Sharon: "Questa terra va spartita"
Il governo israeliano approva, a maggioranza, la road map, con alcune riserve. Per il premier si deve arrivare alla creazione di uno Stato palestinese. In vista un vertice a tre con Bush e Abu Mazen
GERUSALEMME – Via libera, con riserve, alla Mappa della pace che traccia un percorso verso la formazione di uno stato palestinese nei Territori occupati, in cambio dello stop al terrorismo e alla violenza. Con una decisione senza precedenti, il governo israeliano di Ariel Sharon ha approvato la road map elaborata dal Quartetto (Ue, Usa, Russia e Onu), anche se accompagnata da alcune riserve, che non convincono l’Autorità nazionale palestinese.
Si delinea già, per i prossimi mesi, un vertice a tre fra il presidente degli Stati Uniti, Bush, il premier israeliano e il nuovo primo ministro dell'Anp Abu Mazen.
Sharon sembra convinto che la road map sia veramente l'unica strada da seguire per trovare una soluzione al problema mediorientale: “Sono giunto alla convinzione – ha dichiarato il premier israeliano al quotidiano Yediot Ahronot – che è necessario tagliare. Dobbiamo dire sì agli Stati Uniti e spartire questo lembo di terra con i palestinesi”.
Il sì di oggi “non è sufficiente”, ha detto Nabil Abou Rudeina, consigliere del presidente palestinese Yasser Arafat. “Noi vogliamo che approvino l'itinerario alla lettera, senza condizioni, come hanno fatto i palestinesi”.
Il premier ha convinto il governo ad approvare il Tracciato di pace, anche se diversi ministri avevano annunciato battaglia; tra questi l'ex premier Benyamin Netanyahu (oggi titolare delle Finanze), che resta contrario alla costituzione di uno Stato palestinese indipendente accanto a Israele e si è astenuto.
Alla fine, però, la maggioranza del Consiglio ha seguito Sharon. Hanno votato a favore 12 ministri, sette si sono schierati contro e altri quattro si sono astenuti. Con il voto di oggi, per la prima volta Israele dà il suo assenso alla costituzione di uno stato palestinese nei Territori occupati nel conflitto del 1967.
L'approvazione è però accompagnata da una serie di riserve e, come ha precisato il premier, dipende anche dall'assicurazione che gli Usa "terranno conto pienamente e seriamente" di 14 osservazioni già rese note in precedenza. Il governo israeliano inoltre ha respinto a maggioranza schiacciante “il diritto al ritorno" dei circa 3,7 milioni di rifugiati palestinesi.
Anche il ministro della giustizia Tommy Lapid, leader del partito Shinui (centro liberale), ha contribuito all'approvazione della road map, il “minore dei mali”, per prevenire “una catastrofe politica ed economica” per Israele nel caso di un voto contrario. “Nel momento in cui mi sono reso conto – ha aggiunto Sharon nell'intervista – di quanto sarebbe grave il danno per Israele se gli Stati Uniti giungessero alla conclusione che siamo rimasti l'unico impedimento per la realizzazione dei progetti del presidente George Bush, ho deciso che dobbiamo informarli che accettiamo le misure per la realizzazione del Tracciato”.
L'Amministrazione Usa ha iniziato a preparare il possibile vertice a tre fra Bush, Sharon e Abu Mazen. Secondo l'agenzia americana Ap, diversi responsabili per l'organizzazione dei viaggi presidenziali hanno lasciato Washington alla volta di Sharm el-Sheik, in Egitto, dove potrebbe svolgersi l'incontro, dopo il vertice del G8 in calendario dall'1 al 3 giugno a Evian, sulle Alpi francesi. Una squadra di esperti ha lasciato inoltre la capitale Usa alla volta della Giordania, dove Bush potrebbe fare tappa.
C'è qualcuno che sta pregando perché l'accordo si realizzi. “Voglia il Signore – ha implorato il Papa sa piazza San Pietro – che, nonostante la feroce violenza che continua a imperversare e che offende Dio e l'uomo, si rafforzi la ricerca di soluzioni eque, negoziate, per assicurare ad ogni popolo la serenità e la pace”.
(25 MAGGIO 2003; ORE 110, aggiornato alle 20:20)
http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0...179953,00.html




0, aggiornato alle 20:20)
Rispondi Citando
