Addio al co.co.co, diventa "lavoro a progetto"
Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri abolisce la figura del collaboratore coordinato e continuativo che quasi sempre è abusivo. Nasce anche la Borsa del lavoro per disoccupati
ROMA – Il governo Berlusconi dà l’addio ai co.co.co, i collaboratori coordinati e continuativi (sono circa due milioni i soli iscritti all’Inps). Con il decreto approvato oggi dal Consiglio dei ministri che segue la riforma Biagi dell’occupazione si dà quindi una "spallata" al lavoro che dovrebbe essere autonomo e invece il più delle volte è ufficiosamente subordinato: il co.co.co sarà regolato da un nuovo contratto e resterà autonomo solo se si riuscirà a stabilire che il lavoro è "a progetto" e non di fatto subordinato. Scompariranno anche i contratti di formazione ed entrano tra le nuove forme contrattuali il "job-sharing" ("in partecipazione"), il lavoro "intermittente", quello "occasionale" e quello "a progetto".
Entro l'anno per gli ex co.co.co che passano al lavoro a progetto e per il lavoro "in partecipazione" l'aliquota contributiva sarà portata fino a un massimo del 19%, partendo dal 14% (finora la tassazione per la gestione separata Inps per i co.co.co era compresa tra il 10 e il 14%). L'accelerazione dell'aumento dell'aliquota per il lavoro autonomo sarà fatta - ha spiegato il sottosegretario al lavoro Maurizio Sacconi - o con la riforma delle pensioni o con la Finanziaria.
"C'è un fenomeno abnorme e ingiusto - ha spiegato il Sacconi - di collaborazioni sotto le quali si nasconde lavoro subordinato. Ora spariscono". Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, è stato chiaro a riguardo: “Contrasteremo il lavoro sommerso”
Sempre sulla scia della riforma Biagi, arriva la Borsa continua nazionale del lavoro, grazie alla quale cittadini, lavoratori, disoccupati e imprese potranno decidere, se vogliono, di incontrarsi in modo diretto per creare nuovi posti di lavoro. "La messa a punto di una Borsa continua del lavoro - si legge nella relazione di accompagnamento del decreto attuativo della riforma Biagi - consentirà di intercettare le dinamiche reali del mercato del lavoro e fornire strumenti di intervento per realizzare politiche attive localizzate".
Le altre novità riguardano la riforma del collocamento (arrivano le "agenzie per il lavoro", strutture private per mediare l'offerta e la domanda di lavoro); lo staff leasing, ovvero la fornitura regolata di lavoro (cioé la somministrazione di lavoro a una azienda mediante un'agenzia); i voucher prepagati per lavoro occasionale (si potranno comprari "buoni" orari comprensivi di retribuzione, oneri previdenziali e per la sicurezza); il part-time diventa più flessibile e verrà introdotta la certificazione per ridurre il contenzioso in materia di qualificazione dei rapporti di lavoro previsti dal decreto.
(6 GIUGNO 2003, ORE 16:12; aggiornato alle 18:45)




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