wojtyla, papa dell’ingiustizia

di

JOHN KLEEVES


Ricordo ancora quel brutto episodio al vertice mondiale dell’ONU sulla povertà tenuto a Monterey in Messico nel marzo del 2002, quando Kofi Annan abbandonò il palco non appena che Fidel Castro vi mise piede sopra per tenere il suo annunciato discorso di fronte all’assemblea. Si trattò di un gesto ostentato e teatrale, con il Segretario generale dell’ONU che si levava di scatto dalla sedia allontanandosi impettito e naso in aria, come un virtuoso scandalizzato perché sul palco era piombata inaspettata la cosa più ignobile del mondo, e la scena, che vidi in televisione, mi lasciò a disagio a lungo tanta era stata l’impressione per una tale spettacolare dimostrazione di bassezza umana. Bassezza umana perché Fidel Castro non era un semplice Capo di Stato del Terzo Mondo, che si potesse anche mettere alla berlina in un congresso ; Fidel Castro è un personaggio già passato alla Storia, è uno dei grandi del XX secolo, il solo ancora vivente in questi inizi del XXI, e trovandosi alla sua presenza l’unica cosa appropriata da fare, anche se non si sta dalla sua parte politica, è di chiedergli l’autografo, se è così gentile con dedica : altro che fargli fare la parte dell’appestato, altro che farsi credere scandalizzato dalla sua presenza come fosse il più grande criminale del mondo ! Era evidente che Kofi Annan, che ha sempre posto l’ONU al servizio degli interessi USA, seguiva un copione politico e con la sceneggiata contribuiva alla campagna statunitense di diffamazione contro Cuba, una di quelle campagne che gli USA sempre conducono contro chi per qualche motivo detestano.

Bene, una sceneggiata analoga ai danni di Fidel Castro si è ripetuta pochi giorni fa, avendo come protagonista questa volta, al posto del Segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan, il Pontefice della Chiesa Cattolica Romana Karol Wojtyla. E’ successo che a Cuba il 18 marzo c.a. 2003 si sono conclusi i processi di alcuni attivisti politici dissidenti che erano stati arrestati : 75 sono stati condannati a pene detentive per un totale di 1.454 anni, e 3 - colpevoli di aver tentato di dirottare verso gli USA un traghetto marittimo - sono stati condannati a morte, sentenza che è poi stata effettivamente eseguita l’11 aprile seguente, per fucilazione. Cosa ha fatto Wojtyla nel frangente ? Niente dopo il 18 marzo, poi il 13 aprile ha fatto scrivere al cardinale Sodano, a suo nome, una lettera privata a Fidel Castro dove si esprimeva il " profondo dolore del Pontefice " per le esecuzioni e si chiedeva " un significativo gesto di clemenza " per gli attivisti incarcerati, e infine il 26 aprile, immediatamente dopo che Castro in un discorso televisivo aveva ribadito la linea dura contro i dissidenti, ha fatto rendere pubblica la medesima lettera ! Come dire : ti avevo chiesto in privato delle cose ma visto che me le hai rifiutate adesso ti faccio la piazzata, ti faccio passare pubblicamente per cattivo !

E’ chiaro che si è trattato anche qui di un copione politico, perché non vi era la minima giustificazione per nessuno dei gesti compiuti da Wojtyla nei riguardi di Fidel Castro.


Non è giusto difendere i dissidenti cubani.

Per prima cosa non è stato giusto intercedere per gli oppositori politici cubani. Ciò neanche se l’intercessione fosse stata e fosse rimasta perfettamente privata.

Cuba non è un Paese che possa svolgere la politica che vuole : è un Paese che da più di 40 anni è sotto assedio e sotto attacco da parte della più grande e malvagia Potenza dei nostri tempi, gli Stati Uniti. Sin da quando Fidel Castro nel 1959 prese il potere, mettendo in fuga il " loro " dittatore Fulgencio Batista, gli USA hanno fatto di tutto per rovesciarlo e far rientrare Cuba nel novero delle loro neocolonie, come era prima.

