Green Watch News n.17
Un movimento contro il razzismo contesta Greenpeace
GWN – “Africa yes, Greenpeace no�. Questo lo slogan che si è levato
contro il famoso movimento ambientalista a Jersey City (Stati Uniti) lo
scorso 11 Maggio, al termine della “Corsa per la vita�, una pittoresca
manifestazione sponsorizzata da Greenpeace, per denunciare i rischi insiti
nel trattamento chimico delle piante. Durante la gara, corridori abbigliati
nei modi piú impensati hanno attraversato la città per simulare
un’improvvisa frenetica fuga da pericolosi gas letali.
Alcuni esponenti del Core (Congress of Racial Equality di New York) un
"antico" e prestigioso gruppo di attivisti neri per i diritti civili, hanno
però deciso di sfruttare l’occasione per contestare apertamente
Greenpeace1 . CosÃ_ cinquanta di loro, alcuni vestiti con i tradizionali
costumi africani, hanno atteso i corridori al traguardo e hanno
accompagnato la loro premiazione scandendo slogan contro il movimento
ambientalista, accusato di impedire lo sviluppo dei paesi poveri in Africa,
come nel resto del mondo.
I manifestanti di Core, infatti, non hanno toccato il tema della sicurezza
delle piante trattate chimicamente, argomento al quale l’iniziativa
ambientalista era stata dedicata. Si sono scagliati invece contro la
politica di Greenpeace che, osteggiando l’introduzione di piante
geneticamente modificate e lottando per l’abolizione su scala mondiale
del DDT, di fatto impedisce all’Africa di sviluppare un’economia
moderna.
Nel 1996, su pressioni dei movimenti ambientalisti, il SudAfrica ha
eliminato il DDT dal suo programma di controllo della malaria. Il risultato
è stato una delle peggiori epidemie di malaria mai viste in SudAfrica con
una crescita dei casi della malattia del 1000 per cento. Nel 2000 il
SudAfrica ha reintrodotto i trattamenti di DDT ed il numero dei casi di
malaria è sceso repentinamente. Nella provincia più colpita il KwaZulu
Natal, con la reintroduzione del DDT i casi di malaria sono calati
dell’80 per cento2 .
Charles Würster, un ambientalista dirigente dell’ “Environmental
Defence Fund�, quando nel 1972 l’Agenzia per la protezione
dell’ambiente USA (EPA) stava discutendo di bandire il DDT, di fronte
all’obiezione che tale divieto avrebbe provocato molte morti nei paesi
poveri, disse: «E allora? la popolazione è la causa di tutti i problemi.
Abbiamo troppa gente. Abbiamo bisogno di meno persone e questa è una buona
strada...3 »
Il portavoce nazionale di Core, NÃ_ger Innis, ha sottolineato che bandire
il DDT significa lasciare in balia di se stessi e totalmente inermi i paesi
afflitti dalla malaria. Innis ha inoltre dichiarato pubblicamente: “A
volte ho la sensazione che a Greenpeace stia piú a cuore la sorte dei
virus, che quella degli uomini�. (Monia Cardella)
Bush chiede all’Europa di impegnarsi nella lotta contro la fame
GWN – Il presidente americano George W. Bush ha criticato l'Unione
Europea sulla questione degli organismi geneticamente modificati (Ogm),
accusandola di ostacolare la lotta contro la fame in Africa.
«I nostri partner europei ostacolano questo sforzo - ha detto Bush
pronunciando un discorso a New London, nel Connecticut, in occasione di una
cerimonia dell'Accademia delle guardie costiere - Hanno bloccato tutti i
raccolti biotecnologici invocando ragioni infondate e senza nessuna base
scientifica4 ».
Secondo il presidente Usa, «per tali ragioni numerosi paesi africani hanno
evitato di investire nelle biotecnologie temendo che i loro prodotti
verranno fermati alle frontiere europee. I governi europei dovrebbero
combattere e non ostacolare la grande causa della lotta contro la fame in
Africa»".
Il Presidente americano George W. Bush, ha ribadito il suo punto di vista
appena sbarcato in Francia per l’incontro di Evian.
