Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 27
  1. #1
    SubZero
    Ospite

    In ricordo di Marco Pantani

    A un anno dalla sua morte trovo doveroso ricordare questo grande campione che ha fatto sognare milioni di italiani



    CIAO MARCO

  2. #2
    SubZero
    Ospite

    Predefinito

    Pantani,una ferita aperta






    Oggi è il primo anniversario dell'addio a Marco. A tutti resta un dolore infinito, per il campione e per il ragazzo che nessuno è riuscito ad aiutare.

    MILANO, 14 febbraio 2005 -
    Una ragazza di montagna di nome Elena si è arrampicata idealmente tra le nuvole per dedicargli il suo argento mondiale. Era affannata, travolta dall’emozione, dopo una discesa pilotata dagli dei della Valtellina. L’Italia si è commossa dinanzi a un limpido atto d’amore. Ed io penso che, tra le tante celebrazioni che ci aspettano nell’anniversario della morte di Pantani, quelle parole venute dal cuore resteranno insuperate. "Vidi Marco vincere sul Monte Campione e mi innamorai di lui, senza mai averlo conosciuto".
    Era il giugno del ’98. Pantani scalava il suo anno magico: Giro e Tour. Elena Fanchini, nuova reginetta dello sci, aveva allora 13 anni. Nell’avventura di Marco Pantani, gloriosa e tragica, cosparsa di trionfo, peccato e perdizione, c’è una parte importante della mia vita. Ogni anno, per il tempo che mi resta da vivere, il 14 febbraio non penserò agli amori, alle promesse e alle tenere oleografie di San Valentino, ma penserò a lui. A quella telefonata che, a tarda sera, mi fece scattare dal divano sul quale stavo conciliando la noia con il sonno: "Mi dispiace dovertelo dire. E' morto Pantani".
    In questi casi il cervello si riempie di nebbia per qualche secondo. Poi c'è il mestiere, il tristissimo dovere che ti sveglia brutalmente. "Devi scrivere l'articolo. E' tardi, dobbiamo rifare il giornale…". Ne ho trascorso tanti di questi momenti in oltre cinquant'anni di professione. So come si fa, come si può scrivere piangendo. Ho giurato di non andare mai più a Madonna di Campiglio, che è uno dei posti più belli del mondo. Quel paradiso dolomitico è legato a un giorno orribile della mia vita: il 5 giugno 1999. La sera prima con Pantani, faccia a faccia, dinanzi a una bistecca non consumata, a discutere di futuro, delle ingiustizie del mondo, della sofferenza di tanti bambini.
    E a programmare azioni comuni per investire la sua gloria sportiva nella solidarietà. Lui aveva stravinto il Giro. Quella sera era un eroe. L’indomani all’alba, un relitto. Il Mortirolo nel suo destino: là si era rivelato grande nel ’94 e ai piedi della stessa terribile montagna il suo sangue rivelava il tradimento. Tutto purtroppo era chiaro nelle provette esaminate dai soli controllori che Marco aveva accettato, quelli della federazione internazionale. E tutto è stato onestamente ricostruito nell’ottimo libro-documento che Pier Bergonzi, Davide Cassani e Ivan Zazzaroni hanno realizzato insieme a un anno dalla tragedia.
