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  1. #1
    Giu' la maschera!
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    Predefinito Comunisti al Potere: Riforme

    Buon di' a tutti,
    sarei molto curioso di sapere: nell'ipotetico caso che i comunisti italiani/rifondazione venissero eletti, secondo voi quale sarebbero le riforme maggiori che attuerebbero in termini:
    1. legame con il resto dell' unione europea e gli stati uniti;
    2. stato sociale (sanita', pensioni ecc);
    3. immigrazione;
    4. riforme economiche;
    5. esercito?

    Grazie,
    Hyde
    Mr. Hyde


  2. #2
    Giu' la maschera!
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    Predefinito

    svista: per eletti, intendo dire un primo ministro comunista/di rifondazione.
    hyde
    Mr. Hyde


  3. #3
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    Predefinito

    E' una domanda troppo semplicistica, e anche anacronistica.
    Cos'è il "potere" oggi?
    E'valida l'impostazione della presa del potere statale per cambiare la società?

    P.G.
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

    Partigiano antifascista, Venezia, 1943





  4. #4
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    Predefinito

    In effetti la domanda è decisamente semplicistica (ed è il dilemma cui si sono trovati davanti tutti i PC che hanno scelta la via della legalità costituzionale)... si dovrebbe tener conto di almeno due fatti:
    1) La presa del potere da parte dei comunisti in Italia sarebbe conseguenza di un radicale mutamento della situazione culturale.
    2) Rappresenterebbe un radicale mutamento dei rapporti sociali.

    1) La questione statunitense è semplice... totale rottura politica con gli USA, uscita dalla NATO, campagna di informazione sui crimini del capitalismo (e dunque, inevitabilmente, campagna antiusa).
    Per quanto riguarda l'UE la questione è più complessa... logicamente sarebbe difficile vedere l'Italia comunista parte di un apparato di stati capitalisti, ma, personalmente, vedo l'integrazione europea un bel passo verso il superamento degli Stati nazione.
    2) Sul piano sociale... sistema tributario iperprogressivo, applicato sia a redditi che a patrimoni (per la ridistribuzione di cio che è stato rubato in precedenza); stato sociale efficiente e gratuito in tutti i settori (sanità, scuola, trasporti, ecc...); pensioni decorose e uguali per tutti; illegalità della disoccupazione: a costo di far scavare buche a uno e di farle riempire all'altro, tutti devono poter lavorare.
    3) Libertà di circolazione, cittadinanza di territorio, diritti di voto agli stranieri, inasprimento delle pene per reati a sfondo razziale e xenofobo, piani di integrazione degli stranieri nella società.
    4) Eliminazione della figura del capitalista, l'imprenditore ha diritto ad essere assunto nell'azienda cui era a capo (ed è già un regalo!!). Autogestione operaia della fabbriche (diretta o indiretta a seconda dei casi); nazionalizzazione dei servizi. Istituzione di piani economici che regolino la produzione (pur lasciando una certà libertà di iniziativa alle coperative). Livellamento dei redditi.
    Divieto di importazione di prodotti di multinazionali assassine. Agevolazioni per il mercato equo-solidale.
    5) Ma... io personalmente sarei per l'abolizione dell'esercito...ma cosi facendo diverremmo in 10 minuto colonia USA... cmq esercito volontario e con funzione civile (per esempio di soccorso o di sicurezza)... democratizzazione dei gradi.

    Prendi buono questo, ma sappi che sono solo mie opinioni. In RC non esiste l'uniderezionalismo stalinista.
    TUTTO IL POTERE AI SOVIET!

  5. #5
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    Quello che intendevo dire io è che semplicemente non si può oggi ridurre la questione della trasformazione della società alla conquista del potere statale. Lo Stato di oggi è senza centro e senza confini, il potere politico è subalterno a quello economico, la classe politica e dirigente di un paese non ha un briciolo di sovranità ma è sempre più un terminale dei poteri del capitale globalizzato. Porsi il problema della trasformazione che non si risolva in un'operazione politicistica, che non imprigioni entro i limiti di questo Stato, come è accaduto infine al Pci, impone di sviluppare un'opera di democratizzazione della società civile, di organizzazione diffusa dell'antagonismo dal basso. Il problema allora non è più prendere il potere ma cambiare la sua natura. Marcos usa la metafora della sedia, per dire che lo zapatista quando si trova davanti la sedia (del potere), scaccia chi c'è seduto (il padrone), ma non si siede lui preferendo tagliare le gambe della sedia.

    P.G.
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

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  6. #6
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    Originally posted by soviet999

    1) La presa del potere da parte dei comunisti in Italia sarebbe conseguenza di un radicale mutamento della situazione culturale.
    2) Rappresenterebbe un radicale mutamento dei rapporti sociali.

