Miguel Martinez
Fantastico. Apprendiamo infatti dal nostro neo-esperto di questioni mediorientali che:
1) gli ebrei non sionisti e di sinistra della fine dell'Ottocento e del primo Novecento e l'attuale stato d'Israele sono la stessa cosa. Compresi sia i bolscevichi, che il Bund, che era certamente "ebraico" ma non sionista.
2) La cultura ebraica a cui lui fa riferimento non esiste in quanto tale: Fassino parla semplicemente degli ebrei emancipati che hanno aderito all'illuminismo. Poi si possono teorizzare particolari sfumature in questo illuminismo. Però queste sfumature esistono per tutti: anche i comunisti siciliani avevano delle loro particolarità caratteriali; ma non per questo si può dire che la cultura siciliana sia una delle radici della sinistra. La "cultura ebraica", in quanto tale, ha certamente aspetti affascinanti, Maimonide, lo Zohar, il Baal Shem Tov e tutto il resto... ma cosa c'entra con la sinistra? Fassino addirittura afferma che una delle "radici" della sinistra sarebbe la "cultura ebraica". Ora, Fassino non è un sanguinario, e non è nemmeno capace di dire baah a Berlusconi, per cui non vorrei paragonarlo con un noto ex-cancelliere della Germania, che sosteneva proprio che Marx si ispirasse al Talmud ...
3) E' curioso come 'sti ex-ortodossi del PCI, strapentiti, colgano l'occasione per rivendicare l'ormai vituperato bolscevismo...
4) Fassino ci racconta che Herzl, che era di sinistra quanto Montanelli, faceva parte della stessa famiglia di Marx, Mao e Fassino...
5) Per Fassino, è semplicemente colpa di Stalin se non tutti approvano quello che fa Israele
Certo che la paura di perdere ancora voti a Berlusconi gioca brutti scherzi anche alle menti di politicastri come Fassino




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