E quando si dice che gli USA a Cuba hanno fatto " tutto " si intende proprio " tutto ". Hanno stretto Cuba nella morsa di un embargo economico rigidissimo, nel quale ancora si dibatte. Hanno accolto negli USA i rifugiati anticastristi - una infima minoranza della popolazione cubana ! - e li hanno inquadrati in organizzazioni contigue alla CIA che, tuttora attive, negli anni ’60 e ’70 ebbero una via libera incondizionata compiendo centinaia di incursioni armate sull’isola, bombardando o in qualche modo sabotando raffinerie, impianti chimici, mulini, depositi di zucchero, ponti ; pescherecci e mercantili cubani erano spesso attaccati e qualche volta affondati da aerei apparentemente da turismo preparati dal Pentagono per questi elementi. Nel 1961 hanno tentato l’invasione militare surrettizia dell’isola, facendo sbarcare nella Baia dei Porci un’armata di anticastristi protetta dalla loro Marina e Aviazione ( nel frangente il Pentagono aveva studiato il piano Northwoods, che prevedeva di eseguire attentati anche sanguinosi nei confronti di cittadini statunitensi e di attribuirli falsamente ai cubani per avere la scusa di dichiarare una guerra : erano i prodromi della clamorosa politica di autoattentati iniziata con l’attacco alle Twin Towers dell’11 settembre 2001 ). Nel 1960 hanno fatto esplodere nel porto dell’Avana il mercantile francese Le Coubre ; nel 1964 hanno sabotato nel Tamigi un mercantile tedesco che stava trasportando 42 autobus venduti dalla British Leyland a Cuba nonostante l’embargo ; nello stesso anno hanno convinto una famosa ditta della Germania Occidentale a fabbricare una partita di cuscinetti appositamente difettosi da vendere a Cuba. A più riprese hanno contaminato i sacchi di iuta usati per esportare lo zucchero cubano, così come a più riprese hanno messo zucchero nei serbatoi degli autobus dell’Avana facendo grippare i motori. Nel 1969 e nel 1970 aerei statunitensi senza insegne partiti dal China Lake Naval Weapons Center hanno sorvolato Cuba disseminando cristalli chimici che hanno provocato piogge torrenziali da una parte e siccità dall’altra, danneggiando la canna da zucchero. La guerra batteriologica è stato tutto un capitolo. Nel 1962 gli USA indussero un tecnico agricolo canadese volontario a Cuba a spargere un virus che provocò un’epidemia negli allevamenti di tacchini ; nel 1971 riuscirono a creare un’epidemia negli allevamenti di maiali, che fu fermata solo sacrificando 500mila animali ; nel 1981 tramite zanzare provocarono un’epidemia di un tipo di influenza che colpì 300mila persone con 158 che morirono ( doveva trattarsi di un coronavirus, forse lo stesso della SARS che gli USA hanno sparso in Cina agli inizi di questo anno 2003 ). Un episodio di terrorismo di Stato clamoroso ci fu il 7 ottobre 1973, quando gli USA sabotarono un DC8 della Cubana Airlines in ritorno da Barbados con 73 persone a bordo, tutte morte ; a mettere la bomba era stato l’agente della CIA Orlando Bosh, lo stesso che pochi giorni prima aveva partecipato all’omicidio a Washington dell’ex ambasciatore cileno Orlando Letelier, in cui era morta anche la sua segretaria Ronnie Moffit. Il tutto continua : la serie di attentati ad alberghi cubani che si è verificata dal 1997 al 1999, con episodi che si sono ripresentati sino a oggi, e nei quali ci sono state anche vittime fra cui un turista italiano, è opera degli Stati Uniti, realizzata tramite agenti infiltrati a Cuba e in collusione con ambienti dell’opposizione politica locale.

Ciò per dare un’idea del tipo di aggressione cui da decenni è sottoposta Cuba. In questa situazione è ovvio che il governo locale si deve difendere e non può lasciare spazi di manovra agli USA : non può aprirsi alla democrazia perché gli USA ne approfitterebbero subito per fare valere il loro danaro : si accaparrerebbero i media della stampa e dell’etere, corromperebbero partiti e politici, militari e poliziotti, falsificherebbero le elezioni con l’acquisto di voti e l’esecuzione di brogli, e così via, riprendendo in poco tempo la loro nefasta influenza sull’isola e rimettendo in sella un loro uomo, un’altro Batista. L’opposizione politica a Cuba non è ammessa perché ciò che essa vuole è proprio questo, il ritorno al potere degli USA, il ritorno di Cuba allo stato neocoloniale. Tale opposizione in verità va repressa, e con molta determinazione e andando anche poco per il sottile vista l’emergenza e il tremendo pericolo per il popolo cubano. Questa linea di fermezza è la miglior garanzia per l’indipendenza di Cuba e per il benessere della grande maggioranza del suo popolo.

Bene, ora che si sono messi - e non omessi come si fa di solito in Italia - questi puntini sulle i, è chiaro che intercedere a favore di " atti di clemenza " per l’opposizione interna cubana significa voler indebolire la resistenza di Cuba nei riguardi degli assalti statunitensi, significa volere male al popolo cubano. E questa era - temo - l’intenzione di Wojtyla quando ha incaricato Sodano, con la lettera del 13 aprile, di intercedere per gli oppositori condannati. E’ stata una cosa ingiusta, che non andava fatta.

