Ho sempre pensato, che la più odiosa dittatura fosse quella della parola, di questo ne sono sicuro.
Provate a parlare di povertà, di possibile riformulazione e rivisitazione delle intelaiature economiche e politiche della società: allora non avrete scampo; i cortigiani di Berlusconi vi etichetteranno come comunisti.
Provate a parlare delle disuguaglianze sempre crescenti tra nuovi poveri e nuovi ricchi...sarà la vostra caporetto.Bande di pennivendoli al servizio dei padroni diranno che siete pericolosi estremisti.
Provate a discutere della questione morale e di corruzione: ecco l'apparato mediatico di regime sventolare ai quattro venti l'esistenza di una magistratura rossa.
Provate semplicemente a voler riflettere ed analizzare: allora ci penserano i sodali del grande venditore a definirvi illusi, utopisti e sognatori.
Credo, e ne sono convinto, che si smette di vivere quando si smette di lottare, di sentire lo sdegno che fà venire i brividi lungo la schiena.
A chi ci vuole rassegnati ad un silenzio triste e plumbeo, io dico che vale sempre la pena scrivere e parlare, non fosse altro per non darla vinta a chi ci vuole rassegnati.
sacher.tonino
"L' Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo."
Pier Paolo Pasolini
![]()


Rispondi Citando