    Ma nella storia resta un indecifrabile "perché?". Pantani avrebbe vinto quel Giro anche accucciato nel gruppo. Forse voleva demolire il Mortirolo, forse voleva oscurare le antiche imprese di Coppi. L’eccesso come scelta di vita. Caduto l’eroe, è cominciata la persecuzione. Sette procure in azione, neanche per Totò Riina. Marco non s’è più rialzato. Ha evocato fantasmi: il complotto, il tradimento, l’ingiustizia... Dopo il Giro del 2003, l’ultimo della sua breve vita, Marco ha deciso di perdersi. E tutti ne abbiamo smarrito le tracce. Il demonio che si è iniettato in corpo lo ha posto in una anticamera della fine. E lui ha intessuto, in allucinante solitudine, un dialogo con la morte. L'ha cercata, l'ha chiamata, le si è concesso con un desiderio di liberazione. Il peso della vita era ormai impossibile da sostenere.
    Pantani non potrà essere mai dimenticato. Ci ha lasciato le vibrazioni emotive di imprese leggendarie, ci ha lasciato un pugnale conficcato sull'affetto, ci ha lasciato un dolore infinito non tanto per il campione che non c'era più da alcuni anni, ma per il ragazzo che si è perduto, senza che nessuno di noi sia riuscito ad aiutarlo. La pena non si esaurisce. E' più forte di qualsiasi rimpianto. Penso ancora a quel sabato in cui presentavamo il Giro d'Italia del 2000 all’Auditorium Verdi di Milano.
    Marco ci aveva promesso di venire. Ed io per quella sua uscita dal tunnel, purtroppo immaginaria, avevo convocato una scorta d'onore: Sara Simeoni, Max Biaggi, Yuri Chechi e Manuela Di Centa. Ori olimpici e mondiali. "Marco, la tempesta è passata: sei sempre dei nostri". Il senso era questo: una scorta d’onore per il grande ritorno. Alle 13, una telefonata da Cesenatico. "Pantani non viene". Ed io non mi davo pace. Feci il suo numero di casa, arrabbiatissimo. Mi rispose il padre. "Marco è chiuso nella sua camera. Stiamo vivendo un dramma".
    Io difenderò sempre quel tentativo, compiuto a nome della Gazzetta, di far riabbracciare Pantani dal mondo dello sport. Lo vedevo come un momento di pace, di redenzione, come la celebrazione di un amore ferito ma vivo. Nell'anno del Giubileo della Cristianità, Pantani si convinse a correre il Giro una settimana prima della partenza. Venne dal Papa. La corsa rosa partiva da Roma e la prima tappa si concludeva sul sagrato di San Pietro. C’era una madrina d’eccezione: Carla Fracci accanto a Marco, elegante, in prima fila nella sala Clementina. Lui guardava con i suoi occhi dolcissimi quell'uomo vestito di bianco che predica coraggio al mondo col suo dolore e il suo esempio. Si avvicinò al Papa e gli baciò la mano. E io mi illusi che quella poteva essere la prima scena di un miracolo.
    Piccoli lampi si sono accesi nel tunnel di Pantani, ma era un gioco ingannevole, come quello delle lucciole in estate. Il buio si allungava verso il 14 febbraio 2004, tristissimo giorno di San Valentino. Forse al di là del mondo c'è tanta luce. Al di qua, ci è rimasto un dolore tenace e perverso, sottofondo nella nostra vita. Su questo strazio, pochi mesi dopo l’addio, è comparsa all'improvviso un'immagine quasi eterea: l'angelo Damiano. Il rosa di Pantani ha cinto le sue ali. Ed io penso che sia stato Marco a mandarcelo da lassù quel Cunego dagli occhi chiari e dalla bici alata, come quella che aveva cavalcato una leggenda, una caduta, una tragedia.



