2003 - 18:08 | di Walid Rabbah |
Dal giornale Sawt al-Urouba, Libano
Traduzione di vo.it
Un giorno dopo l’inizio della guerra contro l’Iraq il Segretario Americano alla Difesa Donald Rumsfeld apparve sui teleschermi delle tv americane per dire qualcosa che la stampa interpretò come una specie di boutade propagandistica americana.
Si trattava in realtà di un`affermazione fondamentale per comprendere quanto sarebbe accaduto successivamente.Rumsfeld disse che c’erano stati contatti tra gli americani e i leader della Guardia Repubblicana in Iraq. Disse anche che i dettagli non potevano ancora essere resi noti, ma invitò gli ascoltatori ad aspettare gli sviluppi dei giorni seguenti.Tre giorni dopo i media americani mandarono in onda una audiocassetta nella quale si potevano sentire delle voci registrate che in arabo guidavano le forze americane su importanti obiettivi da bombardare. Le voci furono immediatamente tradotte nel quartier generale delle forze americane in modo da poterne seguire le indicazioni.Rumsfeld non stava parlando a vanvera. Vi erano infatti stati contatti con i leader della Guardia Repubblicana e i comandanti dei Fedayeen di Saddam, contatti avvenuti in totale segretezza e all’insaputa del leader iracheno e del figlio, responsabile, quest’ultimo, di una organizzazione militare che avrebbe potuto rendere la vita un inferno alle forze americane se avesse deciso di dar battaglia. I contatti divennero più intensi dopo che la Guardia Repubblicana ebbe ingaggiato la sua prima battaglia contro le forze americane nei dintorni di Baghdad, e dopo che gran parte del suoi mezzi erano stati distrutti. Gli americani si resero conto che stavano affrontando una forza con un alto grado di preparazione militare, una forza che era ben addestrata e che poteva infliggere terribili perdite alle forze americane quando avessero provato ad entrare a Baghdad.L’offerta fatta dal comando americano in Iraq alla Guardia Repubblicana e ai Fedayeen di Saddam fu generosa. L’offerta fu presentata al Segretario alla Difesa Rumsfeld che la approvò immediatamente. Essa comprendeva i seguenti punti:1. Per la non opposizione alle forze americane e la deposizione delle armi gli Stati Uniti avrebbero concesso quanto segue:
a. Il trasferimento dei gradi superiori della Guardia Repubblicana verso località sicure al di fuori dell’Iraq;
b. Il trasferimento dei comandanti di secondo grado della Guardia Repubblicana verso posti “liberati” sotto controllo delle forze anglo-americane all’interno dell’Iraq;
c. L’assegnazione ai gradi superiori della Guardia Repubblicana di ingenti somme di denaro, e di somme minori ai comandanti di secondo grado;
d. L’assegnazione ad alcuni leader dei gradi superiori della Guardia Repubblicana e a coloro che non avevano commesso “crimini di guerra” di incarichi ufficiali nell’Iraq “liberato” dopo la fine della guerra,
e. Su richiesta, l’assegnazione della cittadinanza americana e della residenza negli Stati Uniti ad alcuni dei comandanti di primo grado e alle loro famiglie;
f. L’istituzione di un equilibrio tra l’Opposizione Irachena, che avrà un ruolo limitato nell’amministrazione dell’Iraq, e i comandanti della Guardia Repubblicana che non hanno combattuto le forze americane.
2. A garanzia di quanto offerto (promesse di cui i comandanti della Guardia Repubblicana non si fidavano completamente), gli Stati Uniti scoprirono alcuni loro agenti infiltrati tra gli “scudi umani” i quali stavano guidando i militari americani sulle postazioni da bombardare e i luoghi dove ritenevano potessero trovarsi il presidente Saddam Hussein e la leadership irachena. Vi fu un breve incontro tra uno degli agenti impegnato come “scudo umano” e alcuni membri della Guardia Repubblicana durante il quale furono consegnati a questi ultimi documenti ufficiali indirizzati ai gradi superiori della Guardia Repubblicana. Questo rassicurò i comandanti della Guardia Repubblicana che le promesse fatte erano affidabili.