Bush ha apertamente criticato Francia e Germania per la loro opposizione
commerciale agli ogm. «Spero - ha detto il presidente americano- che i
governi europei riconsiderino la loro politica che scoraggiagli agricoltori
dei paesi in via di sviluppo dall’utilizzare le biotecnologie per sfamare
la popolazione5 »
Bush ha ricordato che gli Stati Uniti hanno aumentato i programmi di aiuto
ai paesi poveri del 50 per cento, ed ha invitato l’Europa a fare lo stesso.
Anche sul Biotech l’Europa si mostra poco lungimirante
GWN – Nel descrivere lo stato dei rapporti tra Stati Uniti ed Europa n
merito agli OGM, il quotidiano romano “La Repubblica� ha titolato in
prima pagina «La guerra degli ogm USA-Europa6 ».
Ha scritto Federico Rampini: « .. anche sugli organismi geneticamente
modificati (ogm), come sulla guerra, gli americani vengono da Marte e gli
europei da Venere. Il divieto dell’Unione europea sulle importazioni di
prodotti agricoli manipolati dalla biotecnologia riapre di colpo un nuovo
fronte di tensione con gli Stati Uniti».
Non si tratta di una guerra sulla qualità o sulla bontà dei prodotti, ma
di un vero e proprio conflitto commerciale.
Giustamente Rampini scrive che per l’Europa : «La tentazione del
protezionismo è forte».
L’articolo d Repubblica coglie nel segno anche quando sostiene che : «Lo
scontro tra Europa e Stati Uniti finisce per nascondere un’altra partita
mondiale non meno importante: la crescente diffusione degli OGM nei paesi
emergenti. I più grandi esportatori di derrate agricole manipolate dalla
biogenetica, dopo gli Stati Uniti ed il Canadà , sono l’Argentina e la
Cina; seguite di recente da India, Colombia, Filippine, Messico e Honduras.
Questi paesi vedono nella ricerca biogenetica la possibilità di elaborare
sementi immuni da parassiti e malattie, quindi di migliorare la
produttività dei raccolti. (C’è persino una corrente di pensiero
ambientalista che vede negli OGM un’alternativa all’uso di pesticidi,
insetticidi e concimi chimici inquinanti). Nell’Africa subsahariana si
spera che la ricerca generi piante resistenti alla siccità . C’è quindi
un ampio fronte di paesi che accusano l’Unione europea di fare del
protezionismo mascherato7 ».
C’è una cosa in particolare che Rampini non dice, e riguarda il fatto
che l’attuale politica agricola Europea sta mantenendo molto alti i
prezzi dei prodotti agricoli.
L’Europa sta nascondendosi dietro alle teorie degli ogm che non sono
sicuri, in realtà non riesce a competere proprio con qui Paesi che
vogliono denunciarla al WTO. Riso, mais, soia, colza, grano, ecc. ormai non
c’è un solo prodotto agricolo in cui, a parità di qualità , l’Europa
riesce a produrre ad un prezzo più basso.
Tutta le campagna sul cosiddetto�biologico� altro non è che un inganno
per convincere i consumatori ad accettare prezzi più alti.
Ma non si può vivere come in un fortino assediato. Per quanto tempo ancora
l’Europa riuscirà ad alzare barriere contro i prodotti che non vengono
dall’interno?
Come nel caso della guerra contro l’Iraq, è facile prevedere che sugli
ogm, Gran Bretagna, Spagna, Italia ed i Paesi dell’Est Europa si
schiereranno con Gli Stati Uniti e i paesi alleati, mentre Francia e
Germania, continueranno ad opporsi. Ma, considerando la non florida
situazione economica, come potranno penare di rinunciare alle esportazioni
nel mercato americano?
Bugie sugli ogm per nascondere un atteggiamento protezionista
GWN – Che Francia e Germania non la contino giusta sugli ogm lo ha
scritto anche il Corriere della Sera. Il 24 di maggio Gianni Riotta ha
scritto un eccellente editoriale in Prima pagina dal corriere della Sera.