    da gazzetta.it

  3. #3
    SubZero
    Ospite

    Predefinito

    Pantani, una vita tutta in salita







    La doppietta Giro-Tour 1998, lo stop alla Corsa Rosa l'anno dopo, il ritorno e le due tappe vinte al Tour del 2000. La storia di un uomo che ha emozionato l'Italia.

    MILANO, 14 febbraio 2004 -
    Marco Pantani se ne è andato per sempre e ha regalato l'ultima, purtroppo la più brutta, emozione di una vita vissuta in prima fila, da protagonista assoluto. Una carriera, per lui che sulle salite ha costruito un mito, caratterizzata da alti e bassi clamorosi, da successi incredibili e cadute rovinose. Marco Pantani, il Pirata, che aveva abituato gli italiani a risorgere dalla polvere, non è riuscito nell'ultimo miracolo, quello di raddrizzare un'esistenza divenuta negli ultimi tempi una salita troppo irta.
    Nato a Cesena il 13 gennaio 1970, Pantani ottenne il primo risultato di prestigio vincendo il Giro d'Italia dilettanti nel 1992. Al grande pubblico si impose nel 1994 quando vinse due tappe di montagna al Giro d'Italia (Merano e Aprica) chiudendo la Corsa Rosa al secondo posto alle spalle del russo Berzin. L'Italia, che da anni non aveva uno scalatore di vaglia, aveva trovato una nuova stella capace di ripetersi dopo poco con il terzo posto nel Tour de France vinto da Indurain. Nel 1995 Pantani salta il Giro per una caduta in allenamento, ma si prende una bella rivincita Oltralpe dove vince due tappe tra cui quella delll'Alpe d'Huez. A ottobre arriva terzo al Mondiale in Colombia alle spalle di Olano e Indurain.
    La malasorte, a lui che nel 1986 era finito in coma dopo aver sbattuto contro un camion, gli si para davanti di nuovo il 18 ottobre. Durante la Milano-Torino viene investito: uno scontro pauroso da cui ne esce con tibia e perone della gamba sinistra fratturati e tanti incubi. Marco reagisce e torna alle gare nell'agosto seguente. Giro '97 e altra caduta, con ritiro dalla corsa, per colpa di un gatto che gli attraversa la strada. Il sorriso gli torna al Tour con i successi in montagna all'Alpe d'Huez e a Morzine. E' l'anteprima della galoppata trionfale dell'anno seguente.
    Nel 1998 vince due tappe e la classifica generale del Giro d'Italia, poi si impone in due frazioni del Tour de France che conclude trionfalmente in maglia gialla a distanza di 33 anni dal successo di Gimondi. La sua popolarità è alle stelle e nel Giro del 1999 l'Italia intera sembra essere ai suoi piedi: la bandana che veste la sua fronte diventa il simbolo della sua grandezza. Appena la strada sale lui stacca tutti, sempre e comunque; vince tappe su tappe, infligge agli avversari distacchi abissali. Niente e nessuno sembra poterlo arginare, ma la mazzata arriva la mattina del 5 giugno a Madonna di Campiglio, prima della partenza della penultima tappa. Il suo tasso d'ematocrito supera il 50 per cento, scatta d'ufficio una sospensione precauzionale per 15 giorni e quindi l'esclusione dal Giro che stava dominando.

    La folla sulle strade non crede alla notizia, organizza addirittura blocchi stradali pensando a un complotto: a tutti pare impossibile che il mito Pantani possa franare così clamorosamente. Qualcosa dentro di lui si incrina, la strada per tornare in sella e lunga e più faticosa del previsto. Nel 2000 riappare a sorpresa al Giro dove aiuta il suo gregario Stefano Garzelli a fare sua la corsa e poi vince due tappe al Tour prima di ritirarsi. Partecipa all'Olimpiade, ma da comprimario, e a dicembre viene condannato a tre mesi con la condizionale per frode sportiva, ma verrà assolto in appello.
    Il 2001 lo vede collezionare una serie di ritiri e altri guai assortiti tra cui una squalifica di sei mesi per una siringa con tracce d'insulina ritrovata in un hotel di Montecatini. Il ritorno, l'ultimo, nel 2003 con la partecipazione al Giro che chiude al 14° posto: qualche fiammata, ma i lampi che lo avevano reso celebre erano ormai storia passata. Eppure il pubblico è ancora tutto con lui, è difficile accettare che il beniamino in difficoltà non possa risorgere di nuovo a dispetto di una realtà che lo vede sempre più in difficoltà. A giugno il ricovero in una clinica di Teolo (Pd), ufficialmente per curare una depressione: vi uscirà dopo due settimane. La sua storia, quella ciclistica, finisce qui. In un sabato sera di fine inverno dopo il campione se ne è andato anche l'uomo, ci lascia emozioni che nulla potrà cancellare.

  4. #4

  5. #5
    Amico del forum
    Data Registrazione
    06 Nov 2010
    Messaggi
    32,637
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    ciao Marco!

