sempre se lo aveva...
Immunità al via, ma le indagini non si bloccano
Il Polo presenta il lodo Maccanico. Sospesi i processi fino a fine mandato. Ulivo in trincea. Castelli rilancia: "Tutelerei anche i parlamentari...".
ROMA - Il fatidico Lodo Maccanico si farà. La maggioranza ha infatti presentato oggi in aula al Senato un emendamento che ne recepisce spirito e lettera. In pratica il congelamento dei processi per le più alte cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, del Consiglio, della Camera, del Senato e della Consulta) va ad incardinarsi nel disegno di legge attuativo della riforma dell’articolo 68 della Costituzione. E questo consente alla Casa delle libertà di accelerare di molto i tempi di approvazione parlamentare del provvedimento.
Ora infatti il testo in cui viene inserito l’emendamento andrà per un breve esame supplementare in Commissione Giustizia di Palazzo Madama, per poi ritornare in assemblea già martedì prossimo, ed essere quindi votato in tempi relativamente rapidi. Anche perché è già stato programmato il secondo e definitivo passaggio a Montecitorio fra il 16 e il 21 giugno prossimi. Stamani comunque il Senato ha intanto respinto due eccezioni preliminari di costituzionalità presentate dal centrosinistra.
Per quello che riguarda il merito della proposta il sottosegretario alla giustizia Michele Vietti precisa che ''non si parlerà di coimputati ma neppure si parlerà per la verità di immunità. Visto che quest’ultima può essere garantita soltanto verso una modifica costituzionale. Molto più semplicemente la maggioranza vuole ottenere una sospensione processuale nei confronti delle alte cariche dello Stato, niente di più''. Comunque, sul presunto intervento del Quirinale affinchè con i processi non si blocchino anche le indagini, il sottosegretario sottolinea che ''il Capo dello Stato come sempre è assolutamente rispettoso delle iniziative e delle competenze del Parlamento. Ma anche che “è stata la maggioranza stessa che ha progressivamente affinato il testo dell' emendamento fino ad arrivare alla versione finale''. E difatti l’emendamento depositato congela i processi già giunti alla fase dibattimentale, ma non le indagini. Proprio come si dice abbia preteso Carlo Azeglio Ciampi.
Ma va detto anche che l’ipotesi di estendere questa sorta di moratoria ai parlamentari non è ancora del tutto tramontata. Lo fa capire in modo esplicito il Guardasigilli Roberto Castelli. “Per applicare lo scudo sospendi-processi anche ai parlamentari e ai ministri. - il ministro della Giustizia - la via maestra resta quella di un disegno di legge costituzionale. Ma se qualcuno proponesse un emendamento in aula al Lodo Maccanico per estenderlo ai parlamentari io ci penserei. Perché i legislatori devono poter lavorare senza la minaccia dell'autorità giudiziaria''.
Ma il decisionismo del centrodestra su questo argomento non piace affatto alla gran parte dell’opposizione. Anche se nell’Ulivo c’è chi si dissocia dall’oltranzismo. L’iter accelerato e ordinario viene contestato innanzitutto da Francesco Rutelli. E’ lui infatti a confermare che la Margherita non è disponibile a nessun compromesso sulla questione. E sempre lui oggi, prima ha chiesto al ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi se il governo accetta l'idea di affrontare il cosiddetto Lodo Maccanico attraverso una legge costituzionale, ottenendo una risposta negativa; e subito dopo ha ribadito che ci sono ''insormontabili ragioni giuridiche e di contesto politico'' che impediscono un dialogo con la maggioranza sul tema della sospensione dei processi per le alte cariche dello Stato.
''Quando l'on. Maccanico annunciò a Montecitorio la propria iniziativa mentre si discuteva la Cirami - ha spiegato poi il leader della Margherita - io fui favorevole, perché appariva utile ad evitare i maggiori danni per le istituzioni. Il rifiuto della maggioranza allora, e la riproposizione oggi di una forzatura inaccettabile attraverso un emendamento alla legge Boato dimostrano che il governo e la maggioranza marciano con scarponi chiodati sulla Costituzione''.
La Margherita dunque punta i piedi. Tanto è vero che il suo capogruppo al Senato Willer Bordon conferma “un no senza sfumature ad un salvacondotto per Berlusconi e Previti”; e aggiunge polemicamente che “il Senato che non é riuscito ad approvare l'indultino chiesto dal Papa, sta per approvare un indultone per Berlusconi''.
I Ds sembrerebbero invece più possibilisti. Ma anche qui il condizionale è d’obbligo, perché la presunta apertura di ieri esibita da Massimo D’Alema non solo ha fatto immediatamente mugugnare buona parte della stessa Quercia, ma soprattutto si è limitata ad avallare una versione del Lodo Maccanico sotto forma di legge costituzionale.
Cosa che, come si è appena riscontrato in Senato, la Casa delle libertà non intende minimamente prendere in considerazione. E difatti il capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama precisa che la legislazione ordinaria è più che sufficiente. ''Noi siamo dell'idea - dice Renato Schifani - che, essendo una norma di carattere processuale, non c'è bisogno di una legge costituzionale. Se invece l'opposizione si attesta su atteggiamenti barricaderi viene meno a quel ruolo che potrebbe avere di essere propositrice di modifiche, di migliori elaborazioni del testo''.
Ci sono però due sigle dell’Ulivo che non assecondano i toni “da crociata” (l’espressione è del ministro Giovanardi) che altre forze della stessa coalizione starebbero per assumere. Difatti sia lo Sdi che l’Uduer non hanno sottoscritto i circa 70 sub-emendamenti alla riedizione del Lodo Maccanico già presentati dal resto del centrosinistra.
Intanto Rocco Buttiglione boccia senza appello una delle controproposte della minoranza. Quella di consentire la ripresa dei processi ai vertici istituzionali dopo la fine del loro mandato, anche se intendono ricandidarsi per una delle funzioni salvaguardate dalla moratoria. “Sarebbe una proposta difficilmente ricevibile, fuori dalla realtà. - osserva il ministro delle Politiche Comunitarie - Perché in pratica si tratterebbe di un divieto di rielezione. Immaginiamo che qualcuno voglia impedire la rielezione di un candidato che ha molte probabilità di successo. Qualche giorno prima della scadenza delle Camere gli si apre un processo contro...”.
(29 MAGGIO 2003; ORE 12;30, ultimo aggiornamento ore 18:14)
Possibile che ne facciano una buona e poi subito una cazzata come questa? Si vergogni Ministro Castelli




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