Una cosa sulla quale in più grava un’altro interrogativo : come mai per consegnare quella lettera di intercessione si è atteso il 13 aprile, due giorni dopo cioè che la condanna a morte dei tre dirottatori era stata eseguita ? Non era forse più logico consegnarla prima dell’esecuzione, e cioè subito dopo la pronuncia della sentenza, avvenuta il 18 marzo ? Chissà, magari la supplica papale sarebbe stata accolta e la vita dei tre sarebbe stata salvata ! E’ come se al Vaticano non interessasse affatto la vita dei tre, ma proprio la loro morte, vista come occasione per iniziare una manovra politica-propagandistica.


Non è giusto denigrare Fidel Castro.

Ancora peggio con il gesto del 26 aprile, quando Wojtyla ha fatto rendere pubblici l’esistenza e il contenuto della lettera del 13. E’ chiaro che ha voluto far passare Fidel Castro per un feroce dittatore, contando sull’impressione suscitata dalle tre fucilazioni. Mi sembra che con ciò si sia passato ogni limite. Come ! Si tace su un paese come gli USA e si batte la grancassa su uno come Cuba ?

Ricordo brevemente cosa sono, dal punto di vista giudiziario, gli Stati Uniti. Sono un paese dove ci sono 4 milioni di carcerati e 2,6 milioni di altri cittadini agli arresti domiciliari e similari ; è quasi il 4% degli adulti, e bisogna considerare che la distinzione fra reati comuni e reati politici è spesso aleatoria ; comunque i detenuti politici in senso stretto sono valutati in 10mila ( Theodor Kaczinski - Unabomber - è un esempio limite di costoro ).

Esiste la pena di morte, prima tolta e poi reintrodotta nel 1976, e di nuovo ancora comminabile a minorenni e ritardati mentali : da allora al dicembre 2001 le condanne a morte sono state 6.754, delle quali 649 eseguite ; alla stessa data quelli in attesa dell’esecuzione, in genere da anni, erano 4.000, circa lo stesso numero di adesso. Nella maggioranza dei casi i condannati a morte, questi dead men walking come li chiamano i secondini, sono del tutto innocenti, in genere dei neri poveri condannati frettolosamente per evitare di dovere scoprire un colpevole bianco, e spesso gli è stata estorta una confessione con la tortura. Il 10 gennaio c.a. 2003, tre giorni prima della scadenza del suo mandato, il governatore dell’Illinois George Ryan, criticando il sistema giudiziario e valendosi di prerogative cui non aveva mai osato ricorrere prima, ha vuotato il braccio della morte dello Stato : ha commutato 156 condanne a morte in ergastoli e ha direttamente graziato 4 elementi, scagionati da test del DNA che erano stati ignorati dai tribunali.

Dopo le Twin Towers gli USA hanno adottato il USA Patriot Act, col quale il governo USA si arroga il diritto di arrestare chiunque sospetti di terrorismo, dovunque si trovi, e di condannarlo anche a morte in base alla decisione di un tribunale militare, o anche senza nessuna decisione scritta di nessuno in particolare. Nel territorio degli USA ciò ha portato all’arresto preventivo e quasi sempre immotivato di 5.000 persone.

Nel resto del mondo ciò ha portato agli abomini di Bagram, Guantanamo e Diego Garcia, le basi militari dove gli USA tengono persone che hanno catturato qua e là per il mondo, spesso ma non sempre in seguito a guerre di aggressione come in Afghanistan e in Iraq. A Guantanamo ci sono 600 prigionieri, colpevoli non si sa di che, tenuti in gabbie sotto il sole ; in Afghanistan - dove a Mazar-i- Sharif gli statunitensi hanno di fatto fucilato 2.000 prigionieri - ci sono 3.000 prigionieri, quelli tenuti a Bagram chiusi in sei gabbioni. In tutti questi luoghi gli USA torturano gli interrogati, o semplicemente torturano i prigionieri per tenerli in agonia ; per certo si sa che come minimo sotto tortura sono morti due prigionieri, entrambi a Bagram, un certo Dilwar di 22 anni e un certo mullah Habibullah di 30. Gli USA premono per farsi consegnare elementi sospetti ( o solo sgraditi ) da tutti gli altri Paesi, e per ora si sa per certo che hanno girato agli USA dei loro cittadini, o dei loro ospiti stranieri, i seguenti paesi : Egitto, Marocco, Nigeria, Giordania, Pakistan, Israele, Turchia, Sudafrica, Filippine. Ma la lista è certamente molto più lunga e a mio avviso comprende anche l’Italia.