Sotto il titolo
«Lo scontro Usa-Europa sui cibi transgenici - LIMITI DELLA SCIENZA BUGIE E
MEZZE VERITA’» Riotta ha scritto: «L'esito peggiore per l'incontro dei
Paesi G8 a Evian, in Francia, il primo giugno, sarebbe il braccio di ferro
tra il presidente americano George W. Bush e il suo collega francese
Jacques Chirac, flettere i muscoli per impressionare il mondo. Dal Medio
Oriente al commercio, all'Iraq, al derby euro-dollaro, alle epidemie di
Sars e deflazione, non mancano i guai cui Europa e Usa dovrebbero
provvedere, partner responsabili e non zitelle da comica finale. Un dossier
cruciale, da affrontare con serietà e senza propaganda, riguarda la
rivoluzione in agricoltura, seguita alla varietà di semi e piante
modificati grazie alle tecniche genetiche. Dodici Paesi, fra cui Usa,
Canadà ed Egitto, chiedono all’Unione europea di rinunciare alla
moratoria sui cibi genetici: in caso contrario, ricorreranno
all'Organizzazione mondiale del commercio. Comunque le lettrici e i lettori
la pensino sui cibi Ogm (organismi geneticamente modificati), la disputa è
dannosa. Il ministro americano del commercio, Robert Zoellick, ha scritto
in un saggio per The Wall Street Journal , «Stati Uniti contro Unione
europea», che il no Ue agli Ogm condanna mezzo milione di bambini africani
alla cecità , per carenza di Vitamina A, assumibile con le farine
arricchite. E ricorda che, usando Ogm, la Cina ridurrà i pesticidi nei
campi dell'80 per cento. Zoellick ha buon gioco a citare autorevoli fonti
europee per garantire l'efficacia dei semi innestati con altre varietà in
laboratorio, pratica condotta rudimentalmente da generazioni di
agricoltori. Le Accademie inglesi e francesi sono certe che i cibi genetici
siano adatti all’alimentazione e positivi per l'ambiente. Già tre anni
fa, la Commissaria europea Margot Wallstroem, non certo al soldo delle
multinazionali Usa, definiva il bando «illegale e ingiustificato» dando
corso alla battuta: «Gli Ogm sono organismi giornalisticamente
manipolati». Washington ha dalla sua la gran parte degli scienziati,
compresi 20 Premi Nobel, ma non ha credibilità a improvvisarsi paladina
dei poveri e dell'ecologia. Frustrata dai colleghi, la ministro Usa
dell'Ambiente Whitman s'è dimessa mercoledà scorso e, quanto agli
affamati e alle epidemie, gli Usa sono complici nel tenere su la diga dei
300 miliardi l'anno in sussidi all'agricoltura, lesinando i 50 miliardi in
aiuti e agendo come Paperon de’ Paperoni sui pingui brevetti
dell'industria farmaceutica. Gli europei però non fanno migliore figura.
Il no ai cibi Ogm ignora le ricerche d'avanguardia e fomenta paure
irrazionali, a caccia di voti e protezionismo. La doppia elica del Dna fu
scoperta da un americano e un inglese, ma in mezzo secolo abbiamo perso,
non guadagnato, posizioni nella scienza. I Paesi africani finiscono
ricattati: se usano sementi Ogm per sfamarsi, l'Europa li boicotta, ma gli
aiuti Usa in derrate alimentari sono varianti Ogm. Il terzo dei bambini
africani che soffre di denutrizione merita almeno un negoziato, non
l'arroganza dei burocrati.
Più volte abbiamo criticato il presidente Bush per non avere firmato, come
l'Unione europea, i Protocolli di Kyoto sulla riduzione dei gas nocivi
nell'atmosfera. Chi avesse però la pazienza di leggere il recente rapporto
dell'Agenzia europea sull'ambiente apprenderà con sorpresa che solo
Germania, Francia e Gran Bretagna controllano davvero l'inquinamento.
Irlanda, Spagna, Portogallo, Olanda, Belgio, Grecia, Austria, Finlandia e,
ahimè, Italia sporcano il cielo come, o più di prima. Dando
indirettamente ragione a chi ritiene Kyoto «impossibile da applicare».
Benvenuti alla fiera delle ipocrisie atlantiche, dove i leader si
pavoneggiano e poveri, malati, ambiente ne fanno le spese. Dove gli aiuti e
la ricerca sono considerati elemosine, non investimenti sul nostro, comune,
futuro8 »
Ecoterrorismo contro impresa che investe sul biotech
GWN – Alcuni sconosciuti hanno appiccato il fuoco il 30 maggio alla
Syngenta di Cremona, multinazionale che produce sementi con sede centrale a
Basilea in Svizzera.
