Berlusconi torna all'attacco della sinistra "mai cambiata e pronta a trasformare il paese in una piazza urlante", anche servendosi "dei suoi tg, pagati da tutti noi". Trattamento diverso, protesta il premier, nei suoi riguardi: "Se io vado a parlare in una tv e' uno scandalo, se vado in una seconda televisione divento un dittatore, in una terza siamo al regime e in una quarta ad un atto delinquenziale.
Milano, 27-09-2009
Niente a che vedere con la fredda e guardinga accoglienza riservata ieri al co-fondatore del Pdl Gianfranco Fini: Silvio Berlusconi arriva alla festa e il popolo del Pdl va in delirio. "Siamo gli unici che possono governare il Paese" e "staremo qui per sempre", e' la promessa di quasi immortalita' del leader, che torna all'attacco della sinistra "mai cambiata e pronta a trasformare il paese in una piazza urlante", anche servendosi "dei suoi tg, pagati da tutti noi". Trattamento diverso, protesta il premier, nei suoi riguardi: "Se io vado a parlare in una tv e' uno scandalo, se vado in una seconda televisione divento un dittatore, in una terza siamo al regime e in una quarta ad un atto delinquenziale. Mentre Obama ha spiegato in cinque diverse tv la sua riforma sanitaria ed ha fatto bene, perche' i leader devono poter prima di tutto informare i cittadini".
Un'ora e mezzo di comizio
Il Cavaliere si prende percio' oggi la sua rivincita: un'ora e mezzo di comizio per spiegare con "profondo orgoglio" le cose fatte dal governo, esibire i risultati della trasferta americana all'Onu e al G20 appena conclusa, elogiare Obama ("grande persona, uno molto bravo") magnificando i "rapporti facili" con la nuova amministrazione americana. Corposo il capitolo dedicato al Pdl ed ai rapporti con gli alleati, Umberto Bossi in testa. "Con la Lega abbiamo un'amicizia, un affetto e una maggioranza che nessuno riuscira' mai ad allentare", mette in chiaro Berlusconi. "Abbiamo lavorato bene e resteremo nei prossimi quattro anni", prova a seppellire ogni velleita' di governi istituzionali. "Siamo noi il Pdl, il popolo piu' forte, l'unico che puo' governare il paese, l'unica formazione vincente", galvanizza la platea. E poi sparge miele: "Con Fini non c'e' mai stato nessun litigio, solo un confronto di posizioni. E' naturale averne di diverse, sono una ricchezza. Si discute, ci si confronta. Ma poi si vota e quel voto deve essere rispettato da tutti, anche se sui temi etici sara' lasciata liberta' di coscienza". Si vota, mette in chiaro il premier. Sapendo bene di avere in mano il pacchetto azionario di maggioranza del Pdl (come fa notare salutando Italo Bocchino "minoranza nel partito", rimarca il Cavaliere sorridendo all'autore della lettera dei 50 finiani).
Gli immigrati
Sulla cittadinanza in tempi brevi agli immigrati - che il Presidente della Camera ha rilanciato proprio ieri da qui gelidamente accolto - Berlusconi non si pronuncia. E' chiaro pero' come la pensi quando afferma: "La sinistra vuole spalancare le frontiere a tutti, ma non lo fa per spirito caritatevole, lo fa perche' ha una strategia: dare il voto a tutti sperando che la votino. Ma non riusciranno a cambiare la maggioranza dei moderati". Nessuno poi pensi di rubare al Pdl il copyright del "popolo dei moderati, che mette insieme gli uomini di buon senso e di buona volonta' che credono nella religione della liberta"'.
La sinistra
Un popolo "e non un partito", sembra dire Berlusconi ancora a Fini, che chiede di dare spazio alle fondazioni denunciando l'inadeguatezza dei partiti. L'affondo piu' forte, ancora una volta, e' rivolto pero' alla sinistra "fuori dalla storia": "Non sono cambiati, ascoltateli parlare, guardate i loro tg pagati da tutti noi, leggete i loro giornali e le loro dichiarazioni: non credono piu' a niente e vorrebbero trasformare il paese in una piazza urlante che condanna". La sinistra che "ha tifato per la crisi, mentre non dobbiamo averne piu' paura". La sinistra "che brucia la bandiera americana e quella di Israele e dice 'meno sei' dopo la morte dei nostri soldati in Afghanistan: vergogna, vergogna, vergogna!". La sinistra che fa "primarie simulacro della democrazia, in cui tutto e' gia' deciso prima". A questa sinistra il premier fa sapere che ne' otterra' "lo stato di polizia tributaria che voleva Visco", ne' tornera' alla guida del Paese. "Saremo qui per sempre", e' la promessa del premier al Pdl.
Rainews24.it




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ostridicolo:

