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  1. #1
    stanziale
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    Arrow pagani in prima pagina!!!

    dal quotidiano "libero" del 12/06/2004.
    l'articolo puo' essere scaricato da sito del quotidiano:
    www.libero-news.it/sito/libero.html
    --------
    In un bosco la chiesa dei nuovi pagani di CLAUDIO ANTONELLI
    A ogni solstizio celebrano i riti dell'antica Roma con fuochi, canti e danze rituali
    JESOLO (VE) - Le sessanta galline che vivono nel bosco comunicano al loro padrone, Franco, dove andranno a deporre le uova. Sono anch'esse divinità che partecipano dell'energia cosmica. Vivono libere in un ettaro di aceri, carpini, noci e bagolari. Razzolano in compagnia di oche e papere e vivono come piccoli dèi. «Perché dio è ogni essere che detiene la propria esistenza». Le galline sono normali galline, le ovaiole, quelle paffute che fanno le uova, ma il bosco è sacro e Franco ne è il proprietario. L'appezzamento di terra in via Cà Gamba a Jesolo, in provincia di Venezia, dal 30 maggio 2003 è riconosciuto ufficialmente come luogo di culto. Un migliaio di piante, che oltre a fare fresco, in mezzo a campi di granoturco, ospitano i riti della Federazio ne Pagana. L'unica associazione italiana di pagani con tanto di statuto depositato e un "bosco sacro", dove venerare le divinità del pantheon romano. Cerimonie del fuoco, dei solstizi e degli equinozi, durante i quali si recitano inni attorno al fuoco. Niente cappucci, né abiti neri. Niente satanismo. Normali vestiti borghesi, come per la celebrazione dell'equinozio di primavera. Una manifestazione che serve ad armonizzare gli intenti con quelli del cosmo. Per eseguire il rito servono: legna, candele e torce per leggere gli inni. Ciascun partecipante, dopo che è stata preparata una grande catasta di legna, accende una candela. Gli adepti circondano la catasta e poi viene fatta la scelta di chi reciterà gli inni sacri. Il Pontefice accende il falò, un'altra persona nei quattro punti cardinali evoca la presenza delle potenze divine.(All'ultimo rito si è messo a cantare anche un gallo, simbolo del dio Mercurio e segno di buon auspicio). Tutti i partecipanti gettano un pugno di sale e di zucchero nel Fuoco sacro. È un modo per buttare qualcosa di sè nelle fiamme. Una metà dei partecipanti forma un cerchio e si mette a fare rumori e suoni. L'altra metà, quella che deve recitare gli inni, inscrive un secondo cerchio. Inizia la lettura degli inni. Alla fine i fogli degli inni vengono gettati nelle fiamme. A questo punto il Pontefice divide il fuoco con un forcone, le due cataste vengono nuovamente alimentate di legna, per consentire il salto liberatorio in mezzo alle fiamme: il gesto che conclude la cerimonia e riavvicina i partecipanti al divino. Per il momento la Federazione è formata da 10 adepti, una tren- tina di simpatizzanti, 240 assidui frequentatori del sito internet (www.federazione.pagana.it) dove si discute di paganesimo, divinità, stregoneria e centinaia di ascoltatori durante le 4 ore di dibattiti che ogni giovedì vengono trasmessi dalla sede padovana di "Radio gamma 5". La voce dello speaker è sempre la stessa, quella di Claudio Simeoni, il più alto rappresentante dell'associazione. Siamo in macchina a passo d'uomo lungo il viale che porta a Jesolo Lido. Al terzo tentativo fallito di cercare un bar aperto, dico: «Pazienza. Sarà destino». Risposta: «Col cavolo. Io sono un pagano. Niente destino». Con questa frase comincia il pomeriggio trascorso in compagnia di Simeoni, il pontefice della Federazione Pagana. Cinquantadue anni, compiuti il 18 maggio, lo stesso giorno di Wojtyla e Khomeini. Lavora in fonderia. Simeoni si definisce apprendista stregone e presiede l'associazione su nomina del consiglio inter no. «Gli dèi non sono altro che le linee di tensione che attraversano le cose reali», racconta Simeoni, «e grazie a questa tensione ho la possibilità di vivere la quotidianità con consapevolezza e con passione per far crescere un dio dentro di me». Simeoni, mentre guida e gesticola, mescola frasi della filosofia presocratica, passi degli "oracoli caldei", testi esoterici del III secolo d.c., a frasi che ricordano il buon senso dei contadini padani dei primi del '900. «Ciascun gesto è espressione del divino. Ritualizzando i gesti, coltiviamo le energie della trasformazione del cosmo», ci spiega Simeoni. «Sono concetti, questi, espressi dai testi vedici del Brahma, ma la Federazione Pagana vi aggiunge una personale elaborazione legata alla stregoneria». Non si pensi a gente incappucciata o a orge sataniche, ma l'ostilità verso la dottrina pagana, secondo la Federazione, è forte. «Abbiamo sempre avuto difficoltà a diffondere le nostre idee», continua Simeoni, «e vedrà che anche "Libero" riceverà pressioni per non scrivere del nostro credo. Evidentemente facciamo paura a molti. Eppure non ne capisco il motivo. Parliamo solo di Libertà». Nessuna costrizione, né imposizione per i pagani che si riuniscono nel bosco della traversa settima di via Cà Gamba. «Da quattro anni cerchiamo di diffondere il nostro credo attraverso conferenze o monologhi teatrali. Ma veniamo sempre boicottati». E quando chiedo: «Da chi?». La risposta è vaga. «Molti cristiani non accettano il nostro pensiero e vogliono a tutti i costi associare la stregoneria con biechi riti a sfondo sessuale. Ma non è così i nostri riti sono ben altro».