Si è trattato di un'azione dimostrativa come spiegano le scritte trovate
sui muri all'interno dello stabilimento. «No Ogm, no pesticidi, no
Syngenta. Sabotare le biotecnologie9 ». Sulla matrice dell'atto, Digos e
carabinieri sembrano non avere dubbi: due anni fa un episodio analogo
accadde in un altro stabilimento della multinazionale, a Madignano, sempre
in provincia di Cremona.
Secondo gli investigatori, gli autori del gesto attorno alle 4 avrebbero
tagliato la recinzione, poi avrebbero provocato l'incendio che per fortuna
non si è propagato.
Il responsabile delle relazioni esterne della Syngenta, Romano De Vivo, ha
riferito che sono stati danneggiati i mezzi collocati sotto una tettoia
alla quale è stato dato fuoco. Un secondo focolaio era presso un'altra
tettoia posta a protezione di bancali vuoti.
La Syngenta, ha tenuto a precisare che a Casalmorano non fa ricerca sulle
biotecnologie e non produce organismi geneticamente modificati».
Dal Popolo di Seattle all’ecoterrorismo
GWN – Gli attentati di matrice ecologica, stanno crescendo in numero e
misura, ma l’opinione pubblica sembra non accorgersene.
I mezzi di comunicazione e la magistratura tendono a sottovalutare la
gravità degli attentati se a compierli sono “no-global, ecologisti,
organizzazioni animaliste, amanti della flora, pacifisti».
Per cercare di fare un analisi di questo fenomeno Antonio Gaspari e
Vittorfranco Pisano, hanno appena pubblicato il volume: «Dal popolo di
Seattle all'ecoterrorismo. Movimenti antiglobalizzazione e radicalismo
ambientale» (21mo Secolo, Milano, 2003, pp.150, â‚13,00).
Come ha scritto Carlo Stagnaro sul sito di Ragion Politica nella recensione
del volume (http://www.ragionpolitica.it/testo.1297.html): «Il punto è
che i fautori della "deep ecology" sono pronti a tutto; essi non rispettano
la proprietà perché la vedono come un furto, e non tengono in alcun conto
la vita umana dacché per loro vale meno della vita animale o addirittura
dei microbi. Ciò ch'è ancor più grave, queste posizioni di fatto
nichiliste non sono limitate a ristrette sacche di radicalismo ma, in forma
più o meno edulcorata e consapevole, hanno infettato ampi e insospettabili
settori della società . Per citare solo un esempio tra i tanti: in segno di
protesta contro l'intervento militare in Iraq, viene organizzata il 22
marzo 2003 una giornata di boicottaggio della compagnia petrolifera Esso.
Alcuni manifestanti, poi fermati dalle forze dell'ordine, compiono atti di
vandalismo ai danni di tre distributori di benzina. Il processo si consuma
a tempo di record e gl'imputati vengono condannati a una pena lieve (tre
mesi di carcere con la condizionale contro i nove invocati dal pubblico
ministero). La ragione per cui la richiesta dell'accusa non viene accolta
è che i balordi "avrebbero agito per motivi di particolare valore sociale
e morale". Compagni che sbagliano, insomma, per cui tutto è lecito: dalle
azioni di "disobbedienza" ai sabotaggi ai gesti di terrorismo vero e
proprio. "Oltre a stimolare la militanza degli attivisti - nota Pisano -
questi eventi generano l'apprensione di un pubblico più vasto, spesso non
bene informato e soggetto a condizionamenti propagandistici anche ai fini
di una passiva, ma visibile, partecipazione a manifestazioni di
protesta�10 ».
«Quel che più colpisce è che quest'individui - commenta Stagnaro -
mossi apparentemente da un altruismo malriposto, o da un'ideologia mal
digerita - motivano le proprie malefatte con argomenti che vanno dalla
tutela dell'ambiente alla difesa dei reietti del pianeta. Eppure lo fanno
nel momento di più straordinaria crescita, di più diffuso benessere che
l'umanità abbia mai conosciuto. Non solo: la Terra non ha mai goduto di
tecnologie tanto efficienti e cosà poco inquinanti come quelle partorite
dalla scienza contemporanea».