  6. #6
    Silvioleo
    Ospite

    Predefinito

    grazie marco

  7. #7
    Obama for president
    Data Registrazione
    10 Apr 2003
    Località
    Venezia
    Messaggi
    29,093
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: In ricordo di Marco Pantani

    Originally posted by H-H-H
    A un anno dalla sua morte trovo doveroso ricordare questo grande campione che ha fatto sognare milioni di italiani



    CIAO MARCO

  8. #8
    Pavel e Ale, Juve per sempre
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Località
    www.ht-arena.com/atleticovitello/
    Messaggi
    3,454
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Pantani. Una medaglia d'argento e un disco per lui
    A Bormio l'azzurra Franchini dedica il secondo posto al Pirata.
    ''Dedico questo medaglia d'argento dei Mondiali a Marco Pantani, un grande campione a cui ho voluto tanto bene. E' quasi un anno che e' morto, ma io lo penso tutti i giorni: era il mio idolo''. L'azzurra Elena Fanchini, seconda nella discesa libera di Bormio 2005, approfitta dei microfoni di Raisport per fare una dedica speciale. ''Pantani era un grandissimo campione - dice ancora - e mi dispiace di non essere riuscita ad incontrarlo personalmente.
    SANTA CATERINA VALFURVA (6 feb. 2005) - La terza medaglia azzurra ai mondiali di sci di Bormio ce la regala la giovane Elena Fanchini. Davvero un bel regalo dell'italiana che porta a termine una gara straordinaria e che alla fine dedica il successo a Marco Pantani.
    Anche questo è un gesto inatteso: la Fanchini si presenta ai microfoni al termine della gara visibilmente commossa e dichiara che "il pirata" era il suo idolo e che ancora oggi lo pensa ogni giorno, anche se si rammarica per non averlo mai conosciuto. E pensare che i pronostici sembravano scontati con le tre grandi Kostelic, Paerson e Goetschl che avrebbero dovuto farla da padrone. Invece tra la Kostelic e la Goetschl si è inserita meritatamente la nostra Fanchini. Per lei, ricordiamo, si tratta della prima partecipazione mondiale.
    "Corri come il vento...' Un disco nel nome di Pantani
    "Corri come il vento e sentirai le campane già in paese... con fatica scalerai le montagne ...". Sono le stesse parole urlate dai fan che vedevano correre Marco Pantani, contenute nel disco a lui dedicato dal titolo 'La Bandana'.
    Prodotto dalla casa discografica Moove Records del dj e producer mestrino Gianluca Viani, il progetto sarà presentato da Blunotte venerdì 11 febbraio al Blv rooms di Mestre a partire dalle 21.30.
    Un disco per ricordare l'idolo di molti appassionati di ciclismo, alla soglia dell'anniversario della sua morte che ricorre il 14 febbraio. I testi sono di Terzio Luppari, direttore sanitario della Casa di riposo Anni Azzurri di Campalto, mentre la voce è del musicista e cantante Gianni Scribano.
    La prima linea melodica è, invece, di Maiocchi degli 'Uragani', gruppo famoso negli anni Sessanta, alla quale la casa di produzione ha aggiunto musiche e arrangiamenti, mentre l'editore è High Tide di Tony Tasinato.


    Parte dei ricavi del progetto sarà devoluta in beneficenza, a favore di una comunità impegnata ad assistere i giovani in difficoltà.

  9. #9
    Pavel e Ale, Juve per sempre
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Località
    www.ht-arena.com/atleticovitello/
    Messaggi
    3,454
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Marco... resterai sempre nei nostri cuori

    Chissà se lassù ci sono le montagne....

  10. #10
    email non funzionante
    Data Registrazione
    18 Apr 2004
    Località
    Torino
    Messaggi
    11,417
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Onore al Pirata

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Marco Pantani
    Di cixcix nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 15-01-08, 00:49
  2. canzoni dedicate a marco pantani
    Di etnia salentina nel forum Musica
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 21-02-07, 23:56
  3. In ricordo di Marco Pantani
    Di SubZero nel forum Fondoscala
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 14-02-05, 20:26
  4. E' morto Marco Pantani
    Di Wasabi nel forum Fondoscala
    Risposte: 100
    Ultimo Messaggio: 20-02-04, 18:18
  5. Addio pirata: è morto Marco Pantani
    Di grande roberto nel forum Padania!
    Risposte: 19
    Ultimo Messaggio: 19-02-04, 20:54

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito