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  1. #1
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    Predefinito Jeff Koons sbarca in Italia




    Il Museo Archeologico di Napoli ospiterà le opere di Jeff Koons per la prima volta in Italia. Un percorso espositivo che illustra venti anni di ricerca. Dal 9 giugno al 15 settembre.





    ROMA - Jeff Koons approda in Italia. Il Museo Archeologico di Napoli ospiterà le sue opere, che illustrano venti anni di lavoro di uno degli artisti più influenti della scena internazionale, dal 9 giugno al 15 settembre. La sua opera, racconta lui stesso, aspira a "comunicare con le masse" attraverso un vocabolario visivo estrapolato dalla pubblicità commerciale e dall'industria dell'intrattenimento, portando al limite estremo il confine tra linguaggio artistico e cultura popolare. Dagli ultimi modelli di aspirapolvere nelle teche dei primi anni ottanta alle composizioni in legno o porcellana di personaggi o stereotipi del cinema, della canzone, dell'oggettistica per bambini o da souvenir, dalle sagome dei cartoni animati, agli ultimi grandi dipinti che assemblano immagini dal mondo della moda, a quello dei giocattoli e dei fast food, Koons rielabora e rivoluziona la tradizione modernista del secolo appena trascorso, utilizzando e rinnovando l'eredità dei ready-mades di Duchamp, del Dada e della Pop art.






    Grandi retrospettive sono state dedicate negli ultimi dieci anni da alcune tra le più importanti istituzioni museali di tutto il mondo, quali lo Stedelijk Museum di Amsterdam e il Museum of Modern Art di San Francisco. Le sue monumentali sculture floreali Split Rocker e Puppy sono state installate rispettivamente all'interno e all'esterno del Palazzo dei Papi ad Avignone, al Rockefeller Centre di New York e al Guggenheim Museum di Bilbao. Per la rassegna napoletana, curata da Mario Codognato ed Elena Geuna, il museo effettuerà pubblicazioni distinte, in inglese e in italiano, che descriveranno lo sviluppo della carriera dell'artista, con testi ed interviste dei due curatori ed un'introduzione di Eduardo Cicelyn. La mostra si svolge nell'ambito del progetto della regione Campania Annali delle Arti, ideato e diretto da Achille Bonito Oliva. La mostra sarà presentata il 7 giugno.

    (5 GIUGNO 2003, ORE: 10.36)




    Da: http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0...180887,00.html

  2. #2
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    Statua in porcellana di Jeff Koons ispirata
    all’ex moglie Cicciolina venduta all’asta per tre miliardi

    Roma
    "Pink Panter", una scultura di porcellana dell’americano Jeff Koons ispirata all’ex moglie Ilona Staller, è stata venduta da Christiès a New York per 1,8 milioni di dollari, l’equivalente di 3 miliardi e 200 milioni di lire. Cinque clienti si sono battuti in sala facendo salire alle stelle il prezzo dell’opera inizialmente stimata a 800 mila dollari: alla fine se l’è aggiudicata Kent Logan, un collezionista di San Francisco. La statua raffigura una donna bionda nuda fino alla cintola abbracciata a una Pantera Rosa: fu uno dei pezzi forti della mostra "Banality" che Koons montò nel 1988 quando ancora non conosceva di persona Cicciolina. Ma lo scultore americano ne aveva visto una foto pubblicata su un giornale tedesco Stern mentre andava in caccia di nuove ispirazioni, ed era stato un colpo di fulmine. Koons si mise subito in contatto con Diva Futura, l’agenzia che curava gli interessi di Ilona e andò ad incontrare la pornodiva in uno dei suoi show a luci rosse. La Staller acconsentì a farsi ritrarre nelle sculture "hard core" che poi furono al centro di "Made in Heaven", una nuova mostra "vietata ai minori" montata da Jeff a New York. Seguì una convivenza, il matrimonio, la nascita di Ludwig e, l’anno scorso, il divorzio.






    Per visionare le opere relative all'amore esplicito fra l'artista e l'allora moglie "Cicciolina" Ilona Staller, vedasi nel sito

    http://www.geocities.com/SoHo/Exhibi...einheaven.html

  3. #3
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    Jeff Koons: King of kitsch


    Lips 2000: Themes of food, fashion and fun






    Niagara: The show is a coup for Edinburgh







    Koons' Michael Jackson sculpture recently sold for millions

  4. #4
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    Jeff has made many more pieces, including a lifesized person riding a balloon dog. Here is his working model for that 1996 sculpture, also entitled "Balloon Dog." Made of epoxy resin fiberglass, it measured 126 x 149 x 47 inches. Koons describes it thusly "It's about celebration and childhood and color and simplicity - but it's also a Trojan horse. It's a Trojan horse to the whole body of artwork."





