….se entra nella Costituzione, no.
Il cosiddetto lodo Maccanico, cioè il provvedimento che sospende i procedimenti giudiziari nei confronti delle alte cariche dello Stato, è diventato il centro dello scontro politico tra maggioranza e opposizione. Per ora, però, la controversia non riguarda il merito, ma il carattere della legge, se debba cioè essere ordinaria o di revisione costituzionale.
L’Ulivo, che sostiene questa seconda soluzione, lo fa con argomenti giuridici, ma è evidente che ha in testa altro. Sul piano strettamente tecnico, infatti, se avesse ragione, se la vedrebbe dare comunque dalla corte costituzionale, che sarà chiamata a decidere quando la procura di Milano (c’è da scommetterci) eccepirà sulla costituzionalità del provvedimento.
Ma sulla pronuncia finale della Consulta restano molti dubbi, soprattutto perché il Quirinale, controfirmando la legge dopo aver sentito i suoi consulenti giuridici, darebbe di fatto un parere di conformità costituzionale difficile da superare.
E’ invece evidente una delle ragioni che portano l’opposizione a battersi così irruentemente per la via della revisione costituzionale. I tempi dell’approvazione di una norma di questo
tipo sono infatti lunghissimi, e manterebbero quindi Silvio Berlusconi sulla graticola delle imputazioni milanesi per tutta la durata del semestre di presidenza italiana dell’Unione europea.
Se non fosse per qualche ragione machiavellica, infatti, non si capirebbe perché una normativa considerata accettabile se inserita nella Costituzione, almeno secondo Massimo D’Alema, sarebbe
invece intollerabile come legge ordinaria. Forse c’è anche un’altra motivazione sottopelle per l’atteggiamento apparentemente schizofrenico dell’opposizione.
Una legge ordinaria può essere sottoposta a referendum dopo la raccolta delle firme e viene abrogata solo se i votanti raggiungono il quorum di validità.
Una legge costituzionale non approvata dai due terzi del Parlamento, invece, va in referendum direttamente, e per essere abrogata non richiede alcun quorum. Ecco perché la “disponibilità”
di D’Alema è sospetta.
notarella personale: perchè chiamarlo "lodo Maccanico" e non semplicemente e realisticamente lodo Scalfaro?
Che, ancora non vigente come legge, pretese venga applicata ai suoi casi con il famoso "...io non ci stò".
saluti




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