    LA FEDERAZIONE PAGANA La storia e gli Adepti
    Le origini L'idea della Federazione Pagana nasce nel 1980, ma bisogna aspettare il 1996 quando Claudio Simeoni e Francesco Scanagatta tengono la prima Conferenza sul paganesimo e la stregoneria in una sala del comune di Marghera, in provincia di Venezia Il Bosco Sacro Nel gennaio 2001 inizia il ciclo di dibattiti pubblici e nasce la mailing list paganesimo che attualmente conta 240 iscritti. Ancora nel 2001 avvengono i primi contatti e l'adesione al WCER (Concilio Mondiale delle Religioni Etniche). Infine, nel 2003 il primo nucleo di fedeli fonda il "Bosco Sacro"

  2. #2
    stanziale
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    Arrow ancora in prima pagina!!!

    ecco l'articolo pubblicato da "la nuova venezia" il 21 giugno 2004.
    dalla prima pagina:
    Setta pagana offre agli dei il rogo d’estate
    Jesolo, festeggiato il solstizio: capo degli adepti un operaio di Marghera
    JESOLO. In tempi di maghi, streghe e sette sataniche, fa un certo effetto assistere al raduno della «Federazione pagana». E’ accaduto nella notte fra sabato e domenica, a Jesolo, dove un gruppo di adepti ha offerto agli dei un grande rogo per il solstizio d’estate. Niente cappucci neri, sesso sfrenato né sacrifici bagnati nel sangue, però.
    Si tratta di una federazione con le carte in regola, costituita a Marostica nel 2002, alla quale aderiscono impiegati, professionisti, operai con famiglie e bambini al seguito. Chi non è iscritto non può assistere al rito. Il pontefice è un operaio di fonderia di Marghera, Claudio Simeoni: «Celebriamo quattro riti all’anno, in corrispondenza del cambio di stagione. Portiamo il fuoco nei quattro punti cardinali, evocando le potenze sacre».

    - da pagina 17, il primo articolo
    Maghi e streghe per il solstizio d’estate
    La Federazione pagana celebra a Jesolo gli dèi con un grande rogo
    di Giovanni Cagnassi
    Maghi e streghe per il solstizio d’estate
    La Federazione pagana celebra a Jesolo gli dèi con un grande rogo
    Niente sangue e sesso di gruppo «Liberiamo la nostra energia interiore»