In breve gli USA - al di là dell’ingannevole immagine che hanno sempre curato di trasmettere - sono una feroce dittatura ( una dittatura dell’imprenditoriato l’ho definita in effetti ) che governa in casa con la repressione poliziesca, con la pena di morte e con la tortura, e che - infischiandosi della Convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra e della Carta dei Diritti Umani dell’Onu, e irridendo a organizzazioni umanitarie internazionali come Amnesty International e Human Rights Watch, e come il Tribunale Penale Internazionale per i crimini di guerra - ha la pretesa di adoperare gli stessi metodi in tutto il mondo, incarcerando - a migliaia ! - coloro che ritengono degli oppositori o solo degli intralci, torturandoli per ottenere informazioni o solo per procurare tormenti, condannandoli a morte tramite tribunali militari non controllati da nessuno, o ammazzandoli come capita, fucilati immediatamente dopo la resa o magari sotto tortura. Altro che Terzo Reich, altro che orde degli Unni, questa sì è barbarie in arrivo !

E con una realtà del genere fra i piedi, con una simile minaccia per l’intero mondo, con un simile mostro divoratore che da anni sta massacrando l’umanità, il Papa di Roma va a fare piazzate e ramanzine a Fidel Castro e alla sua povera Cuba che cerca di sopravvivere ? Non venga a dire Wojtyla che lui ha rimproverato anche gli USA. Chiedere la sospensione della condanna a morte per un minore o un minorato e dimenticare il tutto quando la condanna è eseguita somiglia troppo a una formalità, espletata per costituirsi alibi. I provvedimenti devono essere proporzionati alle dimensioni dei soggetti, alla loro forza e in particolare alla loro pericolosità : per essere credibile contro gli USA il Papa avrebbe dovuto ingaggiare una polemica senza quartiere, ossessiva e intransigente, adeguata cioè al pericolo. Sa fare cose del genere : le ha fatte contro l’URSS. Le faccia contro gli USA adesso, se è vero che - come dice di essere - non è meno contrario al capitalismo di quanto lo è al comunismo.

Oppure, meglio ancora : non faccia niente contro nessuno. Faccia quello che dice di essere, il Papa, e si occupi di religione. Se ci crede, ma ne dubito.


Le veline di Televideo.

E’ anche stato interessante in questa vicenda l’atteggiamento dei massmedia italiani, che come si sa sono tutti di regime, senza eccezione alcuna. L’intervento del Papa nella vicenda, soprattutto per la sua tempistica, era chiaramente strumentale e questi massmedia hanno immediatamente cercato di intorbidare le acque, usando parole e frasari equivoci. Tutti i massmedia italiani hanno fatto così, sia quelli della carta stampata ( quotidiani e periodici ) che quelli dell’etere ( radio e televisioni ) e potrei riportare il testo di molti articoli di giornale e i trascritti di molti notiziari. Mi limito a fare un solo esempio, riportando però integralmente il testo in questione. Si tratta della notizia diffusa dal televideo RAI il 26 aprile 2003, per informare che il Vaticano aveva appena reso pubblica la lettera di Sodano del 13 aprile precedente :


" PAPA A CASTRO : " UN GESTO DI CLEMENZA "

Il Santo Padre in una lettera indirizzata a Fidel Castro ha espresso il suo " profondo dolore " per le condanne a morte dei tre dirottatori cubani. Il Papa ha poi chiesto al presidente cubano " un significativo gesto di clemenza per gli altri cubani condannati ". L’appello è stato inoltrato dopo che il governo cubano aveva annunciato le esecuzioni capitali ma è stato reso noto solo oggi dal Vaticano. "


Il testo gioca sulle parole e sui tempi : all’inizio dice che il Papa ha espresso il suo dolore appena appreso delle tre condanne a morte ( e si presume allora a condanne non ancora eseguite ), e alla fine specifica invece che l’appello è avvenuto dopo l’esecuzione delle condanne. Come si vede non vengono specificate date di sorta : in questo limbo atemporale il lettore è confuso e rimane non del tutto sicuro circa ciò che ha letto ; la prima impressione diventa vieppiù la più forte, ed essa convoglia la nozione che il Papa si è mosso dopo la pronuncia delle condanne a morte e prima dell’esecuzione delle stesse, cosa invece che è falsa. La frase centrale poi è propaganda pura : suggerisce, lascia intendere, che ci siano altri dissidenti cubani condannati a morte, magari molti, caterve. Invece, a tuttora non ci sono notizie in merito, sembra anzi che altri condannati a morte a Cuba non ci siano. Le caterve di condannati a morte, caro signor Televideo RAI, sono negli USA. Caterve di condannati a morte che per giunta sono anche innocenti, in maggioranza.


23 maggio 2003 John Kleeves