    1) La questione statunitense è semplice... totale rottura politica con gli USA, uscita dalla NATO, campagna di informazione sui crimini del capitalismo (e dunque, inevitabilmente, campagna antiusa).
    Per quanto riguarda l'UE la questione è più complessa... logicamente sarebbe difficile vedere l'Italia comunista parte di un apparato di stati capitalisti, ma, personalmente, vedo l'integrazione europea un bel passo verso il superamento degli Stati nazione.
    2) Sul piano sociale... sistema tributario iperprogressivo, applicato sia a redditi che a patrimoni (per la ridistribuzione di cio che è stato rubato in precedenza); stato sociale efficiente e gratuito in tutti i settori (sanità, scuola, trasporti, ecc...); pensioni decorose e uguali per tutti; illegalità della disoccupazione: a costo di far scavare buche a uno e di farle riempire all'altro, tutti devono poter lavorare.
    3) Libertà di circolazione, cittadinanza di territorio, diritti di voto agli stranieri, inasprimento delle pene per reati a sfondo razziale e xenofobo, piani di integrazione degli stranieri nella società.
    4) Eliminazione della figura del capitalista, l'imprenditore ha diritto ad essere assunto nell'azienda cui era a capo (ed è già un regalo!!). Autogestione operaia della fabbriche (diretta o indiretta a seconda dei casi); nazionalizzazione dei servizi. Istituzione di piani economici che regolino la produzione (pur lasciando una certà libertà di iniziativa alle coperative). Livellamento dei redditi.
    Divieto di importazione di prodotti di multinazionali assassine. Agevolazioni per il mercato equo-solidale.
    5) Ma... io personalmente sarei per l'abolizione dell'esercito...ma cosi facendo diverremmo in 10 minuto colonia USA... cmq esercito volontario e con funzione civile (per esempio di soccorso o di sicurezza)... democratizzazione dei gradi.

    Prendi buono questo, ma sappi che sono solo mie opinioni. In RC non esiste l'uniderezionalismo stalinista.
    Almeno qui si riesce a discutere esclusivamente in tema, nel principale si sta' parlando di tutto...comunque:
    1. L'isolazione non ha quasi mai portato a bene per la popolazione: non trovi che su questo punto, il popolo italiano rischierebbe assai?
    2. Potrebbe funzionare, se si riuscisse a mantenere i piu' ricchi in italia: con un sistema di tassazione iperprogressivo molti se la darebbero a gambe. E se mancano introiti di tassazione, come si puo' mantenere uno stato sociale ancora maggiore?
    3. Mi piace assai.
    4. Sulle cooperative apriro' un'altro 3d, è un discorso interessatne di cui non so ancora abbastanza (vivo vicino a 2).
    5. Carabinieri tipo?
    Mr. Hyde


  7. #7
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    Predefinito

    Originally posted by Mr. Hyde
    Almeno qui si riesce a discutere esclusivamente in tema, nel principale si sta' parlando di tutto...comunque:
    1. L'isolazione non ha quasi mai portato a bene per la popolazione: non trovi che su questo punto, il popolo italiano rischierebbe assai?
    2. Potrebbe funzionare, se si riuscisse a mantenere i piu' ricchi in italia: con un sistema di tassazione iperprogressivo molti se la darebbero a gambe. E se mancano introiti di tassazione, come si puo' mantenere uno stato sociale ancora maggiore?
    3. Mi piace assai.
    4. Sulle cooperative apriro' un'altro 3d, è un discorso interessatne di cui non so ancora abbastanza (vivo vicino a 2).
    5. Carabinieri tipo?
    1) Chi ha parlato di isolazione? C'è sempre Cuba
    2) Se se la danno a gambe non lo faranno con i soldi che hanno rubato al popolo italiano. Cmq lo stato sociale si finanzia con i soldi che non verrebbero più rubati dai capitalisti.
    3) Almeno questo!
    4) Lo cerchero
    5) Intendo dire che il ruolo "militare" vero e proprio dell'esercito deve essere ridotto all'osso.
    TUTTO IL POTERE AI SOVIET!

  8. #8
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    Originally posted by Paddy Garcia
    Quello che intendevo dire io è che semplicemente non si può oggi ridurre la questione della trasformazione della società alla conquista del potere statale. Lo Stato di oggi è senza centro e senza confini, il potere politico è subalterno a quello economico, la classe politica e dirigente di un paese non ha un briciolo di sovranità ma è sempre più un terminale dei poteri del capitale globalizzato. Porsi il problema della trasformazione che non si risolva in un'operazione politicistica, che non imprigioni entro i limiti di questo Stato, come è accaduto infine al Pci, impone di sviluppare un'opera di democratizzazione della società civile, di organizzazione diffusa dell'antagonismo dal basso. Il problema allora non è più prendere il potere ma cambiare la sua natura. Marcos usa la metafora della sedia, per dire che lo zapatista quando si trova davanti la sedia (del potere), scaccia chi c'è seduto (il padrone), ma non si siede lui preferendo tagliare le gambe della sedia.

    P.G.
    Hai centrato in pieno... la struttura è quello che conta, il potere politico e sovrastruttura funzionale agli interessi di classe.
    Impadronirsi dei metodi di produzione è la via per impadronirsi del potere statale.
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  9. #9
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    Esatto, destrutturare dal basso il potere.
    Se sono costretto a rispondere alle domande di Hyde provo a farlo abbandonando l'idea del potere statale (che oggi conta come un due di picche) ma provo a riscrivere i primi tre articoli della Costituzione Europea, che è uno spazio pubblico più ampio e dove più possibile incidere politicamente. Anche perchè l'Europa vive il momento più importante della sua costituzione.

    I) Sono cittadini europei tutti coloro che, da qualunque parte del mondo provengano, hanno scelto di vivere e dimorare sul territorio europeo

    II) Tutti i cittadini europei, indipendentemente dal fatto che abbiano o meno un lavoro, hanno diritto ad un reddito che consenta di condurre un'esistenza libera e dignitosa

    III) L'Europa ripudia e contrasta la guerra, senza condizioni, in ogni parte del mondo

    A me questo basterebbe, innanzitutto.

    P.G.
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

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  10. #10
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    Se il futuro dei ns figli è ritornare ad un passato di foibe e lager comunisti è per un padre estremo dolore.
    Si sentono voci contro l'imperialisto ma andate a vivere a Cuba ma da Cubani e vedrete.

 

 
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