I documenti prevedevano che:
a. Dopo l’occupazione dell’Aeroporto Internazionale Saddam, componenti dei gradi superiori della Guardia Repubblicana avrebbero raggiunto l’aeroporto in modo da poter essere portati via. Se ciò fosse stato impossibile, sarebbe stato concordato un posto vicino a Baghdad dove far atterrare uno o due elicotteri Apache per portarli via.
b. Alcuni comandanti di secondo grado si sarebbero messi al sicuro all’interno del Palazzo Repubblicano adiacente all’aeroporto. A questo punto le forze americane avrebbero sparato alcuni colpi di artiglieria contro di esso per annunciare di averlo espugnato, provvedendo poi al trasferimento dei comandanti all’aeroporto.
c. Che fossero stati dati ordini ai comandati di secondo grado della Guardia Repubblicana affinché non resistessero e deponessero le armi, promettendo in cambio la loro salvezza e quella delle loro famiglie, nonché il trasferimento verso località sicure. A loro volta essi avrebbero dovuto ordinare ai ranghi inferiori sotto il loro comando di non opporre resistenza. I gradi superiori della Guardia Repubblicana usarono l’inganno per far si che i ranghi inferiori accettassero un tale ordine dicendo loro che la resistenza sarebbe stata portata avanti segretamente secondo un piano preparato dalla leadership irachena per protrarre la guerra e far cadere le forze americane nella trappola preparata per loro. Questo inganno è stato usato nei confronti dei comandanti dei ranghi inferiori della Guardia Repubblicana.
d. Che sarebbero state date somme di denaro in dollari come anticipo ai comandanti di primo e di secondo grado della guardia Repubblicana a garanzia dell’attuazione dell’accordo.
SCUDI UMANI
Fin dall’inizio, i dirigenti della Cia hanno seguito un piano per utilizzare il lavoro di agenti infiltrati come “scudi umani”. I dirigenti della Cia hanno usato gli attivisti pacifisti in America accortamente e sistematicamente. Essi inviarono tre gruppi di attivisti pacifisti nella regione e in particolare a Baghdad in base alla considerazione secondo la quale la capitale sarebbe stata il luogo dove si sarebbe combattuta la battaglia decisiva. L’inganno funzionò: i leader iracheni posizionarono diversi gruppi di scudi umani in luoghi importanti quali industrie e stabilimenti manifatturieri di grande importanza per la popolazione. Al loro interno erano stati ubicati magazzini di armi appartenenti alla Guardia Repubblicana, fatto questo ammesso apertamente. Ma all’interno, nascoste nel sottosuolo, erano state stoccate armi sufficienti a sostenere una guerra di resistenza per anni. Si trattava dunque di installazioni che erano apparentemente civili ma in realtà militari per il loro contenuto interno. Lo stesso fu fatto nei centri dove erano stati raccolti i missili da distruggere sotto il programma di supervisione dell’Onu: alcuni missili vennero stoccati in magazzini militari sotterranei.Decidendo di dislocare gli scudi umani in siti di vitale importanza, gli iracheni caddero nella trappola preparata per loro, in quanto gli scudi umani erano dotati di apparecchi di comunicazione sofisticati e di difficile individuazione e poterono comunicare con le forze americane durante i bombardamenti. In seguito risultò chiaro che questi apparecchi avevano avuto un ruolo importantissimo nell’indicare le posizioni di Saddam, dei suoi dirigenti e dei luoghi dove erano state stoccate le armi.