    An early balloon-related work is his 1986 "Rabbit," a cute, warm, soft inflatable bunny, cast in cold, hard 41 x 19 x 12 inch stainless steel. The sculpture's highly polished surface has the eerie effect of including the viewer in its cool reflection regardless of the angle from which it is approached.






    "Balloon Dog"
    Jeff Koons
    1995
    Metallized Porcelain
    10.5 inches






    "Balloon Flower"
    Jeff Koons





    In 1997 Koons unveiled his PVC "Inflatable Balloon Flower (Yellow)" which measured in at 51 x 59 x 70 in. Only 100 were made, and they sold for $3,500 each.

    Click on the image to see in 3D

    su:
    http://www.balloonhq.com/highlights/koons/

  5. #5
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    Pam 2001, Oil on canvas
    Private collection



    Provocatore, scandaloso, in più occasioni protagonista del gossip mondano, Jeff Koons arriva in Italia con la sua prima personale, vetrina di venti anni di lavoro.
    È uno degli artisti più influenti della scena internazionale che aspira - per usare le sue stesse parole - a "comunicare con le masse" attraverso un vocabolario visivo estrapolato dalla pubblicità commerciale e dall'industria dell'intrattenimento, portando al limite estremo il confine tra linguaggio artistico e cultura popolare. Dagli ultimi modelli di aspirapolvere nelle teche dei primi anni ottanta alle composizioni in legno o porcellana di personaggi o stereotipi del cinema, della canzone, dell'oggettistica per bambini o da souvenir, dagli specchi con le sagome dei cartoni animati agli ultimi grandi dipinti che assemblano immagini dal mondo della moda a quello dei giocattoli e dei fast food, Koons rielabora e rivoluziona la tradizione modernista del secolo appena trascorso, utilizzando e rinnovando l'eredità dei ready-mades di Duchamp, del Dada e della Pop art.




    Self portrait, 1991
    Marble
    95.3 x 52.1 x 36.8 cm
    Private collection


    Si interroga Eduardo Cicelyn nel saggio Il dio della pop art è morto: "Jeff Koons è l'erede di Andy Warhol? Come autore e come personaggio, l'artista che si traveste da agente di cambio nei mitici anni Ottanta della New York da bere, mostra una forte somiglianza con il padre della pop art. Ma anche le differenze saltano agli occhi. È cambiato lo scenario sociale in cui si manifestano il lavoro e il protagonismo dei due artisti e sono profondamente mutate anche le modalità di circolazione dell'arte dentro e fuori il sistema. […] Forse già con Warhol, ma certamente dopo Koons, moralità dell'arte non è più la critica all'autorità dell'immagine museale, né la sua negazione culturale, ma l'affermazione democratica che il piacere delle forme visibili è ovunque a portata di mano, per quanto sospeso, sempre rimandato e perciò fragile, ambiguo, forse pericoloso. Come Warhol anche Koons mette in scena l'universo massificato dell'economia capitalista e i suoi meccanismi di riproduzione del desiderio sociale. Ma è piuttosto chiaro sin dal principio che Koons non procede per accumulo e ripetizione, come fa Warhol spingendo fino all'entropia le sue immagini solarizzate e ricolorate in modo arbitrario. Il realismo di Koons è molto più selettivo, ad alta definizione, digitalizzato: apre finestre, seleziona dettagli, pulisce i contorni e costruisce visioni esorbitanti, contaminando sul piano dell'arte verità e fantasia."




    Bracelet, 1996
    Oil on canvas
    265.1 x 355 cm

    Le opere di Jeff Koons sono presenti nelle più prestigiose collezioni pubbliche quali, tra le altre, il Museum of Modern Art, New York, Whitney Museum of American Art, New York, Guggenheim Museum, New York, The National Gallery, Washington, DC, Hirschorn Museum, Washington, DC, San Francisco Museum of Modern Art, San Francisco, Tate Gallery, Londra, Stedelijk Museum, Amsterdam, Museum Ludwig, Colonia, Tokyo Metropolitan Museum,Tokyo.
    Grandi retrospettive gli sono state dedicate negli ultimi dieci anni da alcune tra le più importanti istituzioni museali di tutto il mondo, quali lo Stedelijk Museum di Amsterdam e il Museum of Modern Art di San Francisco. Le sue monumentali sculture floreali Split Rocker e Puppy sono state installate rispettivamente all'interno e all'esterno del Palazzo dei Papi ad Avignone, al Rockefeller Centre di New York e al Guggenheim Museum di Bilbao.




    New hoover convertibles, green, red, brown,
    New Shelton Wet/Dry 10 Gallon Displaced Doubledecker
    1981-87
    Vacuum cleaners, plexiglass, fluorescent lights
    2,51m x 1,37m x 71,1cm

    La mostra si colloca nell'ambito del progetto della Regione Campania "Annali delle Arti", ideato e diretto da Achille Bonito Oliva.

    Da: http://arte.tiscali.it/mediart/200306/05/koons.html

 

 

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