PISANU E MARTINO, DOVE SONO I DECRETI?
Insostenibile l'assenza del commissario sull'immigrazione
ALESSANDRO MORELLI
Mentre continuano gli sbarchi di extracomunitari clandestini sulle coste del Sud Italia, sorge ancora una volta l’interrogativo che in molti si sono posti in questi ultimi mesi: le norme attuative della legge Bossi-Fini dove sono?
Probabilmente queste sono le uniche “latitanti” che il Viminale ancora non persegue, visto che sono passati quasi sei mesi dall’ultimo annuncio sui decreti di attuazione della nuova legge sull’immigrazione e ancora le Capitanerie di Porto non hanno in mano le regole per gestire “l’ingaggio” con le imbarcazioni che trasportano i clandestini. Le nuove norme dovrebbero regolare anche i ruoli delle varie forze in campo, assegnando alla Marina Militare il controllo delle acque internazionali, alla Finanza il controllo di quelle territoriali e alle capitanerie di porto i litorali. Se il Viminale è carente, comunque, le forze di interdizione hanno già compiuto questa suddivisione seguendo una logica che nel palazzo dell’Interno forse non c’è. Rimangono però dei vuoti che vanno comunque colmati, perché se i militari e le forze dell’ordine fanno del loro meglio per arginare l’arrivo dei clandestini, il decreto attuativo dovrebbe creare anche un centro di coordinamento che vada a gestire tutti gli sforzi. Da tempo infatti dovrebbe entrare in funzione la nuova direzione per l’immigrazione, ma in realtà questa non è mai stata realizzata. A quanto pare, come riporta l’agenzia di stampa Il Velino, la causa del ritardo è dovuta alle pretese che in tema continua ad avere Alleanza Nazionale. Pisanu avrebbe pronto il nuovo organigramma e alla direzione dovrebbe andare il prefetto Pasquale Piscitelli (fino a qualche tempo fa responsabile dei rapporti sindacali) scelto di comune accordo con il capo della polizia Gianni De Gennaro. Ma la posizione di An non ha permesso sinora di superare l’impasse. Rimane anche aperto il nodo sulla delega sull’immigrazione che il ministro dell’Interno deve assegnare a un suo sottosegretario. Alfredo Mantovano ritiene, e con lui il vicepresidente del consiglio e compagno di partito Gianfranco Fini, che la delega spetti a lui. Ma la soluzione non è condivisa da Lega, FI e Udc. E così anche la direzione rimane finora bloccata, con tutte le conseguenze immaginabili. In particolare, le forze di polizia e i prefetti trovano molte difficoltà di coordinamento in materia. Nel corso del semestre italiano, inoltre, doveva essere il direttore dell’immigrazione a coordinare le azioni dei responsabili degli altri 14 paesi dell’Ue. Ma senza titolare, il ministro ha dovuto affidare al prefetto Alessandro Pansa (direttore delle specialità) la presidenza di turno dello Scifo, l’organismo tecnico dell’Ue che dovrà preparare un documento (entro il 22 settembre prossimo quando lo Scifo si riunirà a Roma) da sottoporre ai ministri in uno dei prossimi incontri presieduti da Pisanu. L’arrivo della presidenza di turno provocherà con ogni probabilità un ulteriore slittamento nei tempi di nomina del nuovo direttore del dipartimento immigrazione.
Questa assenza crea non pochi problemi al contrasto dell’immigrazione clandestina, che si aggrava se pensiamo al fatto che anche i mezzi di cui dispongono le nostre forze di polizia, spesso sono inadeguati al controllo o, peggio, sono inutilizzati. Un esempio per tutti: delle cinque “super-motovedette” presentate il 10 aprile 2002 (più di un anno fa), dotate di visori notturni, ma soprattutto in grado di raggiungere la velocità di 70 nodi (130 km all’ora), denominate “le Ferrari del mare”, solo due sono operative sulle nostre acque, una in Sicilia e una in Puglia. Mercoledì scorso ne sono state consegnate altre due, che saranno disponibili solo tra un mese, e dopo l’estate ne arriveranno altre sei. Chissà se queste potranno essere utilizzate antro i prossimi quattro-cinque anni...
Intanto un tentativo di immigrazione clandestina verso l’Italia è stato sventato dalla Guardia nazionale tunisina che ha anche arrestato 25 persone. I clandestini, originari della Costa d’Avorio, si trovavano a bordo di un battello quando sono stati fermati. Già all’inizio di maggio la Guardia costiera aveva intercettato un’imbarcazione con 180 clandestini. Tra la Tunisia e l’Italia è stato firmato un protocollo di collaborazione in materia di lotta all’immigrazione clandestina.




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