L`OCCUPAZIONE
DELL`AEROPORTO
L’occupazione dell’Aeroporto Internazionale Saddam costituÌ un punto di svolta in quanto permise alle forze americane di realizzare il loro intero piano cosÌ come era stato specificato nei documenti dati e come avevano promesso di fare. I comandanti della Guardia Repubblicana si sentirono rassicurati, in particolare quelli di primo grado: quanto promesso loro dalle forze americane era vero. I comandanti della Guardia Repubblicana fornirono quindi informazioni complete sulle diverse postazioni militari intorno e dentro l’aeroporto. Essi diedero anche informazioni complete sulle gallerie che si estendevano dal palazzo Repubblicano fin dentro l’aeroporto, gallerie costruite soprattutto affinché il presidente iracheno potesse usarle qualora si fosse trovato in pericolo. Le forze americane occuparono queste gallerie sconosciute a tutti tranne che ai gradi superiori della Guardia Repubblicana.Il secondo giorno dopo l’occupazione dell’aeroporto, Muhammad SaÌd as-Sahhaf assicurò al mondo che l’aeroporto internazionale Saddam Hussein era ancora nelle mani delle forze irachene. Egli rafforzava questa sua assicurazione con la promessa di una risposta [militare] “insolita e innovativa”, per dirla con le sue parole, quando i combattenti iracheni e la Guardia Repubblicana si sarebbero spostati attraverso le gallerie dal palazzo fino all’aeroporto in un attacco a sorpresa contro le forze americane che occupavano l’aeroporto. Mentre parlava egli non sapeva che le forze americane avevano localizzato quelle gallerie e che erano pronti ad affrontare il piccolo drappello di iracheni che vi era stato spedito sotto la guida di comandanti di terzo grado della Guardia Repubblicana, drappello che avrebbe trovato gli americani pronti ad accoglierli.Il tempo in quella difficile congiuntura era prezioso. Le forze americane videro che la strada per Baghdad era aperta, cosÌ eseguirono simultaneamente due operazioni essenziali.La prima operazione: portare i carri armati nelle vicinanze di Baghdad da dove farli poi penetrare nell’aerea dell’Hotel Palestine, con l’ordine tuttavia di non attraversare il ponte verso la riva opposta. L’operazione fu attuata quando gli americani furono sicuri che alla Guardia Repubblicana era stato impartito l’ordine di sparire secondo quanto previsto dal “piano segreto” della cui esistenza i comandanti di primo grado avevano già avvisato i loro ufficiali inferiori.La seconda operazione: preparare un aereo da trasporto militare con almeno 200 posti per trasferire i comandanti di primo grado della Guardia Repubblicana e alcuni membri di secondo grado verso località sicure.Gli ordini impartiti ai soldati americani che avanzavano per assicurare una testa di ponte al resto delle loro forze furono i seguenti:Primo: tentare di zittire e oscurare i media che stavano trasmettendo immagini dei luoghi dove stava avvenendo la penetrazione (è quanto accadde quando furono colpiti gli uffici di al-Jazeera e della stazione televisiva di Abu Dhabi) e di trasferire i giornalisti in un luogo dal quale essi non potessero muoversi se non per ordine delle forze della coalizione o, per essere precisi, dei Marines statunitensi.Secondo: tagliare le comunicazioni e l’elettricità della zona e tentare di colpire i piccoli generatori di elettricità dell’area in modo da bloccare una volta e per sempre ogni mezzo di trasmissione.Terzo: colpire le parabole satellitari sul tetto del Palestine Hotel. E’ qui che venne ucciso come un martire il giornalista di al-Jazeera Tariq Ayyoub.Quarto: affrontare la limitata resistenza nella zona del ponte con armi di piccolo calibro piuttosto che con un bombardamento di artiglieria; questo perché alcuni componenti di secondo grado della Guardia Repubblicana erano in ritardo nel raggiungere i punti di incontro stabiliti e avrebbero forse dovuto raggiungere le forze della coalizione attraversando il ponte Sanak.
