23/05/2003
La Cia contro il Pentagono: prove erronee sul pericolo Iraq
L'intelligence Usa apre un'inchiesta per capire perché prima della guerra sia stata "gonfiata" la minaccia irachena. Il decano dei senatori accusa Bush: un castello di carte per giustificare l'intervento.
Lacerata dalla crisi irachena, l’Onu ritrova oggi l’unità. Francia, Gremania e Russia, i paesi del “fronte del rifuuto”, voteranno la risoluzione sulla gestione del dopoguerra presentata da Usa, Gran Bretagna e Spagna.
Beffarda coincidenza, proprio in questi giorni la Cia apre un fascicolo che punta il dito esattamente contro quelle tesi che gli Stati Uniti hanno ribadito di fronte al Consiglio di Sicurezza. I punti su cui l’amministrazione Bush si è giocata tutto, a costo di una rottura diplomatica profonda, pur di dare giustificazione all’intervento armato: le armi di distruzione di massa e i legami tra il deposto regime di Saddam e l’organizzazione terroristica di Bin-Laden, al-Qaeda.
L’imbarazzante indagine della Cia vuol far luce proprio sugli “erronei” documenti che circolavano negli ambienti governativi prima della guerra e che asserivano l’esistenza di rapporti tra Iraq e al.Qaeda e la pericolosità dell’arsenale del raìs.A occuparsene sarà una squadra di agenti ora in pensione, richiamati dal direttore Gorge J. Tenet.
Il caso vuole che la proposta di costituire un gruppo del genere porti la firma di Donald H. Rumsfeld. Il capo del Pentagono ne chiese la costituzione nell’ottobre scorso, per suffragare gli argomenti addotti dalla casa Bianca in favore della guerra. Ma il “giochetto” gli si è rivolto contro ed è diventato causa di asprezze tra il Pentagono e la Cia. Ora, infatti, non è difficile sentire diversi uomini dei servizi lamentarsi di aver subito pressioni da funzionari del Pentagono e dell’Amministrazione che chiedevano rapporti favorevoli alla causa della guerra. Qualcuno evidentemente si è anche preso una vendetta .Proprio dall’ambiente degli agenti Cia, in funzione o pensionati, è venuta fuori la notizia dell’esistenza del fascicolo che ora rischia di mettere in grave imbarazzo il Pentagono.
A oltre un mese dalla conclusione della guerra, nei giorni in cui gli Usa scoprono che il conflitto non ha ridotto la minaccia terroristica, il mancato ritrovamento delle armi di distruzione di massa diventa un argomento spinoso per l’Amministrazione Bush. Ieri il senatore democratico Robert Byrd, il più anziano dei senatori, ha accusato il presidente di aver costruito un “castello di carte” per convincere gli americani della necessità del conflitto.




Rispondi Citando