Quella che segue é la storia vera di alcuni fatti sinora rimasti oscuri e che getta una nuova luce sull’affare Telekom Serbia. Per capire lo svolgimento di questo complicato affaire internazionale occorre partire dall’inizio: lo scoop di Repubblica che per prima denunciò lo scandalo. Che Prodi sia il procacciatore d'affari di De Benedetti é cosa universalmente riconosciuta. E allora, come si spiega questo attacco? Noi siamo in grado di sollevare il velo su questo aspetto rimasto sinora avvolto nel mistero.
Ecco come sono andate le cose. Prodi era da tempo indagato, partendo da un fascicolo “contro ignoti” come si usa fare in questi casi, con intercettazioni d'uso comprese. Gli inquirenti sussultarono quando ebbero tra la mani questa conversazione telefonica tra Romano Prodi ed Ezio Mauro:
P: mo senti Ezio, qui é ora di finiamola! Dovete darci addosso, capito!
M: scusa Romano, ma non capisco il perché... insomma la ragione...
P: ho parlato con Carlo (De Benedetti) e anche lui é d’accordo... basta con Berlusconi dateci addosso e basta! Chiaro?
M: va bene, se lo dite voi. Non capisco ma mi adeguo. Domani parte la campagna stampa...
Il giorno dopo Repubblica partiva con la famosa inchiesta che portava alla ribalta internazionale l’affare Telekom Serbia. La reazione di Prodi é testimoniata da quest’altra intercettazione:
P: Ezio, mo sei proprio un imbezél! Sorbole mi hai dato un attacco che mi ha rotto i maroni! Mo perché???!!!
M: Scusa Romano, ma mi hai detto tu “basta con Berlusconi, dateci addosso...” e io ho fatto come mi chiedevi.
P: Mo cosa hai capito, imbezél? Io ho detto “dateci addosso...” ma dateci addosso a lui, a Berlusconi, sorbole!
M: Scusa Romano se te lo faccio notare, ma tu e Di Pietro non potreste parlare in italiano? Sembrate due albanesi.
P: Sei te che sei un sfighé. E adesso come facciamo?
M: Speriamo che Berlusconi faccia una delle sue uscite così si può distrarre i lettori. Se ad esempio dicesse che i giudici sembrano mezzi matti é solo perché li conosciamo a metà o qualcosa di simile.... lascia fare a me...
P: Va bene. E adesso, dateci addosso... mo a lui, a Berlusconi... come te lo devo dire...?!
Queste intercettazioni sono autentiche e registrate su Cd fragilissimi, tovaglioli di carta e con la testimonianza di una nobildonna bancarottiera, testimone di tanti fatti oscuri dei grandi protagonisti della politica che ha firmato i verbali davanti alla finanza chedendo “Dove sono i soldi? Poi mi direte di che si tratta, vero...?”
Questo getta una luce completamente diversa su trentamila copia-incolla di Brunik, che da sei mesi non ha un rapporto completo con sua moglie, tutto dedito a questa opera monumentale tesa a dimostrare che Repubblica attaccò Prodi perché é un giornale assolutamente indipendente. Affermazione questa che persino Travaglio e Gomez all’unisono hanno commentato eloquentemente con un “Ma é scemo? Questa non la bevono nemmeno alla Bolognina...!”
Brunik ha riunito i suoi fedelissimi in una drammatica e affollatissima riunione segreta sulla sua Skoda “a diesel” tra i quali spiccavano MrBojangles, Curioso, Antonio, Oliviero, Yurj. Osservatori esterni (nel senso che non trovando posto all’interno stavano aggrappati alle portiere) i due rappresentanti dei pensionati comunisti: il capo mandamento del Testaccio Dario ed il rappresentante dei pastori piromani di Sardegna Cciappas (con delega per la regione Toscana e Isola d'Elba). Quando Brunik, passando in rassegna i suoi fidi ha gridato “Come disse Togliatti, ridurrò questo forum CdL sordo e grigio in bivacco per i miei manipoli. All’attacco miei Prodi! Voglio vedere Pieffebi piangere come un bambino e Mustang fuggire al galoppo come Furia cavallo del west!”. I più entusiasti erano Dario e Cciappas che hanno salutato Brunik con un garrulo “Evviva!” gettando per aria le dentiere in segno di giubilo. La riunione si é sciolta senza incidenti, guardata a distanza dalle forze dell’ordine. Pieffebi, avvertito della cosa si é chiuso ostinatamente nello sgabuzzino delle scope da cui, pare, per non intende uscire. Ha comunque dichiarato al telefonino “L’amministrazione di Pol non lo permetterà mai. Dovranno passare sul corpo di Alessandra, per farlo...” affermazione che ha provocato la risentita (e incazzatissima) risposta di un addetto ai lavori non identificato “Non se ne parla nemmeno, mi girano le biglie solo a pensarci. Passeranno su di te altrimenti ti scompongo le ossa al punto che nell'ospedale dove lavori ci vorrà qualche ora e buoni chirurghi per rimetterle assieme...!”.
Va bene ha concluso flemmaticamente come é nel suo stile Pieffebi che intende parare l’offensiva, per ora, con una post di lunghezza terrificante da Guinness dei primati sulla storia dei crimini komunisti, tanto per guadagnare tempo.
Questi i fatti separati dalle opinioni, come é nello stile inconfondibile del vostro inviato specialissimo, generoso, antimagnetico, gettonatissimo, solidale, sensuale, garrulo, charterizzato, berlusconiano della prima ora, in arte Lupo Solitario.
So long.
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