IL VELIVOLO MILITARE
Molti comandanti di primo grado della Guardia Repubblicana già radunati all’Aeroporto Internazionale Saddam dovettero aspettare otto ore prima che il resto dei comandanti apparisse. Il comando americano si rese conto con stupore che i comandanti di primo grado delle forze della Guardia Repubblicana avevano portato con loro il comandante in capo dei Fedayeen di Saddam, un uomo che aveva preso ordini direttamente dal figlio di Saddam Hussein. Questo convinse le forze americane di aver messo fuori combattimento insieme alla Guardia Repubblicana anche i Fedayeen di Saddam. Il comandante informò gli americani di essere stato attratto dall’accordo raggiunto con la Guardia Repubblicana e chiese che gli fossero concesse le stesse condizioni garantite alla Guardia Repubblicana. Il consenso fu dato immediatamente.Il velivolo militare americano decollò dall’Aeroporto Internazionale Saddam alle 20:00 del terzo giorno di occupazione dell’aeroporto. Alcune fonti all’interno del comando americano sostengono che l’aereo si diresse direttamente negli Stati Uniti via Germania. Altri affermano che sia passato per il Kuwait. Ciò che è certo, tuttavia, è il fatto che il suo carico di comandanti è partito per gli Stati Uniti. Contemporaneamente due elicotteri portarono i comandanti di secondo grado della Guardia Repubblicana a Bassora dove li attendevano le forze britanniche.
IL DESTINO
DI SADDAM HUSSEIN
Alcune fonti politiche americane sostengono che i contatti segreti tra i comandanti della Guardia Repubblicana e gli americani ebbero luogo seguendo istruzioni americane fornite ai dirigenti della Guardia Repubblicana in modo da non essere scoperti. Per l’occasione fu usata la più moderna tecnologia; tra gli apparecchi utilizzati anche dei sottili ricevitori-trasmettitori consegnati ai comandanti della Guardia Repubblicana nel corso del loro primo incontro con gli Scudi Umani. Questo è il segreto di come essi siano riusciti a tenere all’oscuro Saddam Hussein sui loro contatti.L’ultimo compito dei comandanti della Guardia Repubblicana riuniti all’aeroporto fu quello di fornire l’importante informazione riguardante la localizzazione del presidente iracheno e della sua leadership in quello che sarà il loro ultimo incontro ad al-Mansour. Questa informazione permise alle forze americane di mirare al luogo dove si teneva l’incontro e di colpirlo con missili comandati a distanza. Molto probabilmente il presidente iracheno e la sua leadership, ivi compresi i suoi due figli, furono uccisi nel bombardamento. A parte Muhammad SaÌd as-Sahhaf, il ministro dell’informazione, di cui si sono perse le tracce, nessuno si salvò da quell’attacco. Soltanto lui tra i membri della leadership si trovava al di fuori di quell’area nel momento dell’attacco che ebbe luogo subito dopo che egli aveva emesso il comunicato stampa del giorno davanti all’Hotel Palestine.
LA FAMIGLIA
DI SADDAM
Le autorità americane tacciono rispetto alla sorte della famiglia di Saddam, in particolare delle donne e i bambini, benché essi sappiano dove si trovino e se siano vivi o morti. Secondo alcune informazioni essi si troverebbero in Siria. Altri sostengono che si siano nascosti a Tikrit. In realtà le forze americane hanno bombardato il luogo dove la famiglia si trovava riuscendo a sorprendere l’intera famiglia dopo che questa si era nascosta presso il fratellastro del presidente, Barzan at-Tikriti. Quando la sua casa vicino a Baghdad venne bombardata la famiglia fu eliminata.
CONSIDERAZIONI
CONCLUSIVE
Queste informazioni sono trapelate da fonti americane. Ciò nonostante esse dovrebbero essere vere al 75 per cento e oltre in quanto provengono da personale politico e non militare.Resta ancora una domanda:Che fine hanno fatto le montagne di armi?
Dove sono finite quelle forze che si sono “fuse” tra l’arrabbiata popolazione irachena?I Marines hanno scoperto enormi magazzini di armi che potevano essere usate dalla Guardia Repubblicana -anche se in realtà non lo furono armi pesanti, armi leggere in una gigantesca stanza-magazzino a Baghdad.
Le forze americane non ne parlano a dimostrazione della veridicit· di quanto abbiamo detto.Resta tuttavia aperta una questione fondamentale. Il fatto di non aver trovato i corpi di Saddam, dei suoi dirigenti e dei suoi due figli, resta fonte di imbarazzo. Le prossime settimane ci porteranno sicuramente maggiori informazioni.
Rinascita




Rispondi Citando