    JESOLO. Jesolani tremate, le streghe sono tornate... La Federazione Pagana si è riunita sabato sera al tramonto per celebrare con il rito del fuoco al bosco sacro di via Cà Gamba la notte del solstizio d’estate. Una grande catasta in mezzo all’appezzamento di Franco Santin che abita in corrispondenza della settima traversa di via Ca’ Gamba a pochi chilometri da Lido di Jesolo. Niente cappucci neri, riti satanici, sesso sfrenato o sacrifici bagnati nel sangue di giovani vergini. Gli adepti credono in ciò che fanno, nei riti che richiamano gli dei del Pantheon ed il crogiuolo di divinità dei tempi antichi.
    Maghi e streghe? Assolutamente sì, ma non nel significato spettacolare del termine. Nessuno trasformerà un sasso in una pepita d’oro con alchimie e formule magiche. L’obiettivo è quello di vivere la vita nella massima libertà. La magia significa trasformare le proprie emozioni. E’ almeno questo ciò che tentano di spiegare una volta giunti davanti alla casa di Santin, che abita a Jesolo e ha messo a disposizione un ettaro coltivato a gran turco, poi coperto di una massa rigogliosa di alberi. Ci sono tante galline, una cinquantina almeno che corrono da una parte all’altra e ti guardano. La gallina è un animale sacro nella simbologia pagana così come l’uovo. Ma al rito vero e proprio, isolato vicino al canale, con una catasta di legna da accendere, torce e campane dal suono penetrante, possono assistere solo loro, gli adepti, o più burocraticamente, gli iscritti alla federazione nata a Marostica con regolare atto costitutivo nel 2002. Oggi gli iscritti sono una trentina, anche se di adepti ce ne sarebbero molti di più. Il concetto di base è che se il cattolico crede ad una verità rivelata, il pagano invece cerca di risvegliare gli dei che sono in noi. Nel 2004 non ha più senso squartare un animale e immergersi in passionali riti sessuali. Oggi, secondo loro, la stregoneria può aiutare a vivere secondo strategie precise, traendo energie dalla natura da utilizzare di volta in volta seconda delle esigenze, magari contro il mobbing in ufficio o i problemi di tutti i giorni. E infatti a Jesolo sono arrivati impiegati, professionisti, ragionieri e chi più ne ha più ne metta, compresi ovviamente bambini vocianti e vivaci. Il pontefice, massima autorità coordinatrice, anche se in realtà tutti sono uguali in quanto capaci di risvegliare i propri dei, è Claudio Simeoni di Marghera che lavora in una fonderia e ti guarda due occhi molto penetranti. «E’ autosuggestione, io sono una persona normale - spiega subito - la stregoneria nasce nell’800 quando Carlo Magno fece uccidere 4500 pagani sassoni. Oggi noi cerchiamo di instaurare un rapporto con la natura e le sue forze, celebrando i nostri riti, quattro all’anno in incorrispondenza di solstizi ed equinozi. Portiamo la luce, il fuoco che è conoscenza nei quattro punti cardinali evocando le potenze sacre». E poi? tutti a casa come se avessero partecipato ad una scampagnata, ad un «pan e vin». Anche se sicuramente c’è molto di più. Diciamo ad una signora: «ma lei allora è una strega? E lei: «Certo, ma tutte le donne lo sono». D’altronde, spiegano, nel mondo ci sono due grandi magie, la vita e la morte, che altro non sono che energie prima imbrigliate e poi disperse. Poi se ne vanno contenti.
    --- il secondo articolo:
    «Qui la gente ci ha accettato e facciamo i nostri riti in pace»

    JESOLO. Il bosco sacro di Franco Santin in via Ca’ Gamba, settima traversa, è stato consacrato come luogo di culto della Federazione Pagana nel marzo del 2003. La Federazione invece è stata fondata il 17 dicembre del 2002 a Marostica e poi anche a Merghera. A Jesolo non ci sono mai stati problemi, se non in un’occasione quando i vigili chiesero di abbassare la musica, lo scampanellio e gli inni cantati ad alta voce. Ma gli jesolani, come spiega il pontefice Claudio Simeoni insieme all’altro «stregone» Francesco Scannagatta, sembra vogliano bene a questi maghi del 2000, sbarcati come dei baldanzosi Harry Potter sul litorale jesolano. Li guardano rigorosamente da lontano, quando quattro volte all’anno, e poi per altri incontri, si trovano a celebrare il rito dei fuochi tra musiche e, perchè no, magia. Dalle case vicine si chiedono cosa stia accadendo in mezzo ai campi, quali rituali e pratiche siano consumate in quel gruppo folto di persone danzanti. C’è spazio per la fantasia e poi ovviamente lo scherno. A Jesolo però non hanno mai disturbato nessuno, a parte il volume della musica. «Qui ci troviamo bene - spiegano Simeoni e Scannagatta - gli jesolani hanno dimostrato un certo affetto, forse perchè hanno capito che portiamo qui tanta energia». Presto tenteranno di portare sul litorale anche conferenze e spettacoli teatrali. Le sistituzioni non si esprimono, anche se il Comune di Cittadella ha negato loro il teatro per lo spettacolo «Sesso, streghe e Blezebù». Presto toccherà a Jesolo, città che tra scontri e dibattiti ha accettato un po’ di tutto, i primi sexy shop, la lap dance, lo scambio di coppie, ha dato addirittura le chiavi del città ad Haider in tempi più che mai sospetti. (g.ca.).

  3. #3
    Mjollnir
    Ospite

    Predefinito

    Beh, caro carbonass, il trattamento ricevuto non mi pare poi così ostile. Poteva andare peggio...

 

 

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