Sui fitofarmaci la Legambiente agita fantasmi
GWN – L’associazione ambientalista Legambiente ha rilanciato la
campagna contro l’utilizzo degli antiparassitari. Sulla base di un
indagine chiamata «Pesticidi del piatto» la Legambiente sostiene di aver
trovato che nel 2002 su 11.000 campioni di frutta almeno la metà è
risultata contaminata da almeno un pesticida11. nel caso della verdura,
sempre secondo i dati della Legambiente, la percentuale contaminata scende
al 20%.
Nel complesso nel 2% dei prodotti le concentrazioni di antiparassitari
superano i limiti imposti per legge.
La Legambiente sostiene di essersi basata sulle analisi delle agenzie
regionali per la protezione ambientale (Arpa) e delle Asl per la
compilazione del rapporto.
Ma le organizzazioni agricole sono insorte contro la Legambiente.
Secondo al Coldiretti: "non sono certamente incoraggianti i soliti rituali
e ingiustificati allarmismi, frutto di un ambientalismo da salotto che
affronta i problemi in modo vecchio e superficiale, non vedendo il
cambiamento e non contribuendo a dare la necessaria trasparenza
dell'informazione ai consumatori".
Al contrario, a detta della Coldiretti, i dati ufficiali completi forniti
dal Ministero della Salute evidenziano che nel corso degli anni sono
aumentati i controlli effettuati dai laboratori pubblici e diminuiti i
campioni di prodotti ortofrutticoli risultati irregolari. "Nel corso di
quasi dieci anni la percentuale di prodotti ortofrutticoli irregolari
individuata attraverso le analisi si è ridotta dal 5,6% all'1,3%, mentre
è aumentato del 46% il numero dei campioni esaminati. Inoltre più della
metà dei campioni di frutta trovati irregolari riguardavano prodotti di
importazione (Sudafrica, Argentina, Cipro e Turchia) o per i quali non era
stata indicata la provenienza". Tutto ciò, rileva ancora l'organizzazione
agricola, ribadisce la correttezza dei dati ufficiali contenuti nel
rapporto sul 'Monitoraggio di residui di pesticidi in prodotti di origine
vegetale nell'Unione europea, il quale classifica le produzioni agricole
italiane "fra le più sane d'Europa con una percentuale di campioni di
frutta, verdura e cereali raccolti in Italia e trovati senza residui
riscontrabili di pesticidi dell'80%, la più alta a livello comunitario,
superiore alla media europea (64%) e di quella vantata da altri grandi
Paesi dell' Ue come Germania (62%), Gran Bretagna (63%), Francia (50%) e
Olanda (35%)"12 ».
La CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) è stata ancora più dura
contro al Legambiente. In una dichiarazione rilasciata all’Ansa è
scritto che «Siamo, ancora una volta, in presenza di puro terrorismo
alimentare13». In particolare - secondo la Cia - «si scaricano
sull'agricoltura italiana accuse gravissime che danneggiano l'immagine dei
nostri produttori che da anni hanno come obiettivo prioritario la qualitÃ
e, proprio per assicurare ai consumatori prodotti genuini e sicuri, hanno
ridotto fortemente l'uso di fitofarmaci».
«Questa campagna denigratoria nei confronti dell'agricoltura - ha concluso
la Cia - non giova né ai produttori né ai consumatori».
La Confagricoltura ha detto che i dati diffusi dalla Legambiente sono
«superficiali e fuorvianti14» mentre l’Agrofarma, l' associazione che
riunisce le imprese italiane del settore, ha fatto notare che: "in Italia
si è registrato un calo di oltre il 25% del consumo nazionale di
agrofarmaci con le 105.205 tonnellate del 2000 contro le 141.200 del 1990.
Questo è dovuto all' introduzione di nuove tecnologie sempre più avanzate
e rispettose dell' ambiente che, riducendo le dosi di impiego, hanno
modificato in positivo il mix, ed allo sviluppo e all' adozione, da parte
degli agricoltori, di nuove strategie di difesa delle colture rivolte ad un
corretto utilizzo dei prodotti stessi15 »
Il Rapporto della Legambiente è abbastanza contraddittorio, anche perché
se veramente la nota associazione ambientalista vuole eliminare l’uso
degli antiparassitari perché si oppone radicalmente all’utilizzo di
sementi OGM che necessitano di poco o nulla trattamenti?.
L’atmosfera si autopulisce?
GWN – Una sostanza normalmente presente nell’atmosfera, e della cui
drastica diminuzione si temeva ormai da anni, è stata “ritrovata�
qualche mese fa in quantità sufficiente a farle continuare la sua opera di
“pulizia del cielo�.
Si tratta dell’idrossido (OH) che, reagendo con la maggior parte degli
inquinanti atmosferici (tra cui il metano e il monossido di carbonio),
contribuisce alla loro degradazione. Per il vero, individuare l’idrossido
è piuttosto complicato, anche perché è decisamente instabile e da solo
“vive� pochissimo tempo, quindi non si riesce a misurarlo direttamente.
Ma, se si hanno a disposizione le quantità precise di produzione di un
qualche inquinante che interagisce con l’idrossido e le si confronta con
quanto dello stesso inquinante rimane nell’atmosfera, ci si può fare
un’idea del livello di OH dalla sua efficacia nel degradare
quell’inquinante.
Proprio questa è stata la via seguita per anni dagli scienziati, almeno
fino a quando, nel 1987, è stato messo al bando il solvente industriale
(metil-cloroformio) che usavano come “spia� dell’idrossido. Si è
ripiegato, allora, su altri inquinanti per valutare la presenza di OH
nell’atmosfera.
Da allora, lo studio più significativo in merito fu quello presentato nel
2001 da Ronald Prinn del Massachusetts Institute of Technology. Da quel
lavoro emerse che la quantità d’idrossido nell’atmosfera è diminuita
considerevolmente fin dal 1990.
Tali risultati sono stati messi in dubbio nel gennaio scorso da un’altra
ricerca, condotta da scienziati europei coordinati dal professore olandese
Maarten Krol, dell’Istituto per la Ricerca Marina ed Atmosferica di
Utrecht. I risultati, pubblicati su Nature del 9 gennaio, parlano di
concentrazioni di OH stabili se non addirittura in crescita. Certamente
dev’esserci qualche differenza nel modo in cui sono stati condotti i due
studi.
In effetti, lo studio statunitense teneva conto del bando al
metil-cloroformio e quindi assumeva come pari a zero le emissioni di questo
inquinante a partire dal 1988; diversamente, lo studio europeo continua a
considerare quel solvente industriale come un fattore importante
nell’assorbire parte dell’idrossido, dopo che rilevamenti compiuti
sopra l’Europa nel 2000 avevano evidenziato una persistente presenza di
metil-cloroformio (imputabile ad un uso clandestino del solvente o forse
dovuto alla combustione di qualche prodotto di scarto nelle discariche
europee).
Stando cosà le cose, l’OH disponibile nell’atmosfera reagisce, oltre
che con tutti gli altri inquinanti, anche col metil-cloroformio, ancora in
circolo, riducendo quindi la propria efficacia sugli altri – quelli che
vengono monitorati oggi – non perché ce n’è di meno, ma perché
lavora più di quanto si creda.
“Può darsi che le preoccupanti storie sul crollo della capacitÃ
ossidante dell’atmosfera siano basate su assunti sbagliati�, considera
Krol tirando le somme dello studio. (Marco Romano)
Dal Giappone riso biotech contro il diabete
GWN – In futuro il riso potrebbe aiutare a controllare il diabete. E'
quanto riporta l’agenzia ANSA circa una nuova varietà geneticamente
modificata della coltura, recentemente sviluppata da un gruppo di
ricercatori giapponesi16 .
Utilizzando tecniche dell'ingegneria genetica, gli scienziati hanno fatto
in modo che la varietà geneticamente modificata contenga, rispetto alle
varietà di riso tradizionali, quantità superiori di peptide GLP-1: gli
esperimenti finora condotti dimostrano che il peptide in questione
favorisce il rilascio di insulina, l'ormone che contribuisce ad abbassare
i livelli di zucchero nel sangue (carente, appunto, nei pazienti diabetici).
La nuova varietà di riso, che sarà presentata al meeting internazionale
di botanica e biologia molecolare in programma per il mese prossimo in
Spagna, è stata sviluppata da due aziende private in collaborazione con il
National Institute of Agrobiological Sciences.
Nel corso dei prossimi due-tre anni, i ricercatori prevedono di sottoporre
la nuova varietà ai test sulla sicurezza che precedono la
commercializzazione del prodotto


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